L’abbraccio delle crepedi Loretta Dalla Vecchia
Nonsolopoesie Edizioni
Può una ferita diventare lo spazio da cui entra la luce?
C’è un momento esatto in cui il dolore si fa più calmo, smetti di subire la tua storia e decidi, finalmente, di raccontarla. L’abbraccio delle crepe non è una semplice raccolta di versi astratti sparsi qua e là, ma un diario poetico nudo, viscerale e senza filtri; il racconto in rima di una caduta rovinosa e della fatica immensa per rimettersi in piedi.
Tutto ha inizio con una corsa in moto a centotrenta all’ora, un’illusione di libertà che si infrange contro un impatto secco. Dal vento della velocità l’Autrice si ritrova catapultata tra le mura bianche di un reparto psichiatrico, spogliata di ogni certezza sotto il peso di una diagnosi. Quello che sembra un “furto dal cielo” diventa invece il punto di rottura necessario per azzerare il passato e ricominciare a respirare.
Attraverso una struttura in quattro atti, il lettore viene accompagnato lungo i corridoi gelidi della mente, tra lo stress alienante della routine d’ufficio e il lutto silenzioso per un figlio mai nato. La via della guarigione si snoda prima fuori, tra i sentieri selvaggi della montagna, l’acqua fredda delle cascate e l’equilibrio silenzioso dei gatti, dove la natura accoglie il caos senza giudicare. Poi si sposta dentro, in una stanza di psicoterapia: tra test di Rorschach e le sedute di EMDR, la ferita si trasforma in passione per lo studio della mente.
Grazie alla Mindfulness, al Training Autogeno e alla catarsi di una danza antica che si apre al mondo, l’Autrice compie il suo viaggio di kintsugi interiore. Affidandosi alla rima come ad un argine sicuro per contenere l’energia del dolore, Loretta lancia un messaggio universale di speranza: le crepe che portiamo addosso non sono vuoti da colmare, ma fessure necessarie attraverso cui la luce può finalmente entrare per tornare a brillare.
L’Autrice afferma: La poesia per me non è un esercizio di stile astratto, ma uno strumento terapeutico e vitale. Ho usato la rima come nell’altro libro, Il filo tra Cuore, Mente e Spirito, in un mare di emozioni reperibile su Amazon, come un perimetro geometrico, un argine necessario per contenere il caos emotivo e impedire che traboccasse. Scrivere questa raccolta è stato un cammino di nuda sincerità: ho deposto le maschere e ho accettato di trovarmi le mani piene di cocci. Ho preso i pezzi della mia vita che si erano spezzati – dallo schianto di un isolamento forzato al vuoto silenzioso di un grembo sterile – e li ho ricomposti attraverso l’arte del Kintsugi poetico.
Questo diario non vuole celebrare il dolore, ma la forza testarda della ricostruzione. Ritengo che le ferite che ci portiamo addosso non siano vuoti da colmare con la fretta o da nascondere per vergogna, ma fessure preziose e necessarie attraverso cui la luce può finalmente entrare. Oggi sono un’anima ricucita con un filo di seta. Siamo più belli proprio quando siamo scheggiati che interi, perché è attraverso quelle spaccature che la nostra essenza torna a brillare, integra e autentica.
Con questi versi voglio ricordare a chiunque stia attraversando il proprio buio che è possibile tornare a respirare a pieni polmoni, ritrovare la pace e ballare anche sotto la tempesta.
Il volume sarà disponibile in forma cartacea presso le altre librerie e su Amazon a partire da metà giugno
L’Autrice
Loretta Dalla Vecchia è laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova e specializzata in Mindfulness e Training Autogeno. Integra la sua formazione scientifica con una profonda sensibilità poetica, utilizzando la scrittura per tracciare ponti invisibili di empatia con l’altro. Ha scelto di spogliarsi di ogni maschera e condividere i propri cocci per lanciare un messaggio universale di speranza a chiunque stia faticosamente cercando il proprio centro. L’abbraccio delle crepe, pubblicato da Nonsolopoesie Edizioni, segna il suo esordio letterario più autentico. In questo libro ripercorre il decollo, lo schianto e la faticosa architettura della rinascita. Attraverso il dialogo con la natura e il coraggio della consapevolezza, l’Autrice ci conduce fino al “sigillo di seta”: quel luogo dove il dolore diventa feritoia verso l’infinito e l’amore si manifesta nell’arte di lasciar andare. Un cammino di gratitudine per chi sa perdonare e per chi sceglie, finalmente, di abitare la propria libertà.
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