Antico presente. Viaggio nel sacro viventedi Alessandro Giuli
Baldini+Castoldi
«Gli scritti che seguono sono il frutto d’una selezione fra i numerosi articoli da me pubblicati sul “Foglio” di Giuliano Ferrara in un arco temporale che va dal 2004 al 2016. Ogni raccolta di cose già edite, sia pure in un ambito ristretto e non sempre scandagliabile, può apparire come un atto di presunzione (certe cose avvengono semmai post mortem) o come un tentativo di sfamare l’ansia di storicizzare se stessi. Nel caso nostro, c’è di più: lo dimostra la ponderata scelta d’intervenire sui testi per rendere tanto più rarefatti i riferimenti temporali della loro stesura, sottraendoli allo statuto di “gioie d’occasione” (diciamo così, arieggiando un titolo di Sibilla Aleramo), quanto più essi restano per loro natura “loquenti” nella dimensione di una presenza contemporanea. In certi passaggi si noterà l’assenza d’ogni riferimento relativo all’origine di alcuni virgolettati, i quali sono riconducibili al mio confronto diretto con una figura deliberatamente immanifesta; ancorché partecipe dell’impresa in forma rapsodica e via via dissolvendosi.
Se c’è un valore in questa pubblicazione, sta nel fatto che essa rappresenta la possibilità d’un viaggio carsico lungo strade e sentieri poco battuti; quasi un marciare sul posto per accedere in profondità a itinerari ulteriori tracciati da un’antichissima sapienza romana e italica, europea e mediterranea, la cui polla sorgiva non hai mai cessato di sgorgare. Qualcosa di esoterico, forse, nulla d’indicibile. Il lettore coltivato nei confronti di determinati argomenti vi ritroverà un che di familiare eppur nuovo, nel taglio di luce fendente il chiaroscuro della memoria e il puntiglio della fedeltà scientifica alla quale mai si è voluto qui rinunciare. Il lettore comune potrà giovarsi d’una guida insolita per scorgere un “passaggio segreto” nell’ordinario pellegrinaggio intorno alle mete del turismo culturale.
Nel momento in cui scrivo queste righe introduttive, colgo l’urgenza insoddisfatta di raccontare quanto fino a oggi s’è aggiunto alla stratificazione offerta nelle pagine di questo libro: dalla clamorosa scoperta dei bronzi etrusco-romani di San Casciano alla riemersione della dea Voltumna dal lago di Bolsena nelle sembianze androginiche d’una statua d’argilla d’età protostorica, passando per gli ultimi disvelamenti nel Lupercale di Remo e Romolo. Ma il Fato ha trovato la propria via per mettermi, in qualità di ministro della Cultura, nella condizione di favorire la tutela di ciò che altrimenti avrei potuto semplicemente narrare. A tale riguardo penso non sia casuale l’attuale rapporto (ri)stabilito con Andrea Carandini, il maggior archeologo vivente, per tacer d’altro, e con i suoi migliori allievi: è lo stesso Carandini incontrato a suo tempo e descritto nel “vestibolo” del mio Antico presente, in occasione d’un dialogo scaturito dal comune ardore per la centralità universale di Roma e per il contesto della sua storia ancora da raccontare comme il faut.»




