“Gowana. Riflessi d’Africa” di Antonio Logreco

Gowana. Riflessi d'Africa, Antonio Logreco«Avevo appreso a districarmi in un labirinto fatto di specchi e di volti poliedrici, dove le certezze erano affidabili come le ali di una farfalla sotto la pioggia»: questo è uno degli spunti di riflessione e degli insegnamenti che il protagonista Marco lascia al lettore dell’opera prima di Antonio Logreco, Gowana. Riflessi d’Africa.

Marco è un giovane che sogna di attraversare l’Africa lungo la Transahariana e decide di prendersi un semestre di pausa a pochi esami dalla laurea in giurisprudenza. Ad Algeri incontra due avvocati e decide di partire insieme a loro e ad Amadou, un referente dell’Osservatorio dei Diritti Umani che si finge commerciante d’auto come copertura. Un giorno, costretto a guidare su una strada dissestata, ha un incidente e si vede obbligato a rientrare in Italia.

Anni dopo, tormentato da «un senso di incompiutezza» per una vita già tracciata, Marco decide di tornare in Africa. Inizia a lavorare nel Belwere per il Dipartimento della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo. In seguito, gli viene offerto un incarico presso l’UNPA (United Nations for Political Actions) nella Repubblica del Gowana – un luogo immaginario ma rappresentativo di molte realtà africane – per gestire un programma di monitoraggio del sistema penitenziario e alcuni progetti di sviluppo agricolo nelle aree rurali.

Fin dal suo arrivo, Marco comprende di trovarsi in una vera e propria democratura e gli appare subito chiaro quanto la politica del Paese sia legata alle politiche di sviluppo di cui deve occuparsi. Impara a muoversi con cautela nei rapporti diplomatici con i membri di un governo corrotto, evitando di esporsi per non rischiare di essere dichiarato persona non grata o, peggio, di mettere in pericolo la propria vita. In questo contesto trova un prezioso alleato nel suo capo, Bob.

Marco si ritrova a confrontarsi con situazioni diverse: dalla manipolazione delle elezioni politiche ai rapporti delicati con informatori e membri del governo. Impara così a vivere in un clima di tensione continua, che diventa parte integrante della sua quotidianità.

Il romanzo evidenzia quanto, in tali contesti, siano importanti i rapporti di convenienza per poter avere un certo margine di azione, infatti il protagonista capisce immediatamente che il suo lavoro è di fatto «un intreccio di politica, di diplomazia, di umanitario e di ruffianaggine».

Il lettore percepisce lo stesso senso di impotenza del protagonista, vede le cose dal suo punto di vista e vive le sue stesse emozioni. La narrazione in prima persona, infatti, consente di immergersi pienamente nella complessità dei rapporti diplomatici nel difficile contesto delle dinamiche internazionali.

Il romanzo fa riflettere anche su quanto il denaro sia potente e necessario per mantenere un potere preso con la forza, infatti in Gowana i soldi vengono dirottati sulla difesa del regime e tolti alla sanità, all’istruzione, allo sviluppo agricolo.

L’Autore rende con estremo realismo una realtà così complessa e mostra come il carcere sia specchio della società: le persone vengono tenute rinchiuse senza motivi specifici – spesso si tratta di intellettuali ostili al potere – e i giudizi sono costantemente rinviati. Le carceri del Gowana, inoltre, sono sovraffollate e le condizioni igienico sanitarie sono pressoché inesistenti: questo porta a riflettere sull’importanza del rispetto della dignità umana, infatti «la dignità delle persone va sempre preservata […] a prescindere dal loro status».

La scrittura fluida e scorrevole contribuisce a creare quel senso di urgenza e di tensione che pervade tutto il romanzo, passando dalla descrizione delle rivolte civili a quella dei checkpoint dell’esercito. A questo proposito, ricco di tensione è l’episodio di un militare ubriaco e sotto l’effetto di droghe che ferma il protagonista puntandogli – senza neanche rendersi conto – un fucile alla testa.

Logreco, inoltre, con una scrittura sempre molto accurata, delizia il lettore con magnifiche descrizioni dei paesaggi africani: sembra quasi di riuscire a sentire gli odori della natura – da quello acre dei cammelli a quello intenso delle spezie – e a vedere i colori brillanti della vegetazione lussureggiante delle lagune o i panorami selvaggi che si possono ammirare dall’alto di una collina.

Sublime l’idea di aprire il romanzo con la descrizione di un qualsiasi tramonto africano, che il protagonista sogna di poter vedere presto di persona, e di chiuderlo con la descrizione dell’ultimo tramonto che Marco vede in Africa. Logreco riesce a trasmettere molto bene la crescita del protagonista nell’intervallo che intercorre tra i due tramonti e allo stesso tempo fa capire al lettore che la maestosità della natura africana si mantiene immutata nel corso del tempo.

Lascia, però, l’amaro in bocca perché è subito evidente che non è solo il paesaggio naturale a mantenersi immutato, ma anche il panorama socio-politico di tutte quelle realtà africane che il Gowana rappresenta.

Olimpia Malagesi

L’Autore

Antonio Logreco, ex funzionario dell’Unione Europea. Gowana. Riflessi d’Africa è la sua prima opera. Il suo percorso professionale internazionale gli ha permesso di acquisire una conoscenza approfondita delle questioni istituzionali, politiche e sociali in diversi contesti regionali, in particolare durante soggiorni pluriennali in vari paesi africani. Questo romanzo si inserisce in una riflessione più ampia sulle dinamiche contemporanee delle relazioni internazionali.