“Il mio cammino” di Alessandro Manna

Il mio cammino, Alessandro MannaIn questo breve testo, scritto sotto forma di pièce teatrale ­– con incursioni tipiche della tecnica cinematografica – Alessandro Manna racconta il suo viaggio all’interno di se stesso. Dalle tenebre alla luce; anche letteralmente, grazie all’utilizzo di artifici teatrali puntualmente descritti nelle didascalie tra parentesi che permettono di visualizzare, tra le altre cose, l’assetto del palcoscenico, l’illuminazione e il tono di voce dei personaggi.

In poche pagine è riassunta una vita intera, di cui l’autore sceglie volutamente di fornire pochissimi ma fondamentali particolari: non è necessario conoscere tutto, anzi, ciò che conta è selezionare le informazioni che permettono l’identificazione del lettore con il protagonista. In questo, Alessandro Manna ha fatto centro: è impossibile non (ri)specchiarsi in “Ale” e non ritrovare in lui anche soltanto una delle mille sfaccettature che convivono in ciascuno di noi.

Trama e recensione

La trama non è costituita da una serie di eventi, ma da un avvicendarsi di sensazioni e suggestioni suggerite via via dal protagonista e da Fiore, la guida spirituale che – come Beatrice con Dante – accompagna Alessandro verso la luce, fuori dal torpore mentale in cui trascorre l’esistenza, trattenuto da catene invisibili da cui solo lui può liberarsi.

L’eco dell’universo dantesco pervade l’intero racconto che, come la Commedia del sommo poeta, è suddiviso in tre parti: Sulla terra ferma, Sull’isola e Verso casa. Anche Alessandro Manna si trova in una selva oscura, che l’autore sceglie di rappresentare come un’isola circondata da squali che non gli permettono di raggiungere la terra ferma. In questa prima parte lo spazio teatrale è avvolto nel buio: Alessandro, che inizialmente si presenta al pubblico con lo pseudonimo di Arnaldo Massenna, è trasandato e sconfitto; a fargli da contraltare c’è la presenza di un regista insensibile (suo antagonista) che lo incita con fare giudicante  a prendere in mano la situazione, a scrollarsi di dosso la tristezza e a proporre agli spettatori una storia meno tetra. È a questo punto che entra in gioco Fiore, personaggio esclusivamente funzionale, il cui compito è quello di “risvegliare” Alessandro attraverso riflessioni che lo faranno approdare a nuove consapevolezze.

Il mio cammino
  • Manna, Alessandro (Autore)

Nella seconda parte Alessandro veste abiti più curati e comincia a capire che cosa ha sempre ostacolato il raggiungimento della sua felicità: lui stesso. Come sosteneva Pirandello, ogni uomo indossa una maschera; quella indossata da Alessandro gli ha impedito di perseguire i suoi veri interessi, di far fiorire la propria natura. Per soddisfare i desideri della società, della famiglia, della scuola, degli amici e delle amanti, Alessandro è arrivato a compromettere la sua salute mentale, ma grazie a Fiore è pronto a nascere una seconda volta.

L’ultima parte, quella conclusiva, è un ritorno a casa in senso ampio, metaforico, è la fine del percorso di riappropriazione di se stesso. Alessandro non ha più bisogno di essere presentato da un regista, né di essere tenuto per mano da Fiore. Adesso è lui al centro della scena, che a differenza dell’inizio appare ben illuminata. Ha capito che cosa ha tenuto tarpate le sue ali e, finalmente, è pronto a spiegarle e a prendere il volo.

Il mio cammino è un testo intriso di metafore e di riferimenti alla psicoterapia, e proprio come in un percorso terapeutico, alla fine si tirano le somme e credo che la consapevolezza più importante raggiunta da Alessandro sia racchiusa in questa citazione:

«Allora, se prima ho portato fuori tutto quello che era dentro il mio animo, ora è come se stessi camminando fuori di me, verso una nuova realtà.»

Il passato è una zavorra da cui ognuno di noi può liberarsi e la sofferenza, se ben elaborata, può essere un’opportunità di crescita. Riuscire a disinnescare i meccanismi del proprio inconscio rendendoli visibili, è questo il traguardo raggiunto da Alessandro alla fine del cammino che ha voluto condividere con chiunque leggerà il suo libro.

Valentina Fedi

L’Autore

Alessandro Manna, nato a Napoli, ha frequentato studi classici per poi laurearsi in giurisprudenza presso la facoltà ex Federico II. Il mio cammino è una prima opera che è un misto tra biografia e rappresentazione teatrale. Ho scritto altre forme di racconti ma poi o sono stati buttati o persi. Ora vive a Caserta, è sposato ed ha due figli.

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