“Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij

Le notti bianche (Belye noči) è un «racconto di Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881), pubblicato nel 1848. In ordine di tempo, è la seconda opera del grande scrittore russo, il quale, in una sua lettera, la definì “un romanzo sentimentale”. Ma, data l’irrealtà della trama, più che un romanzo si potrebbe chiamarla una fantasia.

Un giovane, ipersensibile e sognatore, incontra per strada una fanciulla e ne rimane irresistibilmente attratto. Dapprima questa attrazione non esce dai limiti della simpatia che un solitario può provare per una persona che lo ascolta con piacere. Dopo alcune notti passate conversando con la sua amica, il giovane però vede trasformarsi la simpatia in richiamo dei sensi. Egli si incarica di rispondere alle lettere del fidanzato della fanciulla, uno studente, illudendosi che la ragazza ami lui e non l’altro. Ma quando il fidanzato ritorna, ella gli si precipita nelle braccia distruggendo di colpo la inesistente felicità dell’innamorato deluso, il quale, risvegliato dal sogno, ritorna alla sua solitudine.

Dostoevskij descrive con commossa potenza il vuoto che circonda il suo eroe, incapace di adattarsi alla realtà e destinato ad affondare nel suo isolamento. Lo stile, semplice e a un tempo solido e sensibile, raccoglie tutte le vibrazioni dell’angoscia interiore che affligge insieme l’autore e i suoi personaggi.»

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