«Lo sapevano, nulla sarebbe rimasto di quelle fulminee cavalcate protratte in ogni dove, della concitata fretta, delle loro speranze, del loro coraggio. Lo sapevano, ma non gl’importava. E, dopo tutto, perché fermarsi? Avevano corso molte, troppe leghe; ma erano ancora i Dragoni della Regina, i cavalleggeri del Regno, i soldati di Napoleone. Erano i giovani frastornati dalla Rivoluzione francese, da quel prorompente eco a cui sentivano di non appartenere, accecati dalle promesse di coloro che, invece, vi appartenevano. Erano a metà, lanciati tra un’ideale e l’altro, protesi verso il domani, divisi tra la Rivoluzione e l’Impero, tra la modernità e i re, tra il passato e la speranza. L’unica loro vera appartenenza, l’unico luogo che potevano sinceramente dire loro, era la corsa.»Marzo 1814. Negli ultimi giorni dell’Impero Francese due giovani ufficiali devono consegnare un dispaccio di assoluta urgenza, ma si trovano incaricati di un altro compito gravoso: recapitare un misterioso libro ad un veterano della campagna d’Egitto. Tra dubbi, attese e paure, Attilio Cerruti ed Henri Rouge si troveranno ad un passo dal far luce su una serie di inspiegabili delitti che avevano insanguinato l’esercito francese negli anni precedenti, determinandone le drammatiche sconfitte. Nel tentativo di dipanarne le ragioni, i due verranno coinvolti nell’ultima battaglia napoleonica nella penisola.
Qual è il destino del Regno d’Italia? Qual è il segreto che lega questo libro alle sorti dell’Europa? Attilio, sottotenente dei Dragoni della Regina, tenterà di decifrare le ragioni della caduta e di scongiurare la tempesta che si annuncia all’orizzonte, arrivando infine a risolvere il grande mistero di Napoleone.
L’avventura dei soldati che prendono parte all’impresa compone un quadro obliquo e profondo di Napoleone e dei suoi uomini, dei loro valori e del loro coraggio, dei loro sogni e dei loro sbagli; ritrae acuto lo spirito del suo tempo. Quella di Attilio diventerà la storia di una generazione orfana, a cavallo tra le rivoluzioni e il romanticismo, tra l’Impero e la Restaurazione, tra il sogno e la sconfitta. Devozione e odio, fedeltà e tradimenti, delusioni e insicurezze, la ricerca di un futuro felice al tramonto di un’epoca.
Le guerre napoleoniche e il Regno d’Italia sono argomenti raramente approfonditi. Le battaglie e le campagne militari che hanno visto protagonisti personaggi famosi dell’epoca vengono spesso trascurate a favore di Wagram, Borodino, Lipsia e Waterloo. Eppure, la storia non è mai così semplice.
Chiunque abbia guardato una mappa dell’Italia si renderà subito conto della densità di montagne, torrenti e fiumi a nord di Roma. I passi di montagna e gli attraversamenti fluviali erano obiettivi chiave da controllare. Dopo la sconfitta di Napoleone in Germania (1813), le armate austriache avanzarono in Lombardia, cercando di riconquistare il territorio. Gli austriaci al comando di Bellegarde avanzarono da est, mentre le forze britannico-siciliane al comando di William Bentinck operarono lungo la costa.
Nel 1814, durante la fase finale delle guerre napoleoniche, l’Italia settentrionale fu teatro di una campagna cruciale in cui le forze francesi, guidate da Eugène de Beauharnais, difesero il Regno d’Italia dall’invasione degli eserciti austriaco e britannico-siciliano, culminata nella dissoluzione del dominio francese con la caduta di Napoleone. L’8 febbraio 1814, sul Mincio, Eugène tentò di eliminare la minaccia austriaca, ma l’esito fu inconcludente, anche se egli dimostrò la sua abilità di stratega.
L’esercito franco-italiano di Beauharnais, composto da 34.000 uomini, affrontò un esercito austriaco di circa 35.000 uomini guidato dal feldmaresciallo Heinrich von Bellegarde. Sebbene tecnicamente fosse una vittoria tattica franco-italiana, la battaglia fu strategicamente infruttuosa e Beauharnais rimase sulla difensiva. L’assedio di Genova, terminato il 18 aprile, sancì la vittoria della coalizione e la rinascita del dominio austriaco nella regione. A quel punto Murat aveva cambiato schieramento, promettendo 30.000 soldati per aiutare a cacciare le forze francesi dall’Italia e mantenere così la corona e la testa.
Dopo l’abdicazione di Napoleone in Francia, Beauharnais firmò un armistizio con gli austriaci. In base ai suoi termini, inizialmente mantenne il controllo della Lombardia, ma la sua posizione politica crollò rapidamente. Il 20 aprile scoppiò a Milano una violenta rivolta antifrancese che portò all’assassinio del Ministro delle Finanze Giuseppe Prina. Questo caos permise alle truppe austriache di occupare la città e il resto della Lombardia senza ulteriore resistenza. Dopo la resa, Eugène de Beauharnais fu esiliato in Baviera, patria di suo suocero. Murat mise tutto in gioco nella primavera del 1815, quando la guerra per il controllo dell’Italia lacerò ancora una volta famiglie e comunità.
Combinando una ricerca approfondita sui giorni tumultuosi della fine dell’avventura napoleonica in Italia ad una narrazione avvincente, Carlo Alberto Ghigliotto unisce la storia e l’evocazione dell’Italia nel suo romanzo. La storia di Carlo dipinge un vivido quadro dell’Italia settentrionale nell’inverno del 1814: il paesaggio in cui si svolge il conflitto è meravigliosamente descritto nella mente del lettore grazie allo stile dell’autore, l’emozione di quegli eventi è resa in modo coinvolgente ed evocativo man mano che la narrazione si sviluppa. Lo stile di scrittura stimolante e fiorito catapulta nel vivo dell’azione. Si percepiscono il freddo invernale, le raffiche di pioggia e le difficili marce attraverso tortuosi sentieri dell’entroterra e fiumi gelidi.
Nel presentare gli ultimi bagliori dell’Italia napoleonica attraverso il mezzo della narrativa storica, Carlo riuscirà sicuramente a portare la storia di queste campagne a un pubblico più ampio e bisognoso di conoscerle. Merita le mie più sincere congratulazioni per il suo lavoro.
Paul Lindsay Dawson
L’Autore
Carlo Alberto Ghigliotto (6 dicembre 2001), scrittore, ricercatore, consulente e organizzatore di manifestazioni storiche, è presidente del Centro studi archeo-storici 51ème Régiment d’Infanterie de Ligne




