Tra le carte. Frammenti documentali dell’Ateneo parmense (1861-1945). Un viaggio tra le vicissitudini di un’università (da una collezione privata dell’autore)di Claudio Bencivenga
Athenaeum Edizioni Universitarie
È un debito di riconoscenza all’origine del pregevole studio storico del prof. Claudio Bencivenga dedicato all’Ateneo della città emiliana: «Per quasi trent’anni ho collaborato con questo Ateneo come professore a contratto, portando l’esperienza di psicologo e psicoterapeuta.» Una raccolta che rappresenta dunque «un gesto di restituzione: un modo per affidare alle carte la memoria di un legame che è diventato parte integrante della mia identità umana e professionale.»
Il volume si presenta come un catalogo ragionato, una selezione ordinata di documenti che raccontano passaggi, crisi e rinascite dell’Ateneo nel periodo dal 1861, anno dell’Unità nazionale, al 1945, anno della fine della seconda guerra mondiale e dell’inizio della ricostruzione istituzionale. In questo periodo, l’Ateneo parmense attraversa una serie di transizioni che riflettono le trasformazioni dello Stato italiano e l’evoluzione del rapporto tra centro e periferia.
I materiali presentati nel volume costituiscono una selezione di una raccolta più ampia, che trova solo in parte spazio in queste pagine e che è destinata all’Archivio dell’Università di Parma per la conservazione e la futura consultazione.
Con la proclamazione del Regno d’Italia e l’abolizione delle istituzioni sanitarie corporative, il sistema universitario viene riorganizzato secondo criteri centralistici. Le competenze in materia formativa e scientifica vengono ricondotte sotto il controllo statale, e le università sono sottoposte a una nuova regolamentazione. Questo processo segna l’avvio di un’epoca in cui l’autonomia e il radicamento locale degli Atenei minori, come Parma, risultano fortemente ridimensionati.
Fin dai primi decenni postunitari, si definisce una gerarchia tra sedi universitarie, con una progressiva concentrazione di risorse nelle città maggiori e una marginalizzazione delle realtà periferiche. Anche Parma subisce questa dinamica: riduzione di fondi, chiusura o accorpamento di corsi, crescente dipendenza dal sostegno degli enti locali.
Nonostante ciò, grazie alla coesione tra comunità accademica e istituzioni cittadine, l’Ateneo riesce a proseguire nella sua attività e a riaffermare progressivamente la propria presenza nel panorama nazionale. Negli anni successivi, questa tenuta trova un primo riconoscimento sul piano istituzionale, con il superamento della classificazione più penalizzante e il recupero di una posizione più stabile all’interno del sistema universitario.
Nel 1938, tuttavia, la traiettoria dell’Università di Parma è bruscamente interrotta dall’applicazione delle leggi razziali. Anche l’Ateneo fu coinvolto nei provvedimenti di epurazione che colpirono docenti e studenti ebrei. Solo nel 1945, al termine del conflitto e con la caduta del regime fascista, l’Università avviò i primi atti di riparazione, reintegrando alcuni dei professori esclusi e aprendo una nuova fase della propria storia istituzionale.
«Parma, come ogni luogo di studio, non è solo una cornice architettonica, ma un intreccio di memorie soggettive» – chiosa l’Autore. – «Gli spazi universitari – una scalinata, un cortile, un’aula – non sono solo strutture, ma luoghi di incontro e formazione che custodiscono i ricordi di una stagione della vita. L’Università si trasforma così in una trama di significati che intrecciano la storia personale con quella collettiva.»
Lo studio raccoglie una selezione di documenti originali – decreti, lettere, cartoline storiche, guide universitarie e materiali goliardici – con l’intento di offrire un contributo concreto, basato su fonti inedite o poco conosciute, che permetta di comprendere meglio il percorso di un’istituzione accademica in dialogo con la propria città e il proprio tempo.
L’approccio adottato privilegia un taglio documentario, con l’obiettivo di valorizzare materiali eterogenei che raccontano non solo l’evoluzione istituzionale, ma anche la dimensione culturale e simbolica della vita universitaria. Accanto agli atti formali, come i Regi Decreti, trovano spazio anche lettere, cartoline e testi goliardici, che restituiscono il clima accademico e sociale dell’epoca.
Il lavoro adotta una sequenza cronologica unica, senza separare i documenti per tipologia, ma ordinandoli per anno. Tale scelta riflette la volontà di costruire un racconto unitario e coerente, in cui ogni fonte – normativa, iconografica o goliardica – concorra a restituire la complessità dell’identità dell’Ateneo parmense nel tempo. Ne emerge il profilo di un Ateneo che, pur attraversando fasi critiche, ha mantenuto un forte legame con la propria comunità.
Per orientare il lettore e aiutarlo a seguire con maggiore chiarezza il percorso proposto, il libro è organizzato secondo un’alternanza di traiettorie, che adottano un approccio diacronico, presentando il racconto storico e interpretativo, e blocchi documentali, con un approccio più sincronico, perché mostrano i documenti come istantanee di specifici momenti storici.
In questa prospettiva, il saggio del prof. Bencivenga si colloca nell’ambito della public history, con l’obiettivo di avvicinare la storia dell’Università di Parma a un pubblico più ampio, favorendo un dialogo tra ricerca accademica e comunità cittadina.



L’Autore
Claudio Bencivenga è stato a lungo docente a contratto al Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo parmense nelle tematiche della psicologia giuridica.




