Economia del mercato mobiliaredi Pierpaolo Ferrari
prefazione di Roberto Ruozi
Pearson
«Il volume che ho il piacere di presentare si intitola “Economia del mercato mobiliare”, ma più opportunamente dovrebbe intitolarsi “Enciclopedia del mercato mobiliare”. Enciclopedia significa, infatti, secondo una diffusa definizione, un’ampia pubblicazione che si prefigge di raccogliere e trattare ordinatamente e, per quanto possibile, esaurientemente, le cognizioni relative a uno o più campi dello scibile. Il volume di Pierpaolo Ferrari è un’ampia, ordinata ed esauriente pubblicazione sul mercato mobiliare, che viene qui analizzato sotto tutti i possibili aspetti della sua struttura e del suo funzionamento. È un’opera assai consistente, anche dal punto di vista della profondità dei temi trattati, che può essere utilizzata almeno in tre modi: la lettura completa, che fornisce anche ai non addetti ai lavori e a coloro che ambiscono a diventare tali un panorama completo e aggiornato di tutti gli aspetti legati al mercato mobiliare e agli investimenti finanziari; la lettura di sue singole parti dedicate a problemi che possono interessare da vicino una persona che già conosce abbastanza bene il mercato mobiliare e vuole approfondirne alcuni aspetti; la consultazione, proprio come si fa con le enciclopedie classiche, per chiarire o confermare il contenuto di elementi molto particolari di quel segmento del mercato o di quel particolare investimento.
Il mercato mobiliare oggetto del presente volume, insieme con il mercato creditizio e quello assicurativo, compone il mercato finanziario. Se dal punto di vista logico, istituzionale e, in molti paesi, della configurazione del sistema delle autorità di vigilanza ha ancora senso, come dice il nostro autore, distinguere mercato creditizio, mercato mobiliare e mercato assicurativo, dal punto di vista economico e pratico, la differenza è venuta fortemente meno rispetto al passato, a seguito di un processo di progressiva deregolamentazione, che ha permesso agli intermediari di ciascun comparto di estendere la propria attività a quella degli altri comparti.
A seconda del paese considerato, il mercato finanziario nazionale, inteso come un tutt’uno, vede un ruolo preponderante di intermediari di natura creditizia, di imprese di investimento operanti sul mercato mobiliare oppure di imprese assicurative. Nei singoli paesi, infatti, il rapporto qualitativo e quantitativo fra i tre comparti varia considerevolmente, sebbene con alcune comuni tendenze di fondo. Fra di esse, anche con specifico riferimento all’Italia, si devono sottolineare, da un lato, la riduzione dell’importanza del mercato creditizio, specialmente del sistema bancario, e, dall’altro lato, la crescita continua del mercato mobiliare. Questo accade per almeno due motivi fondamentali: la maggiore dinamicità e la capacità innovativa del mercato mobiliare rispetto a quella delle banche; la sempre più consistente diffusione di circuiti finanziari diretti nei quali si realizza, per il tramite del mercato mobiliare, il trasferimento diretto di risorse finanziarie dalle unità in avanzo finanziario a quelle in disavanzo.
Occuparsi di mercato mobiliare in questi tempi è quindi estremamente opportuno e interessante. Lo studio del mercato mobiliare non è mai stato semplice ma, con il passare del tempo e con la forza innovativa che lo contraddistingue, è diventato ancora più complesso, soprattutto perché la gamma dei prodotti e dei servizi offerti e negoziati dai suoi protagonisti si è ampliata sempre più e le relative caratteristiche cambiano e si arricchiscono continuamente. La complessità in non pochi casi riguarda persino la denominazione dei prodotti, spesso in lingua inglese, il cui significato non è comprensibile se non dagli addetti ai lavori. Pierpaolo Ferrari, anche per questo, in quasi tutto il volume, fa un abbondante uso di termini in lingua inglese. A ciò è praticamente obbligato, in quanto la stragrande maggioranza dei prodotti e dei servizi mobiliari e delle modalità con cui essi sono fabbricati e distribuiti ha origine negli Stati Uniti d’America o nel Regno Unito. Con i loro nomi inglesi essi si sono diffusi nel mondo e la traduzione di quei nomi in lingua italiana non solo è inutile, ma in molti casi è anche pressoché impossibile.
Dopo questa premessa, è bene sapere che il volume che qui sto presentando si compone idealmente di sette sezioni, di cui la prima è dedicata alla struttura e alla regolamentazione del mercato mobiliare. In relazione alla struttura ne sono analizzate le funzioni, i criteri di classificazione e i parametri di valutazione, approfondendo le forme organizzative del mercato primario e di quello secondario. Con riferimento alla regolamentazione, i tre principali ambiti che caratterizzano la disciplina del mercato mobiliare sono riconducibili a quello dei servizi di investimento, all’ordinamento della gestione collettiva del risparmio e alla regolamentazione dei mercati degli strumenti finanziari. Ciascuno di questi aspetti trova una puntuale e aggiornata descrizione, individuando su ogni tema l’impatto che tale regolamentazione produce sull’economia e sul funzionamento del mercato mobiliare.
La seconda parte analizza invece i modelli teorici che guidano (o almeno dovrebbero guidare) le scelte dell’investitore. Si parte con la teoria di portafoglio di Markowitz che, a distanza di molti decenni dalla sua divulgazione, costituisce ancora il paradigma di riferimento per l’investitore razionale, pur con tutti i suoi limiti. In seguito, si analizzano i modelli di equilibrio del mercato dei capitali che, oltre a rappresentare specifiche teorie di portafoglio, elaborano anche modelli di pricing dei singoli strumenti finanziari. Alcune teorie più recenti hanno posto l’attenzione anche sull’irrazionalità degli investitori e hanno messo in evidenza le varie categorie di errori che essi tendono a compiere e a ripetere nelle scelte di investimento. Questa seconda sezione del volume si chiude quindi con l’analisi della finanza comportamentale, che descrive le euristiche e gli errori comportamentali degli investitori, individuandone l’impatto sul processo di formazione dei prezzi.
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- Tipo di prodotto: ABIS_BOOK
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La terza parte tratta poi le caratteristiche tecniche degli strumenti finanziari di base: obbligazioni, azioni e strumenti ibridi debt-equity. Oltre a riprendere tutti i concetti chiave di questi strumenti, il volume ne approfondisce i diversi aspetti tecnici e peculiari, le logiche di calcolo del rendimento e le diverse tipologie di rischio, fornendo una serie di esemplificazioni utili a cogliere l’impiego operativo dei diversi indicatori di rendimento e di rischio.
La quarta sezione descrive gli strumenti finanziari derivati, presentandone categorie e finalità. In relazione alle diverse categorie, sono analizzate le caratteristiche tecniche dei derivati finanziari e dei derivati creditizi. Quanto alle finalità, anche avvalendosi di una serie di esemplificazioni pratiche, sono illustrate le logiche di utilizzo dei derivati con finalità di speculazione, di copertura del rischio e di arbitraggio.
La quinta sezione analizza le diverse categorie di prodotti di risparmio gestito e previdenziale. Nel caso dei primi, particolare attenzione è dedicata al tema della gestione collettiva del risparmio (fondi comuni, SICAV e SICAF), delle gestioni patrimoniali (GPM e GPF) e delle polizze assicurative a contenuto finanziario (miste rivalutabili, unit-linked, index-linked, di capitalizzazione e multi-ramo). In relazione ai prodotti previdenziali, il volume approfondisce i fondi pensione, i piani individuali pensionistici e i più recenti piani previdenziali europei.
La sesta parte presenta le caratteristiche tecniche e le peculiarità dei cosiddetti “investimenti alternativi”, che, nel corso degli ultimi decenni, hanno registrato uno sviluppo senza precedenti sia per il numero delle iniziative avviate sia per il valore dei patrimoni complessivamente gestiti: real estate; investimenti in infrastrutture; commodity; private equity; private debt; hedge fund; valute; criptovalute. A quest’ultimo tema il nostro autore ha giustamente dedicato uno spazio davvero minimo. Al momento, infatti, le criptovalute non possono essere considerate veri e propri strumenti di investimento nel senso tradizionale e, soprattutto, razionale del termine.
La settima parte del volume individua e approfondisce le fasi della politica di gestione dei portafogli mobiliari, scomponendo il processo di investimento nelle sue diverse fasi: individuazione degli obiettivi e dei vincoli; formalizzazione della strategia di investimento; realizzazione della strategia finanziaria; ribilanciamento periodico del portafoglio; valutazione della performance. Nell’ambito della gestione di portafogli mobiliari, negli ultimi anni è cresciuta fortemente la sensibilità degli investitori nei confronti del tema della sostenibilità degli investimenti e nei confronti delle tematiche ambientali, sociali e di buon governo degli emittenti: il volume descrive le modalità con cui tali principi possono essere integrati all’interno del processo di investimento. Il volume, infine, approfondisce il tema della valutazione della performance di portafogli mobiliari, analizzando i criteri e le modalità di calcolo del rendimento di un portafoglio, del rischio – nelle sue diverse accezioni di rischio assoluto, asimmetrico e relativo – e dei conseguenti indicatori di redditività corretta per il rischio, che permettono di valutare l’efficienza della gestione sia rispetto al benchmark sia rispetto ai concorrenti sia rispetto ai limiti di rischio fissati ex ante. […]
Leggendo il volume si può comunque trarre un’ultima considerazione. Buona parte dell’attività del mercato mobiliare è destinata a incrociare le esigenze dei risparmiatori-investitori con quelle delle unità in disavanzo, in particolare Stati e imprese, che necessitano di mezzi finanziari per svolgere la propria attività. Ebbene, risparmiare è tutto sommato semplice. Basta avere una certa propensione al risparmio e una certa disponibilità di risorse da accantonare e da investire. L’investimento, al contrario, è tutt’altro che semplice. Il mercato offre infatti una gamma sempre più ampia e articolata di prodotti e di servizi utili allo scopo, non sempre di facile e immediata comprensione. Un volume come questo mette a disposizione degli aspiranti investitori e degli investitori reali una descrizione precisa e approfondita delle diverse tipologie di investimento finanziario, oltre che una serie di metodologie utili per supportare le scelte di investimento, per valutare la combinazione rischio-rendimento delle diverse categorie di strumenti finanziari, per comporre portafogli e per valutarne l’andamento nel tempo, arrivando a trattare temi anche molto avanzati, senza però dare mai per scontati i concetti fondamentali che ne stanno alla base.»




