Erotica dei sentimenti. Per una nuova educazione sentimentaledi Maura Gancitano
Einaudi
«Come ci mostrano le tragedie greche, l’educazione sentimentale non ha niente di oggettivo o di assoluto: è una domanda, più che una risposta incontrovertibile. È qualcosa che costruiamo nel tentativo di descrivere il groviglio inestricabile delle nostre vite emotive, di migliorare il nostro stare al mondo e la convivenza tra le diversità umane.
Se una delle possibili definizioni di educazione sentimentale è «la ricerca conoscitiva e la configurazione consapevole del rapporto io-mondo», va da sé che questo rapporto verrà definito dai significati che la società, l’ambiente, la classe sociale daranno all’io e al mondo. Secondo Ágnes Heller, ad esempio, esiste un rapporto tra i compiti richiesti dalla società e i sentimenti, e questi compiti cambiano a seconda del ceto a cui si appartiene. […]
È la società ad attribuire valori e connotazioni ai comportamenti, a individuare delle capacità da sviluppare alla luce di ciò che essa sa e crede riguardo alla natura umana. Non esiste qualcosa di dato per sempre, ma solo una comprensione comune basata su premesse condivise che può spingerci a domandarci come agire e a creare consapevolezza. In questo senso, l’educazione sentimentale è sempre una costruzione culturale, calata in un preciso contesto storico e geografico e frutto della sensibilità generale. Quindi anche i suoi «strumenti» sono l’esito di tentativi e selezioni, più che qualcosa di cristallizzato e immutabile. […]
Se l’educazione sentimentale è un percorso dell’etica, perché mai se ne parla quasi esclusivamente rispetto alle relazioni affettive e amorose? Forse perché l’amore è considerato il sentimento più alto, più complesso e raffinato che l’umano possa provare, e il desiderio di farne esperienza sembra riguardare ogni persona. La capacità di gestire l’amore, nella sua conflittualità e nella sua potenza sconvolgente, si ritiene forse un termometro per tutti gli altri comportamenti: se sei in grado di maneggiare quella materia, tutto il resto sarà semplicissimo. […]
Quando si parla con preoccupazione di educazione sentimentale, oggi si accusano Internet e i social media, la musica trap e rap per i testi violenti, i videogiochi, i trend su TikTok, la pornografia.
Per quanto riguarda i social media, negli ultimi anni moltissimi studi empirici si sono proposti di rispondere a una domanda: l’uso dei social è associato a problemi di salute mentale o no? Al momento i risultati sono contraddittori: molte ricerche parlano di una correlazione debole o assente, mentre per altre l’uso dei social è rilevante e dannoso.
Quello che è certo, è che i social occupano una parte crescente della vita quotidiana degli adolescenti, i quali spesso non accettano limiti e vigilanza da parte dei genitori sull’utilizzo. È altrettanto vero però che il livello di benessere, le pulsioni e le emozioni subiscono continue fluttuazioni proprio in quella fase della vita, e la maggior parte dei disturbi della salute mentale emerge in genere a quell’età.»




