“Il tredicesimo segno. Gloria e miseria dell’Astrologia” di Silvano Fuso

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Prof. Silvano Fuso, Lei è autore del libro Il tredicesimo segno. Gloria e miseria dell’Astrologia, edito da Fefè: di quale popolarità gode, nella nostra società, l’astrologia?
Il tredicesimo segno. Gloria e miseria dell’Astrologia, Silvano FusoL’astrologia è piuttosto popolare. Secondo i dati della Commissione Europea del 2005, il 41% dei cittadini europei considera l’astrologia una disciplina scientifica e il 13% ritiene che anche gli oroscopi abbiano una base scientifica. Secondo un’indagine della Doxa del 1998, emerge che circa il 30% degli italiani afferma di credere nell’astrologia, mentre circa il 40% dichiara di credere che gli astri influenzino il carattere delle persone.

I rapporti Eurispes del 2002 e del 2010, mostrano che tra i 10 e gli 11 milioni di Italiani (intorno al 18%) si rivolgono ad astrologi e maghi per consulti, con una media di 33.000 persone al giorno.

Questi rapporti hanno anche stimato che il numero di astrologi e maghi operanti nel nostro paese è intorno alle 155.000 unità. Il giro d’affari stimato si aggira su cifre superiori ai cinque milioni di euro l’anno, con un elevato tasso di evasione.

La credulità del pubblico nei confronti dell’astrologia viene regolarmente sfruttata dai mass media. Moltissimi quotidiani e settimanali ospitano rubriche fisse dedicate agli oroscopi e molti programmi televisivi (anche di quello che dovrebbe essere servizio pubblico) concedono spazio a discutibili personaggi che danno libero sfogo ai loro vaticini astrologici, con notevole ritorno di immagine.

Quale percorso comune caratterizzò, fino a una certa epoca, astrologia e astronomia?
Gli storici ci hanno insegnato che non esiste nessuna civiltà che non si sia dedicata all’osservazione dei fenomeni celesti e abbia di conseguenza sviluppato una specifica disciplina.

Nell’antichità astrologia e astronomia praticamente coincidevano e ad entrambe si dedicarono serissimi e preparatissimi studiosi. Ancora nel Medioevo l’astronomia-astrologia era materia di insegnamento nelle università, entrando a far parte del cosiddetto quadrivio (comprendente aritmetica, geometria, musica e, appunto, astronomia).

Nel Rinascimento e nell’Umanesimo in particolare la rivalutazione della cultura antica portò a un rinnovato interesse per l’astrologia e al ritrovamento di testi classici riguardanti il cielo.

Persino Galileo, quando era professore a Padova, dal 1592 al 1610, insegnava anche astrologia e compilò diversi oroscopi, probabilmente per arrotondare lo stipendio.

Tuttavia con la rivoluzione scientifica operata dallo stesso Galileo e successivamente con l’epoca dei lumi, astronomia e astrologia si allontanarono irrimediabilmente sempre di più. L’astronomia divenne una scienza rigorosa, perfettamente integrata con le altre discipline, e andò incontro a uno straordinario progresso. L’astrologia invece perse progressivamente la sua autorevolezza, rimanendo uguale a sé stessa, diventando una semplice superstizione o, se vogliamo, una pseudoscienza.

Quali grandi personaggi del passato praticarono l’astrologia?
Abbiamo già citato Galileo, anche se a partire dal 1618 lo scienziato pisano non si occupò più di astrologia e in alcune occasioni fu piuttosto critico nei suoi confronti. Prima di lui grandi studiosi si occuparono di astrologia: da Tolomeo ad Avicenna, da Girolamo Cardano a Tommaso Campanella, fino a Giovanni Keplero. Quest’ultimo, tuttavia chiamava l’astrologia “piccola figlia sciocca”, ma al tempo stesso, molto pragmaticamente, doveva ammettere che la “saggia ma molto povera madre”, ovvero l’astronomia, non avrebbe avuto di che sostentarsi senza la figlia.

Quando e come avvenne la separazione tra le due discipline?
Dopo Galileo l’astrologia iniziò un lento declino. A ciò contribuirono sicuramente le scoperte, soprattutto astronomiche, che la nuova mentalità scientifica consentiva di realizzare. L’esplorazione geografica dell’emisfero australe, ad esempio, consentì di scoprire nuove costellazioni, da sempre ignorate dagli astrologi. Tuttavia chi inflisse un duro colpo all’astrologia fu la Chiesa cattolica che, a partire dal 1586, condannò senza appello l’astrologia divinatoria, iscrivendo nell’Indice dei libri proibiti i trattati di tale disciplina.

Al di là delle censure, tuttavia, stava cambiando la mentalità. Il fascino della connessione tra microcosmo e macrocosmo che aveva caratterizzato la magia naturale rinascimentale, all’interno della quale anche l’astrologia trovava la sua ragione di essere, cedeva il passo alla scienza sperimentale che doveva basarsi su solide evidenze. Con l’illuminismo poi l’astrologia venne sempre più relegata nell’ambito delle false credenze e delle superstizioni.

Esistono prove che dimostrino la reale influenza della posizione degli astri su un individuo al momento della sua nascita?
Assolutamente no. Innanzi tutto vi sono incongruenze teoriche nell’astrologia. Essa infatti continua a fare riferimento a un modello di universo completamente superato dalle conoscenze che l’astronomia ha progressivamente prodotto. Mentre l’astronomia, come tutte le scienze, si è costantemente evoluta, l’astrologia è rimasta uguale a sé stessa.

Al di là delle obiezioni teoriche, tuttavia, le affermazioni degli astrologi sono state più volte sottoposte a controlli. Ad esempio con i cosiddetti matching test (dall’inglese to match=abbinare). Questi test si propongono di abbinare una serie di descrizioni delle caratteristiche di un soggetto con l’interpretazione del suo tema natale, predisposta da un astrologo. In pratica si sceglie un certo numero di soggetti. Per ognuno di essi si redige sia un accurato profilo psicologico, realizzato da esperti di psicologia, sia il tema natale, preparato da astrologi ritenuti capaci. Agli astrologi vengono poi consegnati un tema natale, il corrispondente profilo psicologico e altri due profili scelti in modo casuale. Compito degli astrologi sarà quello di capire quale sia il profilo giusto, procedendo al corretto abbinamento. Ripetendo più volte l’esperimento, per un elevato numero di soggetti, si possono ottenere risultati statisticamente significativi. È facile infatti calcolare quale sarebbe il risultato se gli abbinamenti fossero fatti in modo casuale: nell’esempio precedente la probabilità di indovinare in modo casuale sarebbe di una su tre. Se gli astrologi riuscissero a ottenere valori più elevati, dimostrerebbero veramente di avere qualche capacità divinatoria. Ebbene, questi test hanno sempre prodotto risultati estremamente deludenti. Gli astrologi non sono mai riusciti ad andare oltre la semplice statistica. Le cose non vanno meglio per quegli studi finalizzati a mostrare l’esistenza di correlazioni tra i tratti caratteriali di una persona e la posizione del Sole e dei pianeti al momento della nascita.

Inoltre, da diversi anni, il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) raccoglie, dopo opportuna selezione, le più significative previsioni di astrologi, sensitivi e operatori dell’occulto in genere. A fine anno poi pubblica un resoconto in cui si divulgano i risultati dei controlli effettuati. Tutti i controlli fin qui effettuati dal CICAP hanno sempre dimostrato la totale incapacità da parte degli astrologi di prevedere alcunché. Un esempio tra tutti: nessun astrologo aveva previsto la disastrosa pandemia da coronavirus SARS-CoV-2 che avrebbe devastato il mondo intero a partire dal 2020.

Perché, malgrado tutto ciò, l’astrologia gode ancora oggi di tanto consenso?
Per questioni psicologiche legate alla natura della mente umana. La vita quotidiana ci mette continuamente di fronte a scelte difficili, innanzi alle quali abbiamo mille dubbi e incertezze. Quante volte desidereremmo che qualche amico più saggio di noi ci desse indicazioni e consigli? Per molte persone gli astri svolgono il ruolo dell’amico saggio. Possono decidere per noi, sollevandoci da pesanti responsabilità e alleviando le nostre ansie. L’astrologo, intermediario tra noi e gli astri, rappresenta pertanto un’ancora di salvezza cui aggrapparsi.

Il sollievo dalle proprie responsabilità si ottiene anche accettando la visione inevitabilmente fatalista insita nell’astrologia. Se tutto è già scritto nelle stelle, non siamo responsabili del nostro destino e possiamo rilassatamente adeguarci agli eventi, senza sensi di colpa o rimorsi.

Se poi leggiamo i responsi astrologici, raramente troveremmo qualcosa di negativo. Gli astrologi sono abilissimi nel dire alla gente ciò che si vuole sentire dire. Le loro affermazioni inoltre sono vaghe e adattabili a ogni soggetto, quindi tutti ci si riconoscono (sono stati fatti diversi studi che lo dimostrano).

Possono poi intervenire altri meccanismi mentali che sono alla base delle cosiddette profezie che si autoavverano. Se una persona crede alla capacità degli oroscopi di delineare ritratti psicologici e il proprio segno zodiacale prevede determinati aspetti caratteriali, può inconsciamente assumere tali aspetti in modo da adattarsi a quanto previsto dagli astrologi. Analogamente se l’oroscopo prevede un incontro sentimentalmente interessante nel corso della giornata, l’interessato può inconsapevolmente assumere un atteggiamento più cordiale, disponibile e affabile che può effettivamente favorire un incontro sentimentale. In definitiva quindi per le profezie che si autoavverano vale l’affermazione: ci credo, quindi è vero!

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