“Resistenti al buio” di Federica Introna

“Resistenti al buio”, l’emozionante e attuale opera della filologa Federica Introna

Resistenti al buio, Federica IntronaCasa editrice: Eretica Edizioni
Collana: Quaderni di poesia
Genere: Raccolta poetica
Pagine: 92
Prezzo: € 15,00

«Non una striscia ma case e campi e musica di vita che cresce. Poi il rombo nella notte il lampo abbacinante che invade la casa di morte e terrore. Sì, vennero nelle tenebre come i mostri antichi, dal cielo e dalla terra. Bombe e bulldozer battevano l’aria rompevano muri e fiori. Intorno schegge e punte di strazio su corpi teste e occhi senza difese. Fu un’alba di silenzio dopo. Io non la vidi, non vidi più il giorno. Cominciò la mia infinita notte»: Federica Introna torna in libreria con una silloge poetica intitolata Resistenti al buio; un’opera emozionante, legata profondamente alla nostra contemporaneità ma caratterizzata anche da riferimenti alla mitologia classica, una delle passioni dell’autrice.

Nella poesia appena menzionata, contenuta nella prima delle quattro sezioni in cui è divisa l’opera – Resistenti al buio, si parla della sofferenza provata da chi non ha più una casa, un destino e a volte anche una vita a causa della spietatezza umana. Una lirica cruda e impattante, che ci racconta del lato sofferente dell’umanità; in questa prima sezione troviamo poesie legate all’attualità: si parla, ad esempio, della pandemia di coronavirus, della violenza sulle donne, dei problemi ambientali e della crudeltà sugli animali.

L’amore sembra essere l’unica speranza per salvarci da questo decadimento morale, ma anche questo sentimento viene analizzato con lucidità e disincanto, sottolineandone le criticità; avviene nella seconda sezione dell’opera, intitolata Camminare insieme – «Sarò la tua stella. Hai spento in ceneri oscure d’istinti la fiamma alta nostra. Remote terre e fredde fra noi, invece poco ci separa. Ricordi il viso mio? Ancora riconosci la luce e la voce? Non attendo di sentire il tuo nulla: nave che attraversa la notte la giusta rotta ancora non trovi. Ma oggi rifulgo nell’universo senza fine del desiderio».

La poetessa colpisce duro ma anche lei ha bisogno di aria, di luce: nella terza sezione, Cieli di libertà, sperimentiamo il bello dell’umanità, qui posta in relazione con gli elementi del cielo, con la luna e le stelle – «Grande luna luna potente di bianca luce e riti oscuri. Nonostante l’ansia, la fuga dal dove e dal quando ti guardiamo ancora. Sei l’astro amico agli insonni agli innamorati ai poeti che s’inginocchiano grati al tuo silenzio».

E si giunge infine alla quarta sezione – Dal mare ai sassi – in cui sono contenute le liriche più intime, legate al vissuto dell’autrice e alla sua terra d’origine: viaggiando lungo la ferrovia delle Murge, ci vengono presentate delle istantanee di un Sud che sa sposare il bello con la decadenza, e il dolore con la speranza di riscatto.

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