“Morfologia e storia del greco antico” di Valentina Garulli e Camillo Neri

Morfologia e storia del greco antico, Valentina Garulli, Camillo NeriMorfologia e storia del greco antico
di Valentina Garulli, Camillo Neri
Carocci

«Il presente volume si propone come uno strumento per lo studio universitario del greco antico e presuppone una buona conoscenza sincronica della grammatica greca. Esso nasce dalla necessità di offrire un manuale di morfologia storica con basi di storia della lingua greca che sia funzionale alle esigenze della formazione universitaria sia di primo, che di secondo livello, ovvero quella di disporre di un quadro che sia da un lato aggiornato, e dall’altro sintetico e coerente con i tempi e le forme dei percorsi universitari attuali, rispetto ai quali grandi classici di indiscusso valore scientifico, come Chantraine (1961) e Heilmann (1963), risultano ormai – per ragioni diverse – “fuori tempo”. Come segnalato da Cassio (2016, p. 73), «purtroppo non esiste in italiano una trattazione sistematica, completa e aggiornata della morfologia storica del greco», lacuna rispetto alla quale la sua stessa Introduzione alla morfologia nominale e verbale offre in realtà ben più di «una serie di orientamenti sui principali problemi che la morfologia greca presenta».

Rispetto ai classici sopra citati, questo testo si pone in rispettosa continuità, né il debito nei confronti di tali pietre miliari sarà mai dichiarato abbastanza. Lo spirito con cui ci si rivolge a tali precedenti è quello di raccoglierne la lezione e di trasmetterla – nelle forme e nelle misure che il tempo presente esige – alle generazioni in formazione, con la necessaria attenzione al dovere di aggiornamento che ogni studio scientifico richiede. Punto di riferimento costante è la grammatica di Neri et al. (2018), nata come manuale per la scuola superiore, ma dimostratasi ben presto uno strumento ideale anche per gli studenti universitari – sempre più numerosi – che si trovino ad affrontare da zero l’apprendimento del greco, o che abbiano bisogno di rinfrescare le nozioni già apprese.

La Parte prima offre una sintetica, introduttiva storia della lingua greca, dalle sue origini indoeuropee ai giorni nostri, con una prevalente focalizzazione sulla fase antica, sui dialetti greci e sulle lingue letterarie greche (da quella epica alla koine), qui innovativamente rifuse – ci si augura senza soverchie forzature – nella trattazione sui dialetti. Titoletti, paragrafatura, riquadri e note ne vorrebbero consentire una fruizione a più livelli, in linea con lo spirito del volume e con le esigenze didattiche dell’oggi. Necessità di spazio e di sintesi hanno consigliato di rinunciare ai molti esempi che di norma illustrano una trattazione della storia della lingua greca tout court. Non di meno, i fenomeni essenziali – che costituiscono l’oggetto dei corsi universitari di Storia della lingua greca (triennale e magistrale) – sono illustrati senza rilevanti omissioni, in un costante sforzo di chiarezza e concisione.

La Parte seconda, nel proporre in apertura dei Fondamenti di fonetica storica (cap. 6), rispecchia l’impianto – consolidatosi nel tempo e ampiamente “collaudato” – dei corsi universitari di Lingua greca e di Grammatica greca, che prevedono un compendio di fonetica greca come propedeutico allo studio diacronico della morfologia.

La trattazione della morfologia si caratterizza per un taglio quanto possibile didattico, calibrato sui bisogni e sulle competenze di uno studente che intraprende un percorso universitario comprensivo dello studio del greco e che ne possiede già i rudimenti: in tale prospettiva, si è puntato all’essenzialità delle formulazioni, evitando la sovrabbondanza di parole e di esempi, che – nell’esperienza didattica di chi scrive – rappresenta un fattore di disorientamento. […]

Gli esempi, laddove si tratti di sintagmi o locuzioni, sono tratti in gran parte dai poemi omerici, che rappresentano il bacino documentario più adatto a fare luce sugli stadi evolutivi più antichi della lingua greca e sui meccanismi della sua morfologia. […]

Il confronto con altre lingue indoeuropee (IE) è intenzionalmente circoscritto al latino, non certo per suggerire l’esistenza di un legame speciale tra greco e latino nel quadro delle lingue IE, che non avrebbe alcun fondamento scientifico, ma nell’intento di non investire lo studente con una mole di informazioni sovrabbondanti, su cui non abbia capacità di controllo, e di proporre piuttosto contenuti mirati e “ritagliati” sulle competenze condivise dai destinatari.

Gli indici – più precisamente il Glossario, l’Indice delle parole greche e l’Indice delle forme micenee – hanno lo scopo di agevolare non solo uno studio sistematico e lineare, ma anche la consultazione mirata, che si rende necessaria nel percorso di studio universitario del greco e che può fare del presente manuale uno strumento utile a diversi livelli di tale formazione.»