Atlante del romance. Curiosità, «must read» e storia di un mondo rosadi Lidia Ottelli e Carmen Bruni
Rizzoli
«Le radici di questo genere affondano nelle storie più antiche che l’umanità abbia mai raccontato. Dai miti greci, come quello struggente di Orfeo ed Euridice, in cui l’amore sfida persino la morte, alle leggende medievali, come quella di Lancillotto e Ginevra, in cui passione e dovere si fronteggiano in uno scontro tragico. Già allora, l’amore era un motore narrativo, specchio delle inquietudini dell’animo umano.
Ma il romance come genere a sé stante prende forma più chiaramente nel Diciottesimo secolo, quando la letteratura inizia a raccontare l’amore da un punto di vista più intimo e psicologico.
Samuel Richardson, con Pamela (1740), ne è considerato uno dei padri fondatori: racconta la storia di una giovane cameriera che, opponendosi con coraggio alle avances del padrone, riesce a conquistare rispetto, affetto e un posto nel mondo.
È il primo seme del «lieto fine» romantico come lo intendiamo oggi, dove la virtù e la determinazione sono premiate. Sebbene il romanzo epistolare esistesse già e fosse diffuso, soprattutto in Francia, a Richardson si deve senza dubbio il merito di aver elevato il genere.
Poi, agli albori del secolo successivo, arriva Jane Austen, la scrittrice che cambia le carte in tavola.
Con Ragione e sentimento (1811), Orgoglio e pregiudizio (1813) ed Emma (1815), Austen inaugura una nuova era del romance: i suoi libri, infatti, non parlano solo d’amore, ma di scelte morali, di emancipazione femminile e di classismo. Le sue eroine sono intelligenti, indipendenti, spesso ironiche, e i suoi protagonisti maschili – primo tra tutti Mr. Darcy – sono ben lontani dai principi azzurri privi di spessore delle favole.
Nel corso del Diciannovesimo secolo, anche altre autrici europee plasmano il genere, spesso in modo coraggioso e sovversivo.
Charlotte Brontë, con Jane Eyre (1847), introduce una delle prime protagoniste femminili veramente indipendenti: Jane è povera, orfana, sola, ma ha una forza morale incrollabile e rivendica il diritto di essere amata da pari. Cime tempestose (1847) di Emily Brontë, invece, esplora un amore selvaggio, distruttivo, viscerale, anticipando temi che oggi ritroviamo nei dark romance o nei racconti di relazioni tossiche che, talvolta, evolvono verso la redenzione.
In Francia, George Sand – pseudonimo maschile scelto da Amandine Dupin per potersi far pubblicare – scandalizza il pubblico ottocentesco con romanzi in cui l’amore si intreccia con l’identità di genere e con l’indipendenza femminile; mentre in Russia Lev Tolstoj scrive Anna Karenina (1877), uno dei più celebri romanzi “romantici” tragici, che parla di passione, senso di colpa, desiderio, maternità e ribellione sociale.
Negli Stati Uniti, il romance fiorisce tra Ottocento e Novecento, soprattutto con la nascita dei primi grandi romanzi di consumo.
Un esempio emblematico è quello di Louisa May Alcott, che con Piccole donne (1868) racconta le vicende delle sorelle March, intrecciando amicizia, amore, famiglia e vocazione artistica. Anche se Jo respinge la proposta di Laurie, il suo rifiuto diventa un manifesto di libertà femminile, e il lieto fine, per una volta, non è per forza legato al matrimonio.
Più avanti, nel 1936, Margaret Mitchell con Via col vento crea uno dei personaggi femminili più iconici di sempre: Rossella O’Hara. Ambiziosa, capricciosa e testarda, Rossella ha una voce inconfondibile e un amore tormentato che diventa il cuore del romanzo.
Con l’arrivo del Ventesimo secolo, il romance esplode anche come fenomeno editoriale.
Case editrici tipo Mills & Boon (poi confluita nella Harlequin) standardizzano la formula del romanzo rosa, pubblicando centinaia di titoli all’anno: sono economici, appassionanti e spesso ambientati in contesti esotici o d’alta società. In questa fase, nascono anche le prime vere sottocategorie: il romance storico, il contemporaneo, il romantico-erotico, il paranormal romance. […]
Il romance si adatta ai tempi odierni affrontando tematiche di grande rilevanza e complessità: l’uguaglianza di genere, che sfida gli stereotipi tradizionali e promuove una rappresentazione più equa delle relazioni; le diverse preferenze sessuali, che celebrano l’amore in tutte le sue forme e identità; le relazioni non convenzionali, come quelle tra persone di background diversi o con orientamenti differenti; le sfide sociali più complesse, come l’accettazione, il rispetto reciproco e la lotta contro le discriminazioni.
Inoltre, il genere si è arricchito includendo nuove voci provenienti da contesti diversi, portando narrazioni più autentiche e rappresentative della realtà contemporanea. Gli stili narrativi sono diventati più vari, offrendo così un ampio ventaglio di possibilità per ogni lettore.
L’aspetto forse più importante di questa evoluzione è che il romance a oggi non è considerato un genere rivolto solo alle donne. Per molti anni, infatti, si è ritenuto che fosse una lettura destinata principalmente a un pubblico femminile. Tuttavia, negli ultimi tempi si è assistito a un crescente interesse anche da parte degli uomini. Sempre più ragazzi vi si avvicinano per scoprire storie d’amore coinvolgenti ed emozionanti, contribuendo a rompere stereotipi di genere e ampliandone il pubblico.
In conclusione, il romance si presenta oggi come in continua trasformazione, aperto alle novità, alle diversità e alle sfide del mondo moderno. La sua qualità migliore è quella di riuscire a adattarsi ai tempi senza perdere di vista l’obiettivo principale: far battere il cuore.
Non si tratta solo di un genere: è una promessa. E questo atlante è la prova che, quando si tratta d’amore, c’è sempre una nuova storia da raccontare.»




