Allโestero la Svizzera โ questa sconosciuta โ sembra unโastrazione collettiva che rappresenta valori (neutralitร , precisione, prosperitร ) o immagini (montagne innevate, orologi, mucche, cioccolata e banche) piรน che un territorio concreto e variegato, con le sue peculiaritร culturali, storiche e sociali. Alcuni osservatori del paese hanno persino definito la Confederazione un ยซnon luogoยป o ancora piรน propriamente ยซun metaluogoยป.La percezione della Svizzera come paese stabile, neutrale e felice deriva da una combinazione di fattori storici, culturali ed economici. La stabilitร politica, garantita da un sistema federale e da una democrazia diretta, รจ unica nel panorama mondiale. La neutralitร , sancita ufficialmente nel 1815, ha contribuito a mantenere il paese al riparo da conflitti, rafforzando lโimmagine di una nazione pacifica. Inoltre, la prosperitร economica, la qualitร della vita e il senso di coesione sociale hanno consolidato lโidea di un โparadisoโ ordinato e felice, anche se โ come cerco di dimostrare nel libro โ la realtร รจ ben piรน complessa.
Gli svizzeri sono stati un tempo famosi per la loro bellicositร : che ruolo hanno avuto le truppe mercenarie elvetiche nella storia dโEuropa?
Le truppe mercenarie svizzere hanno avuto un ruolo cruciale tra il XIV e il XVI secolo, guadagnandosi una reputazione di invincibilitร sui campi di battaglia europei. La loro disciplina, formazione e coraggio li rendono molto richiesti dai monarchi europei, al punto che persino il Papa affida loro la protezione del Vaticano, un ruolo che persiste ancora oggi con la Guardia Svizzera.
Nonostante le dimensioni contenute del territorio, gli svizzeri dispongono di un numero elevato di uomini grazie a unโorganizzazione di milizia unica per lโepoca. Il reclutamento obbligatorio coinvolge uomini di etร compresa tra i 16 e i 60 anni, permettendo loro di competere numericamente con le grandi potenze europee.
I confederati combattono in formazioni compatte, note come quadrati svizzeri, ciascuno composto da circa 8.000 fanti. Le linee esterne sono armate di picche lunghe cinque metri per difendersi dallโurto della fanteria nemica. I fanti, equipaggiati con elmi e armature e armati di alabarde, attaccano in formazione a cuneo, cercando di sfondare le linee avversarie.
Le truppe svizzere giocano un ruolo anche nelle imprese coloniali europee, combattendo al servizio di potenze come Francia, Paesi Bassi e Spagna. Molti svizzeri sono impiegati nelle battaglie per il controllo delle colonie, sostenendo operazioni militari in territori lontani, dall’Asia alle Americhe. Sebbene questa partecipazione non abbia lasciato tracce dirette sul territorio elvetico, essa contribuisce a legare la Svizzera ai processi imperiali europei, generando al contempo tensioni morali e politiche all’interno della Confederazione.
Alla fine, il ricorso alla mercenaria รจ ufficialmente bandito nel XIX secolo, riflettendo un cambiamento nella percezione del ruolo della Svizzera, che si trasforma da esportatrice di forza militare a simbolo di neutralitร e pace.
Come ricorda nel libro, la Svizzera giunse in etร rinascimentale a controllare anche il ducato di Milano: quali vicende hanno segnato il predominio svizzero in Italia?
Il ruolo degli svizzeri nel ducato di Milano รจ determinante durante le turbolenze politiche e militari del Rinascimento. Dopo la caduta di Ludovico il Moro, i confederati iniziano a consolidare il loro controllo sui territori settentrionali dellโItalia. Lโalleanza con il duca รจ motivata non solo da questioni militari ma anche economiche, poichรฉ Milano rappresenta un crocevia di commerci di rilevanza strategica.
La loro influenza รจ cosรฌ grande che nel giugno del 1512 i confederati riescono a imporre Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico, come nuovo signore di Milano. Facendo del Ducato di Milano un loro protettorato, gli elvetici salgono un gradino cruciale nella gerarchia europea, passando da terra di mercenari a potenza continentale.
Un episodio emblematico รจ la battaglia di Marignano del 1515, dove lโesercito confederato, dopo iniziali successi militari, รจ sconfitto dalle forze francesi di Francesco I. Questa sconfitta segna la fine delle ambizioni territoriali svizzere in Italia.
Gli eventi legati a Milano evidenziano la duplice natura della politica elvetica dellโepoca: da un lato, una potente forza militare con ambizioni regionali; dallโaltro, un crescente orientamento verso la neutralitร e lโautonomia, che avrebbe caratterizzato il loro percorso storico nei secoli successivi.
Quali sono stati gli eventi che hanno maggiormente segnato la storia del Paese elvetico?
Fondamentali nella storia della Svizzera sono le due Guerre dei Trentโanni, quella del Seicento e quella del Novecento. Esse hanno avuto un ruolo innegabile, a livello interno, nella trasformazione della Confederazione in un paese che si concepisce neutrale ed estraneo ai conflitti continentali e, a livello estero, nella considerazione della Svizzera come โisola feliceโ nel bel mezzo dellโEuropa.
Malgrado quanto si pensi comunemente, la Svizzera รจ un paese giovane. Capitale, dunque, รจ la sua fondazione come Stato federale nel 1848, attraverso lโelaborazione di una prima costituzione che รจ, non scordiamolo, il risultato di una lacerante guerra civile.
Ognuno di questi momenti ha contribuito a modellare lโidentitร e il ruolo della Svizzera nella storia europea.
Quando e come nacque la neutralitร svizzera e quali vicende ne hanno segnato la storia?
In realtร la neutralitร non ha un momento preciso di nascita. Il diritto alla neutralitร รจ legato al diritto di fare la guerra, il cosiddetto jus bellum. Nellโetร moderna la guerra รจ un atto legittimo, come legittimo era quello di non farla. Gli svizzeri smettono di fare la guerra perchรฉ troppo divisi al loro interno e anche perchรฉ le potenze, come Francia e Austria con cui hanno stabilito una pace perpetua, glielo impediscono. Non vogliono infatti perdere preziosi mercenari. Dโaltra parte, gli stessi svizzeri si rendono conto, che pur essendo la virtรน dei deboli, la neutralitร ha i suoi vantaggi, sia economici che politici.
La neutralitร svizzera รจ ufficialmente riconosciuta al Congresso di Vienna nel 1815, ma โ come spiegavo โ ha dunque radici piรน profonde. Essa รจ stata costantemente testata nel corso della storia, come durante le guerre napoleoniche, i conflitti mondiali e la Guerra Fredda. Nel corso del tempo รจ passata da scelta strategica a parte integrante dellโidentitร svizzera, tanto che il paese ha sviluppato una politica estera focalizzata sulla mediazione e sul diritto internazionale.
Nel contesto geopolitico mondiale attuale, quali prospettive per la Svizzera?
Il significato della neutralitร รจ cambiato profondamente nella seconda parte del XX secolo, soprattutto dopo il 1989. Nel contesto multilaterale dellโONU, la guerra ha smesso di essere legale, divenendo unโazione illegittima nel sistema internazionale. Ciรฒ ha messo in dubbio anche lo stesso diritto ad essere neutrale. Come rimanere neutrali di fronte a un atto che rompe con il diritto internazionale? La Svizzera, sede del Comitato Internazionale della Croce Rosse e delle Convenzioni di Ginevra, si รจ mossa sempre di piรน a livello globale con lโobiettivo di rendere sempre piรน forte il rispetto del diritto internazionale. In questo contesto, negli ultimi trentโanni la Confederazione รจ entrata nellโONU, ha partecipato a diverse sanzioni economiche e ha mandato allโestero forze militari di pacificazione.
La Svizzera continua, dunque, a giocare un ruolo di โponteโ nei conflitti internazionali, grazie alla sua neutralitร e al suo impegno per i diritti umani. Tuttavia, le sfide globali, come la digitalizzazione, i cambiamenti climatici e le tensioni geopolitiche, richiedono nuove strategie. Inoltre, la posizione della Svizzera nellโEuropa contemporanea, di fronte allโintegrazione europea e al rafforzamento della NATO, solleva interrogativi sulla capacitร del paese di mantenere la sua tradizionale autonomia senza isolarsi.
Maurizio Binaghi รจ stato assistente presso la cattedra di Storia contemporanea dellโUniversitร di Friburgo e docente di Didattica della storia presso la SUPSI di Locarno. Attualmente insegna al Liceo Cantonale di Lugano 1. ร presidente dellโAssociazione ticinese degli insegnanti di storia e membro della Societร svizzera di storia e del comitato di Coscienza Svizzera. Tra le sue pubblicazioni: Addio, Lugano bella. Gli esuli politici nella Svizzera italiana di fine Ottocento (2002) e La frontiera contesa. I piani svizzeri di attacco allโItalia nel rapporto segreto del colonnello Arnold Keller (1870-1918) (con R. Sala, 2008). ร coautore dei manuali per le scuole Istituzioni politiche svizzere. Guida alla cittadinanza e alla democrazia (2018) e La Svizzera nella storia (2024).




