Come rimorchiare se ti chiami Zeus e altri miti: la mitologia greca torna a essere pericolosamente umana
Il titolo potrebbe trarre in inganno. Come rimorchiare se ti chiami Zeus e altri miti non è un manuale di seduzione per aspiranti divinità olimpiche e, considerando la vita sentimentale di Zeus, forse è meglio così.È invece il secondo viaggio di Marcello Mariano nel mondo della mitologia greca e romana, dopo I grandi miti greci – I coatti supereroi ellenici. Un nuovo percorso tra dèi, eroi, mostri e vicende epiche raccontati senza quella patina di solennità che spesso, dai banchi di scuola in poi, finisce per trasformare personaggi pieni di passioni, difetti e contraddizioni in una lunga serie di nomi da ricordare per l’interrogazione.
L’idea alla base del libro è semplice: la mitologia non ha bisogno di essere resa interessante. Lo è già, bisogna soltanto ricordarsi quanto fosse assurda, violenta, passionale, tragica e, molto spesso, tremendamente umana.
Dall’Olimpo alla cultura pop
In Come rimorchiare se ti chiami Zeus e altri miti le storie della classicità vengono raccontate attraverso un linguaggio contemporaneo, ironico e accessibile, senza rinunciare alla loro dimensione divulgativa.
Cinema, fumetti, serie televisive e cultura pop diventano strumenti per avvicinare il lettore a un immaginario che, in realtà, non ha mai smesso di influenzare il nostro.
Perché dietro molti dei meccanismi narrativi che oggi consideriamo moderni si nascondono strutture antichissime: famiglie disfunzionali, rivalità, vendette, amori impossibili, eroi pieni di difetti, mostri, trasformazioni e personaggi costretti a convivere con le conseguenze delle proprie decisioni; gli antichi Greci avevano già materiale sufficiente per parecchie stagioni televisive.
Il gioco, però, non consiste semplicemente nel modernizzare il mito. L’ironia diventa piuttosto un modo per togliere distanza tra il lettore e le storie, riportando al centro ciò che le rende ancora interessanti dopo migliaia di anni: le passioni, le ossessioni, le paure e le contraddizioni dei loro protagonisti.
O protagonisti con poteri divini, il che generalmente peggiora la situazione.
Una divulgazione che non vuole sembrare una lezione
Come rimorchiare se ti chiami Zeus e altri miti prosegue il percorso iniziato con I grandi miti greci. I coatti supereroi ellenici, mantenendone l’idea di fondo: raccontare il mondo classico senza costringere il lettore a scegliere tra approfondimento e divertimento.
L’ironia non sostituisce quindi il mito, ma diventa una porta d’ingresso.
Un modo per avvicinarsi a personaggi e vicende che spesso conosciamo soltanto per frammenti, versioni scolastiche o reinterpretazioni moderne e riscoprire quanto fossero più complesse, contraddittorie e sorprendenti di come le ricordiamo.
Il libro è pensato tanto per chi conosce già dèi ed eroi quanto per chi ha lasciato l’Iliade, l’Odissea e tutto il resto da qualche parte tra il liceo e un trauma da interrogazione.
Perché non è necessario conoscere genealogie divine a memoria per appassionarsi alla mitologia, alle volte basta iniziare da una storia assurda, riderne e chiedersi, subito dopo: “Aspetta, ma è successo davvero così nel mito?”
Da quella domanda può cominciare tutto il resto.
Gli dèi erano molto meno divini di quanto ricordiamo
Una delle ragioni per cui il mito continua a funzionare è che i suoi protagonisti, nonostante immortalità, poteri e genealogie spesso incomprensibili, hanno problemi sorprendentemente riconoscibili. Desiderano, tradiscono, mentono, sono gelosi, cercano vendetta, commettono errori giganteschi e poi, con una frequenza impressionante, fanno pagare le conseguenze a qualcun altro.
Tolti templi, armature e fulmini, rimane una collezione di passioni estremamente umane.
Ed è proprio questa dimensione a rendere la mitologia ancora capace di dialogare con il presente. Non perché gli antichi greci fossero semplicemente “come noi”, ma perché per secoli abbiamo continuato a utilizzare quelle storie per parlare di noi stessi.
Ogni epoca ha riscritto i miti che ha ricevuto. Li ha dipinti, scolpiti, trasformati in teatro, letteratura, cinema, fumetti e videogiochi. Oggi li incontriamo anche nei social, nei meme e nelle serie televisive.
Il linguaggio cambia. I drammi familiari dell’Olimpo, molto meno.
Perché continuiamo a raccontare queste storie?
Forse perché i miti non sono mai rimasti davvero nel passato.
Zeus, Afrodite, Eracle, Ulisse, Medusa e gli altri protagonisti del mondo classico continuano a essere utilizzati, riscritti e trasformati perché offrono strutture narrative immediatamente riconoscibili. Parlano di potere, desiderio, paura, identità, ambizione, vendetta, amore e morte.
Sono storie nate in società profondamente diverse dalla nostra, ma che hanno continuato a cambiare insieme alle persone che le raccontavano.
È proprio questa capacità di trasformarsi senza scomparire che permette oggi di mettere Omero accanto a un film, una tragedia greca accanto a un fumetto o una divinità olimpica accanto a un personaggio di una serie televisiva senza necessariamente banalizzare nessuno dei due.
Il confronto con la cultura pop non serve a rendere il mito “più giovane”.
Serve a mostrare quanto il mito sia già dentro la cultura pop.
Un libro per chi ama già la mitologia. E per chi ancora non lo sa
Come rimorchiare se ti chiami Zeus e altri miti nasce quindi come un libro di divulgazione che non vuole obbligare il lettore a scegliere tra imparare qualcosa e divertirsi.
Marcello Mariano prosegue il percorso iniziato con I grandi miti greci. I coatti supereroi ellenici, già segnalato su questo sito, ampliando il viaggio nel mondo greco e romano e mantenendo lo stesso principio: raccontare la classicità senza trattarla come qualcosa da contemplare a distanza.
Un approccio che nel frattempo è uscito anche dalle pagine dei libri. Mariano porta infatti la mitologia sui social, nel podcast Mitologia alla Carbonara e negli incontri dal vivo, dove il racconto del mito si mescola con storytelling e comicità.
Perché forse il modo migliore per convincere qualcuno che la mitologia non è morta non è spiegargli quanto sia importante.
È raccontargli cosa facevano davvero gli dèi.
E aspettare che si renda conto, da solo, che avevano problemi molto peggiori dei nostri.
L’Autore
Marcello Mariano è autore, divulgatore e content creator. Da anni racconta la mitologia greca e romana con un linguaggio contemporaneo, ironico e legato alla cultura pop, tra social, podcast ed eventi dal vivo. Ha pubblicato I grandi miti greci, I coatti supereroi ellenici e Come rimorchiare se ti chiami Zeus e altri miti, entrambi dedicati a una divulgazione accessibile, documentata e poco solenne.




