“Progetto Horus” di Daniel Cjanalut

Progetto Horus, Daniel CjanalutUn guasto informatico blocca un aeroporto poco prima dell’atterraggio di un aereo. Intanto, in diverse parti del mondo, si diffondono epidemie misteriose che scompaiono prima ancora di poter essere studiate, mentre gli attacchi informatici diventano sempre più frequenti e sofisticati, colpendo infrastrutture e istituzioni di diversa natura. A questo scenario si aggiungono instabilità politica, tensioni internazionali e altri eventi difficili da interpretare. In Progetto Horus di Daniel Cjanalut (Gruppo Albatros Il Filo, 2026), questi episodi aprono una vicenda che coinvolge ricercatori, imprenditori, investigatori e persone legate tra loro da rapporti spesso complicati. Tra thriller tecnologico e fantascienza, il nuovo romanzo di Cjanalut unisce tensione, indagine e relazioni personali in una storia che si amplia progressivamente, coinvolgendo personaggi, ambienti e prospettive sempre più diverse.

Il giornalista Bruno Mini è uno dei passeggeri rimasti bloccati in aeroporto, dove incontra Leo Severi, esperto di sicurezza informatica. Già nelle prime pagine compare così un riferimento al titolo: Severi sta leggendo il manoscritto ancora inedito di Destinazione Horus, un romanzo di fantascienza. Nella storia, Horus è il nome attribuito a una stella distante venti anni luce dalla Terra, il cui sistema viene colonizzato dagli esseri umani. Un dettaglio che sembra inizialmente estraneo agli eventi in corso, ma che introduce un nome destinato a tornare più avanti nella vicenda.

Una seconda linea narrativa segue Greta Holler, giovane archeologa che ha appena concluso il dottorato, e a cui viene proposto di catalogare una collezione di oltre duemila reperti custodita a Villa Solaria, «una residenza principesca circondata da una vasta tenuta», proprietà del ricchissimo imprenditore Gerardo Castoldi. Il lavoro, però, la porta a entrare in contatto con un ambiente molto più ampio rispetto a quello archeologico. Greta diventa così uno dei principali punti di osservazione del romanzo. Il suo incarico le permette di muoversi all’interno della tenuta e di conoscere chi vi lavora o la frequenta, senza appartenere davvero a quel mondo. Accanto a lei c’è Renato Amari, professore di matematica e suo compagno, il cui rapporto con Greta introduce una dimensione più personale nella vicenda. Le dinamiche tra i due non rimangono separate dal resto della storia, ma accompagnano le decisioni e le incertezze della protagonista.

Intorno a loro si muove un gruppo numeroso di personaggi, ciascuno legato a un ambito diverso. Bruno Mini osserva gli eventi con lo sguardo del giornalista che si occupa di divulgazione scientifica, mentre Leo Severi porta nella storia le proprie competenze nel campo della sicurezza informatica. Jasmine Castoldi, moglie di Gerardo, conosce da vicino la realtà di Villa Solaria e quello che ruota intorno alle attività del marito. Felice Scotti, ingegnere elettronico, lavora invece nella tenuta e ha un rapporto diretto con la sua componente tecnologica. Alfio Roselli, segretario personale di Castoldi, contribuisce ad ampliare il quadro attraverso informazioni e rapporti che vanno oltre quello che Greta può osservare direttamente. Sul versante investigativo compaiono Mara Melis e Furio Morselli, rispettivamente maresciallo e tenente del Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Il loro ingresso permette alla storia di sviluppare anche una dimensione d’indagine, che si affianca alla componente scientifica e tecnologica.

Villa Solaria costituisce uno dei principali centri della narrazione. La proprietà non comprende soltanto la villa padronale, ma anche scuderie, edifici di servizio, una limonaia, un lago, sentieri e diversi accessi. Sono luoghi che assumono funzioni differenti nel corso della storia e nei quali i personaggi si incontrano, lavorano o si spostano. La mappa e la legenda poste all’inizio del volume aiutano a orientarsi all’interno della tenuta e a seguire meglio una vicenda che coinvolge numerosi ambienti.

Uno dei temi principali del romanzo è quello del controllo. Informatica, sicurezza digitale, ricerca scientifica e intelligenza artificiale sono elementi posti in relazione al potere di chi dispone delle risorse necessarie per sviluppare e utilizzare determinate tecnologie. Il romanzo si interroga sulle possibilità offerte dalla ricerca e sulle responsabilità che ne derivano. Anche le professioni dei personaggi hanno un peso preciso. Archeologia, matematica, informatica e giornalismo sono strumenti attraverso cui i protagonisti interpretano ciò che accade. Greta osserva e cataloga, Leo analizza sistemi e rischi, Bruno collega informazioni e avvenimenti, mentre altri personaggi affrontano i problemi a partire dalle proprie competenze. A questi elementi si affiancano la musica, le amicizie e i rapporti sentimentali, che contribuiscono alla dimensione corale del romanzo.

La scrittura procede soprattutto per scene e dialoghi, alternando i punti di vista e distribuendo progressivamente le informazioni. Il romanzo sceglie un impianto narrativo ambizioso, affidandosi a un numero ampio di personaggi. Questa struttura corale viene gestita con padronanza, mantenendo riconoscibili ruoli, relazioni e competenze e facendo convergere poco a poco linee narrative inizialmente distinte. Gli eventi che in apertura appaiono separati acquistano così un significato più preciso man mano che il quadro complessivo prende forma.

Progetto Horus può piacere a chi cerca un thriller tecnologico con una forte componente fantascientifica, capace di affiancare all’indagine temi legati all’intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica e al controllo del potere. È una lettura adatta soprattutto a chi apprezza trame corali e articolate, costruite attraverso diversi personaggi e punti di vista, in cui la dimensione scientifica convive con quella umana e relazionale.

Giorgia Carta

L’Autore

Daniel Cjanalut è un fisico-matematico in pensione, autore di oltre quaranta articoli pubblicati su riviste specializzate, oltre alla monografia Gauge field theory in natural geometric language (Oxford UP, 2020) e diversi testi didattici di Meccanica Razionale e Analisi Matematica. Nello stesso anno della Laurea in Fisica ha ottenuto il Diploma in Corno presso il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini. Fa parte di gruppi amatoriali tra cui l’Orchestra dell’Università di Firenze. Da pensionato si è dedicato alla narrativa. Progetto Horus è il suo terzo romanzo, dopo Impact Factor e Va tacito e nascosto (pubblicati da Viola Editrice).