“Roma cerca Roma. Esplorazioni a Est” di Giuseppina Granito

Roma cerca Roma. Esplorazioni a Est, Giuseppina GranitoUna tranquilla e casuale passeggiata, sorprendentemente si trasforma in un interminabile viaggio di scoperta e inaspettate sensazioni. In Roma cerca Roma. Esplorazioni a Est (Palombi Editori) a finire travolta nel gorgo della curiosità è l’Autrice, Giuseppina Granito, una antica passione per la sua città che all’improvviso diventa una Roma estrema, sconosciuta e vivace, apparentemente derelitta ma foriera di sorprese. Alla ricerca della città perduta, questo in sintesi il messaggio che l’Autrice lancia con il libro, per rammentarci che quando diciamo Roma non intendiamo solo una città, un luogo, uno spazio. Alludiamo a un momento fermo nel tempo in cui, come ‘esploratori di occasioni’ e cacciatori di emozioni esaltiamo la storia e la bellezza che si manifesta attraverso il nostro vissuto, esprimendo qualcosa di irripetibile: «Prenestina e Casilina, strade consolari dall’epoca arcaica, sono lì a testimoniare il passato e, paradossalmente, rappresentano gli aspetti più evidenti di una controversa contemporaneità.»

Uno sguardo aperto su traiettorie di memoria che ci regalano un mondo altro. Per questo “Roma cerca Roma esplorazioni a Est” va assaporato lentamente, perché offre un dono: ha la grande capacità di accompagnarci verso un tempo nuovo, un tempo in cui possiamo ritrovare il legame col tessuto perduto di una storia che siamo stati. Frammenti di archeologia, di storia, di memoria, intorno a cui la città si è sviluppata, considerandoli parte del nostro mondo, senza troppo indugiare sul messaggio profondo che ci rivelano. Un libro godibile e al tempo stesso deciso: non media ma tiene alto il valore che conserva, ovvero la memoria. Come sosteneva Marcel Proust “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”. Nel libro l’Autrice ci conduce nel versante orientale della città, in un racconto per frammenti che dipinge numerosissimi quadri di periferia, assecondando tale ribaltamento di prospettiva. Ricca di scenari inconsueti, ormai smarriti nella città ufficiale, Roma Est si rivela agli occhi dell’Autrice in una moltitudine di irripetibili palcoscenici: «un territorio ricco di ville, torri, casali, mole e mulini, oleifici e santuari, ponti, osterie, castelli e templi, mausolei e ninfei, sorgenti, cascate e fossi, fabbriche e sepolcri, chiese e cisterne».

Nato spontaneamente e cresciuto disordinatamente – il nuovo che si innesta nell’antico, il casuale che abbraccia l’ufficiale, la storia che ravviva la memoria – il territorio compreso tra il V e il VI Municipio, in “Roma cerca Roma” si spoglia a mano a mano dell’immagine stereotipata di agglomerato di quartieri difficili, per assumere una diversa connotazione: quella di uno scrigno di ricchezza e di complessità. Un cambio di prospettiva, sostenuto dalla scoperta di un ineguagliabile patrimonio storico-archeologico per lo più sconosciuto o, peggio, colpevolmente trascurato, che ne fa il secondo sito al mondo per ricchezza di testimonianze, dopo i Fori. E non solo. A Roma Est anche il vecchio borghetto o l’arrogante torre del palazzo popolare raccontano vite, tormenti, speranze e voglia di riscatto: «Del borghetto mi è rimasto impresso un profumo: l’odore del rigagnolo al centro dell’abitato, immancabile compagno dei baraccati, un impasto tra detersivo e liquami oscuri, alquanto sgradevole. Acqua e terreno insieme, odore di fluidi umani e di disperazione, di fatica e di legami affettivi.»

Perfino un mezzo di trasporto assume la dignità di un bene comune da cui è difficile separarsi: «Binari, quel tram è un monumento a ‘scartamento ridotto’».

Articolata in tredici capitoli, la narrazione, più che tracciare percorsi prestabiliti, si sofferma sugli elementi del paesaggio, seguendo un percorso ideale da Porta Maggiore, punta del triangolo racchiuso dalle consolari Prenestina e Casilina e luogo iconico per antonomasia. Come tanti altri siti che si incontrano durante il percorso e alla cui esistenza, noi cittadini distratti dal fervore metropolitano non guardiamo mai con occhi diversi.

L’Autrice

Giuseppina Granito nasce a Roma nel rione Monti. Esordisce come redattrice in cronaca di Roma per uno storico quotidiano della Capitale. Attualmente collabora con un blog che si occupa di esplorazione e conoscenza non convenzionale del territorio e cura una testata giornalistica che tratta di sanità regionale, consultabile nella versione digitale.