“La zarina di Dubna” di Anna Crestanello

La zarina di Dubna, Anna CrestanelloSi può andare avanti con la propria vita senza sapere come e da chi siamo nati? Per Yelena, la protagonista del romanzo La zarina di Dubna, il passato non è custodito in un album di fotografie: è un deserto dove i ricordi sono una distesa di granelli finissimi e senza sfumature. Quando i genitori adottivi scompaiono in un incidente, dentro di lei si scatena la tempesta. Per rispondere alle tante domande che iniziano a tormentarla, prepara la valigia di nascosto e vola a Mosca nella speranza di ritrovare i genitori biologici.

Da quel giorno, nella sua casa di Thiene il tempo si ferma. La figlia Serena, chiusa in un mutismo impenetrabile, sembra averla dimenticata, mentre il marito Francesco alterna la rabbia per un distacco che non riesce a comprendere alla crescente preoccupazione per la sua bambina.

Sospesa tra il mondo che si è lasciata alle spalle e un Paese di cui ancora non conosce le coordinate, Yelena sente il bisogno di gettare un ponte verso quella famiglia che ha abbandonato in Italia. Non lo farà con il telefono o con la tecnologia, ma con uno scrapbook: un album di appunti, immagini e riflessioni che consegnerà a Francesco al suo ritorno, su quella panchina di Prato della Valle a Padova dove avevano costruito le basi del loro rapporto.

La zarina di Dubna naviga nello spazio d’ombra che si crea tra la necessità di scoprire le proprie radici e la ferita che questa ricerca può aprire nei legami più cari. La realtà raccontata dal romanzo non è fatta di eroi perfetti, ma di esseri umani descritti nelle loro contraddizioni quotidiane e silenziose: chi è la vittima e chi il carnefice? Chi ha ragione e chi torto? Spesso, per comprendere ciò che emerge in superficie, occorre scavare nelle profondità dell’anima e accogliere quella parte di sé che si vorrebbe negare.

Ed è per queste ragioni che il romanzo di Anna Crestanello si configura come una riflessione sulla condizione umana, sul modo in cui le radici ci definiscono, sulla fatica di affrontare i propri fantasmi e sulla possibilità di riallacciare fili che sembravano spezzati per sempre. Attraverso le storie di Stefan, Irina, Marisha, Natasha, Boris e le altre persone che Yelena incontrerà, il suo viaggio diventerà una matrioska capace di svelare modi diversi di affrontare la vita senza giudicarne alcuno, mostrando quanto il peso di un’epoca — la Mosca di fine anni ’80 — abbia condizionato le scelte che le persone credevano di compiere in piena libertà.

Lo stile
La prosa dell’Autrice si distingue per un’eleganza fluida e introspettiva, capace di miscelare con naturalezza il ritmo del viaggio geografico all’esplorazione psicologica dei personaggi. Strutturato in capitoli di breve lunghezza, il romanzo affida all’espediente narrativo dello scrapbook — un diario fatto di appunti, foto e riflessioni — il compito di trasformare la lettura in un’esperienza intimamente partecipata, che lascia nel lettore una traccia duratura di calore e di emozione.

A chi è rivolto il romanzo
Consigliato a chi ama le storie intense sull’identità, le radici familiari e la complessità delle relazioni umane, La zarina di Dubna è la lettura ideale per chi cerca una narrazione che affronta la ricerca dell’identità senza scorciatoie né giudizi morali. Il racconto non offre risposte facili o rassicuranti, ma funziona come un viaggio nelle contraddizioni dell’anima, dove è necessario attraversare i silenzi per comprendere ciò che con la voce non si riesce a esprimere.

L’Autrice

Anna Crestanello vive in provincia di Vicenza e lavora come docente di lettere nella scuola secondaria di primo grado. Autrice e lettrice appassionata, è madre di due figlie, la prima delle quali è di origini russe. La zarina di Dubna è il suo romanzo d’esordio.