“Romance e social reading. Comunità in rete tra piattaforme e algoritmi” di Claudia Cantale

Prof.ssa Claudia Cantale, Lei è autrice del libro Romance e social reading. Comunità in rete tra piattaforme e algoritmi, edito da Carocci. La letteratura rosa è un genere che non ha mai conosciuto crisi, anzi negli ultimi anni gode di un rinnovato benessere: quale evoluzione ha caratterizzato la galassia rosa come piattaforma di racconto della condizione femminile?
Romance e social reading. Comunità in rete tra piattaforme e algoritmi, Claudia CantaleDal mio punto di vista il romance risponde principalmente al bisogno di “consumare” il tempo libero, ma occupandolo con un’attività altamente gratificante e non necessariamente impegnativa. D’altronde la sua capacità di creare mondi in cui era (ed è) permesso di sognare ad occhi aperti ed è possibile trovare una momentanea consolazione dagli affanni della vita “reale” è stata sia la sua forza che la sua condanna. Durante i due conflitti mondiali è stata usata come leggera distrazione, poi come scuola di vita e dagli anni Novanta il romance racconta di self-empowerment e della necessità di riappropriarsi di spazi urbani, di legami di sorellanza e di moda. Questa esigenza di leggerezza a cui il libro romantico ha risposto e continua a rispondere permette di inquadrarlo come un medium di “intrattenimento”. Questo genere è stato capace di declinarsi e adattarsi sia nei diversi formati che nei linguaggi: i suoi prodotti sono altamente transmediali e rappresentativi della cultura convergente di massa. Nella storia del libro e della lettura come media lo abbiamo visto trasformarsi in romanzo a puntate, romanzo epistolare, fotoromanzo, e infine abitare le fan fiction. I canovacci dei romance sono stati oggetto di appropriazioni e rivisitazioni sia nel campo della propaganda politica che nell’advertising. Questo è possibile perché la cosiddetta “galassia del rosa” è flessibile e mutevole al tempo stesso, in quanto dotata principalmente da tre elementi: a) il sentimento amoroso; b) il medesimo schema; c) il lieto fine. La sovrabbondanza editoriali, e cioè la ricchezza di storie, ci è estremamente utile a descrivere abitudini di lettura, costumi e stereotipizzazioni. Il romance è un oggetto della cultura massmediale.

Il cuore della questione è che la sua fruizione a bassa intensità ha permesso l’accesso a temi come la libertà sessuale, la privatizzazione del proprio corpo, la rivendicazione del ruolo di donna nel mondo professione ma al contempo ha anche contribuito ad un’eccessiva glamourizzazione del femminismo.

Che rapporto esiste tra il fenomeno del BookTok e l’aumento delle vendite di libri e in modo particolare del romance di nuova generazione?
Non possiamo dire che ci sia un rapporto causa-effetto, ma certamente il booktok è un fenomeno rilevante per l’editoria e ce ne accorgiamo ogni volta che entriamo in una libreria e riconosciamo i libri che sono consigliati dal booktok. Il più delle volte sotto la selezione dei titoli glitterati capeggia la scritta “i libri del booktok”. L’hashtag #booktok aggrega oltre i 91 miliardi di visualizzazioni, solo in Italia oltre 2 miliardi, su contenuti realizzati prevalentemente da persone giovanissime che appartengono alla GenZ (Zoomers). Si tratta di veri devoti alla lettura e al culto del libro, classificati come lettori forti. In Italia i dati confortanti sulla vendita dei libri del 2021 e il successo di alcuni titoli legati al BookTok ha portato stampa e mezzi di informazione a dedicare ampi spazi ai booktokers. Anche le strategie social ed editoriali di consolidati inserti e riviste dedicate al libro e alla lettura hanno scelto di dedicare colonne, classifiche e rubriche ai booktokers. Il caso più noto è certamente quello di “Robinson” di “LaRepubblica”, che ogni domenica esce con una pagina dedicata, avendo aperto anche un canale TikTok che ha un calendario editoriale creato insieme a (e da) booktokers. Nel 2023 Treccani ha inserito i termini BookTok e booktoker nella sezione dei neologismi.

Bisogna considera che per i booktokers Internet è al pari di una istituzione quale la famiglia dove, “con le madri e le nonne”, si è coltivata l’abitudine alla lettura. Insomma l’accesso alla lettura, anche dei classici, avviene per “contagio” e per “imitazione” dentro gruppi di pari. Le ragazze e i ragazzi del booktok leggono tanto e più quanto non facciamo noi stessi anche perché appartengono a una community.

In che modo l’avvento delle piattaforme di self-publishing ha contribuito a rinnovare il genere?
Il self-publishing è una pratica editoriale oramai piuttosto comune. Si tratta della pubblicazione senza mediazione editoriale e tramite piattaforma di un manoscritto di qualsiasi genere. La mancata mediazione editoriale consente ad ogni aspirante scrittore o scrittrice di pubblicare, accollandosi i rischi di un piccolo investimento iniziale che di solito viene compensato dall’auto promozione. Esistono diverse forme di auto-pubblicazione così come differenti piattaforme. Wattpad, YouCanPrint, KDP di Amazon appartengono al sistema delle piattaforme di self-publishing che caratterizzano per modello di business e policy l’evoluzione del web sociale e partecipativo. La loro diffusione ha giocato un ruolo decisivo nel rendere mainstream la fan fiction e il fandom. Esempi chiari in questa direzione sono casi editoriali come After di Anna Todd, fan fiction dedicata ad Harry Style e pubblicata su Wattpad, o il ben più noto Fifty Shades of Grey di E. L. James, nata come fan fiction di Twilight di Stephenie Meyer e pubblicata su diversi siti di fan fiction. Proprio i bestseller appena sopracitati hanno contribuito ad accrescere il mito del successo del self-publishing basato sulla combinazione di alcuni ingredienti: l’assenza della mediazione editoriale come valore aggiunto e la ripetitività della rivisitazione di una storia classica con elementi più o meno pornografici.

La pubblicazione seriale che amplifica la componente di “pornotopia” del racconto è il chiaro esempio di come le piattaforme come Wattpad abbiamo un’influenza nel modo di scrivere e pubblicare le storie. La necessità di creare “flussi di conversazione” attraverso le interazioni tra lettori spinge chi scrive a produrre contenuti con lo scopo di ottenere visualizzazioni e recensioni. La trama spesso gira tutta attorno al sesso, avendo esiti sulla lunghezza dei capitoli e delle stesse storie, che potenzialmente non hanno mai fine. Questo ha conseguenze anche sull’estetica della lettura: vengono pubblicati libri sempre più voluminosi che contengono spesso capitoli brevi ma estremamente verbosi.

Un’altra questione che secondo me non bisogna tralasciare è il rapporto tra gli elevati consumi di romance e la necessità di contenere il budget mensile per l’acquisto di libri che spinge coloro che leggono romance ad adottare strategie per l’accesso a collezioni di libri a basso prezzo o addirittura gratuiti e in formato seriale. I cataloghi come quelli di Kindle Unlimited Edition sono solitamente ricchi di titoli in self-publishing: spesso si tratta di opere di appropriazione che hanno subito il processo di filing off the serial number, ovvero la cancellazione dalle tracce di fan fiction soprattutto per ragioni legate ai diritti d’autore.

Infine proprio un elemento che il mondo dell’editoria tradizionale eredita dalla diffusione delle piattaforme di self-publishing è l’uso delle classificazione, divenuti i sottogeneri del romance. Le etichette usate per individuare i sottogeneri del romance come spyce, dark romance, smutty, mommy porn… sono tag usati dagli chi scrive e chi per orientarsi meglio nelle categorie proposte. Oggi queste etichette sono di uso comune nel contesto del gergo librario. Ed è anche questo un sintomo di come il self-publishing abbia contribuito a rendere mainstream la fanfiction e il fandom più in generale.

Che rilevanza assume la social reading come strumento interpretativo per cogliere gli aspetti relativi ai cambiamenti delle pratiche di lettura e all’uso sociale del romance?
Definiamo in primo luogo cosa intendiamo per “social reading”. Ci riferiamo alla social reading quando includiamo tutte le pratiche di condivisione e socializzazione attorno al tema del libro: dall’annotazione, al commento, dal gruppo di lettura online fino alla recensione mediante sistemi tecnologici e connessi alla rete internet. È un processo e una formazione sociale modellata dalle infrastrutture della lettura. Per fare un esempio quando annoto sul mio Kindle un paragrafo e lo condivido tramite mail è un’azione senza frizione nella direzione della socializzazione del libro e della mia lettura. Questo è possibile grazie all’esistenza della rete e per via dell’architettura del Kindle stesso.

Diciamo che il modo in cui leggiamo è cambiato anche in funzione all’ambiente dentro cui lo facciamo e per mezzo degli strumenti con cui leggiamo. «L’architettura – secondo Kapur (2006) è politica», nel senso che gli artefatti tecnologici esercitano il proprio potere e tramite essi viene espresso il dominio o il volere di coloro che li hanno progettano, disegnano, controllano, e che questo potere non favorisce mai coloro che si trovano in posizione di svantaggio. L’analisi delle esperienze di social reading viene quindi interpretata come il risultato del prodotto delle relazioni tra attori sociali umani e non-umani, tra i lettori e i luoghi di potere ovvero le Wattpad, GoodReads, Telegram e TikTok con i loro meccanismi di raccomandazione, algoritmi e affordances. Immergermi nella community dei booktokers e più in generale dei wreaders italiani mi ha aiutato a comprendere quali sono i repertori di simboli, pratiche e saperi (Swidler, 1986) in relazione agli “ambienti” digitali di socializzazione.

Quali significati e quali effetti sono attribuiti al consumo di romance nel contesto della social reading?
Ritengo che il principale effetto sia la rivalsa, ovvero l’orgoglio bookish. La rivendicazione che si oppone alla storica stigmatizzazione delle lettrici e dei lettori del genere romance è senza dubbio l’elemento più straordinariamente ricorsivo. Lo si capisce soprattutto osservando come il fenomeno del BookTok ha in parte modificato i comportamenti dei lettori uomini, storicamente in minoranza e nascosti, e anche la disponibilità ad ammettere pubblicamente di leggere letteratura sentimentale.

Dal mio punto di vista mi sembra che le esperienze di lettura che ho incontrato descrivano come la lettura permetta il raggiungere una sorta di “stato di grazia”, ovvero quello che Mihály Csíkszentmihályi (1990) definisce come un assorbimento totale tale per cui si giunge ad uno stato di benessere. In questo senso i creators sviluppano delle forme di “dipendenza” da una parte li spinge a creare contenuti sul romance per il proprio pubblico che consuma romance, dall’altra a consumare sempre più romance perché li fa stare bene. La social reading è un pharmakon: da una parte si dichiara una dipendenza da accumulo, da esposizione (boyd, 2014), uso di estetiche e tempi di permanenza; dall’altro si conferma la funzione terapeutica, distensiva, nonché quella istruttiva e delle competenze sociali. Ma non solo. La stretta dipendenza che c’è tra consumo di romance e facilità di ottenere ottenere visibilità immediata spinge a a consumi bulimici di fiction dentro obiettivi neoliberisti della piattaforma. Questo regime di consumi elevati, dentro un regime del quantified self e del self performing determina una enorme pressione sociale sia in termini di quantità di consumo che nell’estetica delle produzioni.

Come funzionano i sistemi di raccomandazione e in che modo agiscono nella direzione del consolidamento di gusti e tendenze di lettura e di scrittura?
La logica delle piattaforme funziona per farci consumare quanti più prodotti possibili, facendoci permanere o vorticare nelle loro galassie in un tempo illimitato. Prendiamo il caso di TikTok: la piattaforma ci consiglia contenuti che somigliano a prodotti che ci sono piaciuti, su cui ci siamo soffermati più a lungo o che abbiamo commentato. Alle volte ci propone alternative per testare i nostri gusti. A questo sistema di selezione dei prodotti, anche editoriali, partecipiamo attivamente anche noi quando recensiamo o attribuiamo un punteggio ad una recensione, che forniscono delle metriche su cui veniamo “profilati”. Noi ci orientiamo nella selezione di ciò che vogliamo leggere in base ai generi, alle classifiche e alle opinioni che però sono anche determinate dalla rete di relazioni tra soggetti umani e attori non umani. Quello che intendo dire è che le proprietà di uno spazio digitale (affordances) e algoritmi di raccomandazione che caratterizzano le piattaforme alimentano la cosiddetta la recommendation culture (Airoldi, 2015; 2024; Fuller, Rehberg Sedo, 2023). I consumi degli utenti sono indirizzati sulla base delle “preferenze” dentro e fuori dal mondo digitale. L’ automazione della cultura (Andrejevic 2012) investe il nostro sistema simbolico e valoriale, accrescendo l’egemonia di genere poiché nel mondo del digitale i ruoli dirigenziali e progettuali sono ancora prevalentemente dominati da uomini (cis) o comunque da una cultura fortemente patriarcale e intrisa di stereotipi di genere.

Quali simboli, pratiche e saperi accompagnano le lettrici di romance?
Come ho anticipato nell’ambiente del booktok la bookshess è stato nobilitata. Il termine bookish si riferisce a una persona con scarse abilità di socializzazione, additata di essere eccessivamente timida, introspettiva, asociale; in qualità di lettrice immersiva, non si cura del suo aspetto e il suo outfit è da collegiale, non ricercato. Aderendo ad sistema simbolico, valoriale e rituale del bookish, il e la booktoker ricorre alla messa in scena di pratiche e oggetti riconducibili a questa etichetta. In questa mise en scène sono coinvolti il corpo, un apparato iconico e pratiche rituali. L’uso di filtri, prevalentemente lentiggini, guance arrossate, ciglia allungate come richiamo al tema dell’innocenza; gli outfit più ricorrenti sono pigiami e tute in pile, o dark academia style. Vi è un largo uso di oggetti simbolici, quasi sacri spesso disposti secondo uno schema codificato: post-it, timbri ex libris e segnalibri, non di rado personalizzati; evidenziatori; candele profumate; plaid; tisane e tè e naturalmente occhiali. È necessaria una dimensione rituale che li collochi in una vera comunità: riordino delle librerie; letture silenziose; tutorial sulle annotazioni; acquisto ed esposizione di merchandising. Inoltre le lettrici di romance della GenZ partecipano attivamente alla rifondazione di generi del crimine, del romanzo storico e del fantasy. Il loro «piacere visibile» e il loro entusiasmo per i generi popolari sono prodotti anche della letteratura che consumano e generati dalla necessità di condivisione delle loro esperienze.

Infine l’appartenenza alla comunità permette loro di attuare diverse strategie per valorizzare le risorse culturali ed educative possedute, oltre che difendere la lettura come loisir e il libro come media di intrattenimento. Il modello narrativo del romance corrisponde alle esigenze dei Booktoker: la sua struttura narrativa coltiva, infatti, l’idea dell’amore romantico. I valori femminili della cura, della forza emotiva vengono opposti a quelli maschili della forza brutale e della violenza fisica e psicologica. Leggere deve emozionare, e attraverso le emozioni è possibile creare la comunità, il network. Il BookTok è strumento di supporto emotivo e creazione di relazioni. Questo network, caratterizzato da un’apparente solidarietà, risponde all’accusa di isolamento che viene mossa spesso ai lettori seriali di libri amorosi.

Claudia Cantale è ricercatrice in Sociologia digitale all’Università di Catania, dove insegna Sociologia delle reti e dell’economia digitale e Sociologia dei media digitali. Tra le sue pubblicazioni: Gli uomini e i testi. Un approccio sociologico alla lettura e alla scrittura (Ledizioni, 2019)