“Piccoli delinquenti. Il trattamento della devianza minorile dal Settecento ad oggi” a cura di Annamari Nieddu

Piccoli delinquenti. Il trattamento della devianza minorile dal Settecento ad oggi, Annamari NiedduPiccoli delinquenti. Il trattamento della devianza minorile dal Settecento ad oggi
a cura di Annamari Nieddu
FrancoAngeli

«Le culture delle giustizie minorili sono uno spaccato straordinario delle nostre società. Non a caso giuristi, storici, sociologi, pedagogisti, psicologi, politologi, ecc., continuano a interrogarsi sul passato, sul presente e sul futuro di una invenzione che è un cardine della civiltà moderna. Questo volume nasce da un progetto di ricerca a forte carattere multidisciplinare, dal titolo Il minore delinquente. Il trattamento della delinquenza minorile dal Settecento da oggi. […]

Questa rassegna non ambisce dunque a proporre né una sistematica trattazione organica di uno snodo problematico davvero troppo vasto, né una mappatura degli studi ad esso dedicati in ciascuna delle discipline coinvolte. Ogni studioso ha offerto un contributo mirato sulla base delle proprie competenze e delle proprie metodologie, che nella pluralità degli interessi e degli approcci, consentono di cogliere alcuni momenti significativi, osservati dalle più diverse angolazioni.

Guglielmo Sanna (Oliver Twist prima di Oliver Twist. Le origini settecentesche del riformatorio) presenta un tassello di una più ampia ricerca da lui recentemente pubblicata, in cui analizza il ribollire di fermenti culturali e di inquietudini sociali ed economiche che nell’Inghilterra tardo-settecentesca condusse la filantropia d’antico regime a scoprire per prima e a farsi spontaneamente carico della nuova piaga metropolitana dell’infanzia traviata. Annamari Nieddu e Franca Mele si soffermano sulla fase storica dell’ingresso in campo dello Stato borghese e della sua ideologia della sorveglianza e del controllo estesi anche ai minori delinquenti. In particolare Annamari Nieddu (Tra prevenzione e repressione. Mezzi di educazione coatta nell’Italia dell’Ottocento) esamina i complessi sviluppi all’origine delle misure coercitive e correzionali adottate in Italia dai governi postunitari – anche su sollecitazione di famiglie ansiose di sbarazzarsi di uno scomodo fardello difficilmente sostenibile con i loro soli mezzi –, mentre Franca Mele («Un rifugio all’onestà». L’internamento delle minori nell’Italia dell’Ottocento) approfondisce i risvolti connessi alla specifica dimensione del riformatorio femminile come strumento rivolto non soltanto a correggere i comportamenti devianti, ma anche a preservare l’onore delle fanciulle e delle giovinette «pericolate». Raffaella Sau (Separate but equal: trasfigurare la diseguaglianza sociale in discriminazione legittima) indaga la continuità del nesso fra questione minorile, incarcerazione e segregazione razziale nella cultura, nel diritto e nella società statunitensi dell’Otto-Novecento. Giusy Manca (Specificità della condizione minorile e funzione rieducativa della pena) riflette sui potenziali effetti distorsivi che deriverebbero da una rieducazione penale non sufficientemente attenta e rispettosa delle peculiarissime esigenze della delicata età evolutiva. Luisa Pandolfi (Le comunità per minori in ambito penale minorile in Sardegna: metodologie, valutazione della qualità, partecipazione e accompagnamento all’autonomia) presenta i risultati di una ricerca “sul campo” da lei condotta in stretta collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (Ministero della Giustizia) e con il Centro Giustizia Minorile per la Sardegna. Infine Paola Sechi delinea alla luce delle novità legislative e degli orientamenti giurisprudenziali più recenti un quadro critico degli scenari che potrebbero avverarsi in Italia nel prossimo futuro.»

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