“Il segreto dei cani” di Riccardo Stellini

Riccardo Stellini presenta l’opera “Il segreto dei cani”

Il segreto dei cani, Riccardo StelliniCasa editrice: Nulla Die Edizioni
Collana: iCanti
Genere: Raccolta poetica
Pagine: 64
Prezzo: € 15,00

«Nel tempo della miseria evocato da Heidegger e da Hölderlin, il poetare resta un gesto fondamentale di resistenza al deserto che avanza impetuosamente e, insieme, di ricerca del vero nella palude del falso innalzato al rango di unica sorgente di senso. Il deserto avanza e nostro compito è resistergli, scriveva Nietzsche, il sulfureo profeta del nichilismo oggi divenuto compiutamente il nostro destino […] È quanto magistralmente ci trasmette la raccolta poetica di Riccardo Stellini che il lettore si accinge a leggere. Una preziosa testimonianza di poesia filosofica e di filosofia poetata, che offre una feconda resistenza al nulla che dilaga e che avvolge ogni cosa intorno a noi»: sono le parole del noto filosofo Diego Fusaro, autore della presentazione alla raccolta poetica Il segreto dei cani di Riccardo Stellini.

Quarantasette liriche che, come afferma Fusaro, ci aiutano a combattere il nulla dilagante e la falsità di un contesto in cui l’essere umano è sempre meno umano, perché tale condizione è favorevole a un’avanzata sempre più incalzante del dio della tecnologia. I poeti sono quindi tra gli ultimi baluardi in questi tempi miseri e annichilenti: la parola e la condivisione della stessa diventano perciò le zattere di salvataggio in un mare in tempesta.

Mentre noi smarriamo la nostra umanità pezzo dopo pezzo, i poeti ci ricordano disperatamente che abbiamo ancora un cuore che batte e un’anima che sanguina; ed è così che fa Riccardo Stellini in questa raccolta poetica: fa risvegliare i nostri sensi cantando l’amore e l’erotismo, fa rinascere le nostre consapevolezze mostrandoci un modo diverso di approcciarsi al mondo e agli altri, fa riaccendere le nostre menti quando ci ricorda che tutto ciò che abbiamo di più caro e prezioso è la possibilità di esprimere un pensiero critico, di dialogare, di creare connessioni sincere. E l’onestà è proprio uno dei punti cardine di queste liriche: il poeta si spoglia di ogni costrutto sociale e individuale e si immola nella sua verità più intima, raccontando di sé e del suo dolore, del suo rapporto tormentato con l’amore, della sua delicata relazione con la natura e con gli esseri viventi.

Denudarsi vuol dire accettarsi nelle proprie luci e anche nelle proprie ombre, sta a significare esporsi senza quella pelle che ci protegge dal mondo ma che allo stesso tempo lo allontana come alterità; queste composizioni sono invece un ponte gettato per abbracciare il diverso, per fondersi: in un momento storico in cui l’individualismo e l’egoismo sono imperanti, questi versi sono delle stille di speranza, dei lampi di puro e autentico sentimento.

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