Neuroscienze del benesseredi Michela Balconi
Carocci editore
«Ben-essere: stare bene, vivere bene, essere felici, nel corso tempo. Queste alcune delle principali accezioni con cui l’uomo comune, ma anche il ricercatore e il neuroscienziato, come vedremo in questo volume, declinano il concetto di benessere nella quotidianità.
A fronte di un ampio spettro di ricerche sulla salute e sul benessere “nella mente” e “del corpo”, un più recente sviluppo della disciplina ha incluso il benessere come risultante di un processo di condivisione, che vede come protagonisti non solo l’individuo e la propria buona condizione fisica e psichica, ma anche l’insieme delle relazioni che caratterizzano le sue esperienze quotidiane. Da fattore e stato soggettivo e individuale, il benessere diviene dunque un fenomeno intersoggettivo, mediato dallo stare-con-gli-altri, dall’essere in armonico scambio con il proprio “ambiente” fisico e psicologico, dal promuovere strategie di rinforzo e potenziamento delle risorse “positive” a fronte delle sfide più impegnative della vita.
In questa prospettiva, le neuroscienze, e in particolare le neuroscienze sociali, offrono strumenti innovativi per valutare le condizioni che favoriscono o meno lo stato di benessere soggettivo e intersoggettivo; per individuare traiettorie virtuose di riorientamento degli stili di vita, al fine di correggere eventuali disfunzionalità; per fornire nuovi strumenti di potenziamento e mantenimento del benessere nel life span.
Come evidenziato da recenti ricerche applicate alle neuroscienze del benessere, la capacità di riconoscere innanzitutto il proprio stato di benessere o malessere, in secondo luogo di favorire percorsi resilienti in risposta soprattutto alle condizioni più sfidanti, nonché la capacità di potenziare il patrimonio di risorse individuali e intersoggettive, costituiscono armi vincenti per garantire un benessere duraturo nel proprio percorso di vita. Con l’intento di fare luce su queste “traiettorie virtuose”, il volume, nelle sue tre parti costitutive, offre una panoramica aggiornata dello stato dell’arte delle neuroscienze del benessere.
Nella Parte prima, dedicata alle varie aree e domini entro cui il benessere si esplica, vengono poste in luce le premesse per uno stato di benessere, dal punto di vista neurofisiologico, psicologico e sociale, con un focus specifico alle componenti di natura relazionale ed emotiva (il benessere “nelle” emozioni) che possono garantire una risposta adeguata alle sfide quotidiane. Uno sguardo specifico è rivolto anche alle condizioni di interazioni “complesse”, quali quelle che caratterizzano i contesti professionali e organizzativi, attraverso le applicazioni innovative del neuromanagement. Passando in rassegna i fattori che contribuiscono in misura considerevole al benessere soggettivo e intersoggettivo (quali i meccanismi di reward; le emozioni “positive”; le relazioni che determinano sintonizzazione reciproca), la Parte prima illustra come arrivare a essere in compagnia di “buoni demoni”.
Nella Parte seconda il volume affronta il versante metodologico e relativo agli strumenti a disposizione delle neuroscienze per indagare le condizioni di benessere, o malessere, individuale e interindividuale. Passando in rassegna i recenti sviluppi delle applicazioni metodologiche delle neuroscienze applicate al benessere nel corpo, grazie anche all’analisi delle componenti interocettive che guidano la propria percezione embodied; nella mente, mediante il supporto delle tecniche di neuroimaging; nelle fasi di sviluppo, con un riferimento diretto alle applicazioni di tecniche di biofeedback; sul versante dell’aging fisiologico, grazie al ricorso a tecniche di stimolazione non invasiva o, ancora, ai protocolli di neuroempowerment, mediante l’impiego di strumenti quali il neurofeedback, è possibile definire percorsi resilienti di costruzione e mantenimento di condizioni di benessere lungo l’intero ciclo di vita.
Nella Parte terza, dedicata alle applicazioni più recenti delle neuroscienze del benessere ad ambiti specifici, è possibile individuare le potenzialità che le neuroscienze offrono alle differenti discipline sportive, nella prevenzione di forme eterogenee di dipendenze (sia da abuso di sostanze sia di tipo comportamentale), nonché al servizio dell’invecchiamento attivo. Un recente sviluppo, quello della neuroarchitettura, offre, infine, uno sguardo sul rapporto tra individuo e ambiente, quale binomio in grado di garantire benessere soggettivo e intersoggettivo.»




