“Book Soul” di Raffaele Pietro Penza

“Book Soul”, il nuovo romanzo di Raffaele Pietro Penza

Book Soul, Raffaele Pietro PenzaCasa editrice: Bolis Edizioni
Collana: Immaginari
Genere: Narrativa
Pagine: 224
Prezzo: € 16,00

«Lì in fondo, oltre i binari sepolti dalle macerie, lì vicino allo scheletro di un campanile, era rimasta in piedi una piccola porzione di parete, forse di una villa, o forse di una palazzina; tutt’intorno c’erano mucchi di terra e gli alberi erano secchi e attorcigliati come in una supplica. Il paesaggio era spettrale e inospitale. Ma osservando con più attenzione si poteva scorgere, appoggiata ad un mucchio di pietre, una libreria rossa, impolverata, che solenne e monumentale campeggiava tra i detriti […] Là dove la terra aveva preso fuoco, là dove la distruzione aveva calpestato la vita, la neve cadeva. Una libreria rossa si protendeva aggrappandosi disperatamente a quei massi, a quelle rovine che erano stati muri, pareti di casa, riparo dal mondo»: Book Soul di Raffaele Pietro Penza è un romanzo che lascia il segno, e per vari motivi. Per la poeticità dello stile, per la vasta immaginazione dell’autore, per i riferimenti ad opere di narrativa e di filosofia che arricchiscono il testo, conferendogli profondità.

In questo libro si parla di una guerra, culminata con una catastrofe nucleare; non ci è dato sapere quali siano state le sue reali conseguenze ma ciò che conta è seguire il progredire di questa Apocalisse attraverso gli occhi di Valerio, chiuso nell’auditorium sotterraneo di una scuola mentre fuori si scatena l’inferno. La guerra non è il focus dell’opera, sebbene ne sia il tragico sfondo e determini le azioni e i pensieri dei personaggi: il nucleo essenziale della narrazione è il racconto dell’esperienza emotiva di Valerio e di Silvia, separati ma vicini nell’anima, ai cui ricordi sono dedicati i due filoni principali del romanzo.

Ed è così che i due protagonisti ripensano, ad esempio, a quando avevano deciso di costruire una biblioteca nella sala riunioni del condominio del nonno di Silvia: avevano montato delle librerie rosse e raccolto dei libri vecchi dagli abitanti del palazzo e da qualche amico, e ne avevano comprati altri nei mercatini dell’usato. Questo ricordo diventa il ponte tra i due personaggi, lontani chilometri in un momento tanto difficile; quella libreria rossa diviene un appiglio in quella realtà sconvolgente, un punto fermo nel caos.

E da questa libreria rossa scaturisce anche il terzo filone narrativo: gli abitanti di quei libri prendono vita e ci raccontano il loro punto di vista sull’esistenza, regalandoci parentesi divertenti, drammatiche, ironiche e immaginifiche, e che ci fanno pensare che, forse, anche i protagonisti dei libri che riposano nelle nostre librerie potrebbero animarsi di notte, quando non guardiamo, godendo reciprocamente della loro compagnia.

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