“Crisalide” di Maria Francolino

Crisalide, Maria FrancolinoIl sottotitolo di questo romanzo di Maria Francolino è Storia di una ragazza qualunque. In questo caso l’aggettivo “qualunque” non significa “qualsiasi”, ma “ciascuna”. La protagonista Ginetta Forlani, infatti, rappresenta un modello di libertà a cui aspirare; la sua storia è unica e allo stesso tempo universale. È fatta di rinunce, di soprusi e di ingiustizie, ma anche e soprattutto di solidarietà, di coraggio e di libertà.

Trama

Siamo agli inizi degli anni Sessanta: dopo il periodo durissimo della guerra, l’Italia sta rinascendo. Sono gli anni dello sviluppo economico e dell’esodo verso il nord, terra del boom edilizio e delle grandi fabbriche. Milano e Bergamo sono le città verso cui si riversano le speranze di gran parte del Paese, ed è lì che in molti si trasferiscono, soprattutto dalla Calabria e dalla Puglia. Anche la scena sociale e quella politica sono in subbuglio: divorzio, aborto, diritti dei lavoratori, manifestazioni di piazza e lotta armata sono alcuni dei temi che infiammano gli animi degli italiani. In questo fervente contesto storico si ambientano le vicende private di Ginetta Forlani, la protagonista della nostra storia.

Ginetta vive nella bassa bergamasca, è una studentessa modello e le piacerebbe studiare ragioneria, ma nemmeno la sua insegnante riesce a convincere il suo ottuso padre. Beppe, infatti, ha una mentalità chiusa e maschilista; aver segregato sua moglie non gli basta, vuole riservare la stessa sorte anche alla sua povera figlia e costringerla a passare la sua esistenza chiusa dentro casa a cucire insieme alla madre. È proprio per questo motivo che Ginetta accetta la proposta di matrimonio di Armando Rondini, geometra presso la ditta Menarini, dove lavora anche Beppe.

Armando è vedovo, la sua prima moglie – figlia del cavalier Menarini – è deceduta dando alla luce la loro unica figlia. Ginetta non ama Armando, anzi, fin dal loro primo incontro percepisce in lui qualcosa di meschino, ma l’idea di rimanere per tutta la vita ostaggio dei propri genitori la fa rabbrividire, e così accetta la proposta.

Del resto, Ginetta al paesello poteva godere soltanto della compagnia della sua amica Teresa, ma da quando se n’è andata a Milano sembra non esistere più scampo per lei. Piacerebbe anche a lei andare a lavorare a Milano, magari in un atelier di alta moda, ma ovviamente non è permesso, e così sceglie l’unica alternativa possibile: il matrimonio.

La vita con Armando, però, si rivela ben presto persino peggiore di quella al paese: Ginetta è sempre sola, la città la spaventa e la disorienta, non sa come muoversi tra i palazzi grigi e freddi di Milano e per giunta non riesce a ritrovare la sua amica Teresa. Le uniche persone che frequenta oltre al marito sono Paolo, collega di Armando, e Antonia, sua moglie. Ma Ginetta non sta male soltanto psicologicamente, anche il suo corpo mostra i segni della sofferenza: la carnagione ha un colore malsano, il fisico è deperito, Ginetta dimostra il doppio degli anni che ha. Nel tentativo di trovare una soluzione e stringere con il marito un rapporto più onesto, scatena in lui una violenza animalesca. Quando il mattino seguente si risveglia ricoperta da lividi e ferite ancora sanguinanti, Ginetta si trova di fronte a una sliding door: può rimanere a prendere le botte dal marito oppure può scappare, non importa dove, e lottare per costruirsi una vita diversa, quella che ha sempre sognato.

Nonostante le avversità, Ginetta riesce a trovare la sua amica Teresa e grazie a lei entra in contatto con una serie di grandi donne che la aiuteranno lungo il suo percorso da crisalide a farfalla. Armando, nel frattempo, muore tragicamente in un incidente d’auto: il destino sembra essere dalla parte della giovane Ginetta, che in tutto ciò ha poco più di vent’anni. Dopo la morte del marito, Ginetta ri-scopre Antonia, e grazie a lei inizia a lavorare come sarta a domicilio. È felice del suo lavoro, ma non del tutto: non può ignorare gli sguardi sprezzanti delle ricche signore milanesi, sa che la disprezzano e sa anche di valere molto più di così. Ginetta non si dà per vinta e nel frattempo continua a incontrare molte persone e a mischiarsi con personaggi provenienti da ambienti diversi, dalle neo-femministe ai brigatisti. Scopre anche che il suo presentimento su Armando era esatto: il suo defunto marito era stato un uomo spregevole, arricchitosi grazie allo sfruttamento dei lavoratori e alle tangenti. Tra tutte le persone che Ginetta incontra a Milano ce ne sono due, in particolare, che le cambieranno la vita: una grande amica (Olga) e un grande amore (Mino). Alla fine di questa storia, Ginetta è ancora molto giovane e non sappiamo che cosa le succederà in futuro, quello che sappiamo è che le avversità della vita l’hanno resa la donna che è e che da ogni modello di comportamento è riuscita a trarre il miglior insegnamento possibile. Ginetta è una madre sola, ma felice: finalmente è riuscita ad affermarsi nel lavoro e in cuor suo è convinta che prima o poi tornerà anche il suo grande amore. Certamente, Ginetta ha già la forma di amore più importante di tutte, ovvero quella per se stessa, come magistralmente sottolineato nel finale del libro: «Niente sarebbe andato perso di tutto quello che aveva vissuto, ma lei adesso poteva guardare avanti e muoversi nella vita con forza e coraggio. Finalmente libera».

Recensione

Crisalide è senz’altro un romanzo incentrato sulla figura femminile, che viene descritta in molte delle sue sfaccettature. C’è Nella, la madre di Ginetta, tipica donna cresciuta negli anni della guerra, ostaggio del marito e priva di qualsiasi spirito di ribellione, infelice e arresa; c’è Teresa, la neo-femminista figlia del medico del paese che grazie alle sue possibilità economiche può far fruttare il proprio spirito ribelle e dedicarsi alla cultura, all’informazione e alla politica, attiva ma non attivista, sempre schierata contro la violenza; c’è Antonia, la moglie ultra cattolica del dirigente di azienda che aiuta le altre donne rispondendo alle loro lettere su una rivista, ma che non può accettare il divorzio ed è disposta a vivere con un marito fedifrago piuttosto che a far naufragare il suo matrimonio; c’è Olga, dietro le cui parole è facile leggere l’opinione dell’autrice, donna di mondo, libera per definizione, fiera della propria indipendenza e gelosa della propria solitudine, convinta che l’omologazione sia la sconfitta di ogni essere umano. E poi c’è Ginetta, una protagonista apparentemente poco incisiva, ma in realtà funzionale alla narrazione di “rinascita”. Ginetta non ha un gran carattere, ma non è nemmeno disposta a soccombere come la madre; non è colta come Teresa, ma nonostante non abbia potuto studiare è sempre curiosa di imparare nuove cose; non è una timorata di dio come Antonia, ma sa riconoscere il momento in cui scappare a gambe levate; non è indipendente come Olga, ma lo diventerà.

Tuttavia, questo romanzo non è esclusivamente femminista. Se è vero che la maggior parte delle figure maschili sono misogine e violente (come Armando e Beppe), è vero anche che la figura dell’emigrante calabrese Tonino, la cui storia si innesta all’interno del romanzo sotto forma di digressione, è molto positiva. Tonino è un uomo onesto e coraggioso, che non sopporta le ingiustizie e i soprusi e che è pronto a rischiare tutto per vendicare la morte di un suo amico deceduto mentre lavora (in nero) al suo stesso cantiere. È proprio di uomini come lui che la società ha bisogno; di uomini come Tonino e di donne come Ginetta. È questo il messaggio finale rivolto a tutti, a prescindere dal genere: per rinascere è necessario lottare, e la lotta per la libertà – individuale e collettiva – è una lotta che varrà sempre la pena combattere.

Valentina Fedi

L’Autrice

Maria Francolino è nata a Rossano (CS) nel 1952. Laureatasi in Scienze Politiche a Messina, ha svolto la professione di segretario generale in vari comuni, vivendo a Bergamo, città dove attualmente risiede, Bologna, Ferrara, Genova e Sassari. Appassionata della psicoanalisi junghiana, alla fine degli anni ’80 ha frequentato un corso quadriennale di medicina psicosomatica presso l’Istituto Riza di Milano. Per la casa editrice NeP ha pubblicato, nel 2023, la raccolta di racconti dal titolo Il filo rosso.

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