“La portalettere” di Francesca Giannone

La portalettere, Francesca Giannone, riassunto, trama, recensioneVincitore del Premio Bancarella 2023, La portalettere di Francesca Giannone è un grande e solido romanzo che, sulla scia dei Leoni di Sicilia, racconta la storia di una famiglia del Sud Italia in un arco di tempo che va dagli anni ’30 del Novecento all’inizio degli anni ’60. Un libro che è insieme un romanzo storico, di formazione e una saga familiare.

Francesca Giannone ha detto che «La portalettere nasce da un biglietto da visita di cent’anni fa», quello di Anna Allavena, portalettere: la protagonista di questo meraviglioso romanzo, nonché la straordinaria bisnonna della sua autrice.

Trama

È l’estate del 1934, siamo a Lizzanello, in Salento. Carlo Greco, sua moglie Anna Allavena e il loro figlioletto Roberto scendono dalla corriera nella piazza principale del paese. Ad aspettarli c’è Antonio, il fratello maggiore di Carlo. Dopo anni passati in Liguria, Carlo è finalmente tornato a casa e non potrebbe essere più felice; Anna, invece, sente già la mancanza della sua terra e teme che non riuscirà mai ad adattarsi alla sua nuova vita.

Anna è bellissima, veste ancora il lutto dopo la perdita della figlioletta Claudia, ma il suo dolore è fiero e i suoi occhi verdi rispecchiano il suo animo solido e battagliero. Tutto ciò non sfugge ad Antonio, il più grande dei fratelli Greco, titolare di un oleificio, sposato con Agata e padre di Lorenza. Il rapporto tra i due fratelli è molto profondo, addirittura viscerale: non ci sono segreti tra loro, o quasi…

Offerta
La portalettere
  • Editore: Nord
  • Autore: Francesca Giannone
  • Collana: Narrativa Nord
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2023

Tra gli abitanti del paese, tutti molto curiosi di sapere qualcosa in più sulla «foresteria» (come viene chiamata Anna), ce n’è una in particolare, che con Carlo ha un passato impossibile da dimenticare: si tratta di Carmela. Carlo, dopo una notte di passione prima del suo trasferimento in Liguria, aveva promesso a Carmela che l’avrebbe sposata, ma poi ha conosciuto Anna e si è tirato indietro. Carmela ha un figlio di nome Daniele e un marito che non ama – molto più anziano di lei, dal carattere docile e remissivo – di nome Nicola.

La vita in Puglia scorre sempre uguale per Anna. Sua cognata Agata prova a coinvolgerla nelle attività che lei ritiene interessanti come cucinare, andare al mercato, occuparsi della casa, ma Anna sembra così diversa da tutti gli altri; le manca il suo lavoro da insegnante, le manca uno scopo. Costretta a “stare a guardare” mentre il marito dà il via alla sua attività come produttore di vino, Anna si sente sola e insoddisfatta, fino a che, un giorno, legge un annuncio all’ufficio postale: “cercasi portalettere”. Ma quando si è mai vista una portalettere donna? E poi perché una donna dovrebbe andare a lavorare quando ha già un marito che la mantiene?

«“Dai, Anna” disse Carlo ridacchiando. “Non è un lavoro da donne”.»

Nessuno – tranne Antonio – appoggia la scelta di Anna, ma questo non basta a fermarla. Anna vince il concorso e da quel momento, per i successivi venti anni, tiene le fila invisibili che muovono le vite di tutti gli abitanti di Lizzanello. Prima a piedi, e poi in sella alla sua bicicletta, consegna lettere d’amore, biglietti dal fronte, proposte di matrimonio, missive attese con ansia e notizie che non si vorrebbero ricevere mai. Conosce tipi umani di ogni genere: a ognuno dona qualcosa di sé e da ognuno impara qualcosa da portare con sé.

La portalettere è la storia di Lizzanello e dei suoi abitanti, ma è anche la storia di Anna e della famiglia Greco: tra amori che durano per tutta la vita, unioni maledette, abbandoni strazianti e importanti conquiste Anna Allavena non smette mai di combattere e mai sarà dimenticata.

Recensione

Quando ho iniziato a leggere La portalettere avevo molte remore; temevo che una storia famigliare ambientata nel sud Italia agli inizi del Novecento potesse essere piena cliché e priva di personalità. Mi sbagliavo. Questo di Francesca Giannone è uno di quei romanzi che vorresti non finisse mai, quelli che leggi non appena hai cinque minuti liberi, quelli che ti fanno ridere e piangere insieme.

Sappiamo dall’autrice che il personaggio di Anna è veramente esistito: la bellissima e fiera donna amata dai fratelli Greco è la sua bisnonna. La Giannone afferma che ha scritto questo libro per esaudire il desiderio della sua bisavola di non essere dimenticata, e noi dovremmo ringraziarla per averlo fatto. Anna è un personaggio necessario, Anna che in sella alla sua Bianchi non si ferma mai, che odia i pregiudizi, i soprusi, che cerca le risposte nei libri, ma ama leggere anche dentro le persone, che lotta per i suoi ideali a testa alta.

«Ad Anna sembrava che tutti aspettassero solo di vederla fallire per ristabilire l’ordine delle cose.»

Ogni singolo avvenimento è solidamente realistico; ogni personaggio è caratterizzato a tutto tondo, tanto che alla fine si ha la sensazione di averli conosciuti davvero gli abitanti di Lizzanello. E, proprio come nella vita, ci sono quelli a cui ci si affeziona e quelli che si detestano fino alla fine.

Dei due fratelli Greco è impossibile non innamorarsi, più complicato è scegliere (come sa bene anche Anna) tra Carlo, bello e travolgente, e il ‘giusto’ Antonio: riflessivo, profondo e amante dei libri.

La giovane Lorenza, così sciocca e impulsiva, fa rabbia per la sua incapacità di attingere dai modelli positivi rappresentati da sua zia e suo padre e ci dimostra come la stupidità, con la sua spietata ostinazione, a volte sia più pericolosa della cattiveria.

E poi c’è Agata, la cui semplicità è una risorsa imprescindibile; così attaccata al ruolo che si è data, di madre, nonna e donna tutta d’un pezzo, che il suo cuore colmo di amore per un marito che non l’ha mai voluta è costretto a passare tristemente in secondo piano; non possiede la vitalità di Anna, ma le sue spalle sono altrettanto solide e su di esse si appoggerà gran parte della famiglia Greco.

Di Carmen, invece, non si può che avere pena: accecata dalla rabbia, getterà via ogni cosa buona che la vita le ha offerto, compreso l’amore di suo figlio Daniele, che deciderà di immolare pur di provocare un dolore a quel padre biologico che l’ha condannata a vivere per sempre nell’infelicità.

E ancora la fragile Giovanna, che in Anna trova un’amica per la vita; il buon Tommaso, colpevole solo di essersi innamorato della donna sbagliata; il povero Nicola, vittima prima di sé stesso e poi della sua spietata moglie; il caro Roberto, che al contrario di Lorenza fa propri i valori dei suoi genitori, Carlo e Anna, diventando la migliore versione di entrambi.

Non sappiamo con esattezza che cosa sia frutto della finzione narrativa e che cosa sia accaduto davvero ma, come dice Anna, «ciò che è realmente importante si trova tra le righe. Ma non tutti sono capaci di cercarlo», leggere questo romanzo spiega perché questa ricerca può cambiare la vita e lo fa con la leggerezza e la poesia evocata dalla vita di una donna grandissima che manca a tutti coloro che l’hanno conosciuta, anche tra le pagine di un libro.

Valentina Fedi

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