Barbara Malaisi torna in libreria con il thriller psicologico “Il giardino delle ombre”
Casa Editrice: YoucanprintGenere: thriller
Pagine: 160
Prezzo: € 17
Il giardino delle ombre di Barbara Malaisi è un thriller psicologico che invita alla riflessione sul destino, sulla morte e sulle scelte che facciamo. La trama ruota attorno a Sabino, un personaggio che incarna la figura dell’antieroe, costantemente combattuto tra le sue paure e la ricerca di un destino che sembra già segnato.
La storia prende forma dalla profezia di una donna del paese che, attraverso la lettura dei tarocchi, getta un’ombra inquietante sul futuro di Sabino. Questa arte, da sempre affascinante e misteriosa, diventa il filo conduttore di una vicenda in cui il protagonista si trova imprigionato in un percorso che appare ineluttabile.
«Annarella abitava una minuscola casa nel vecchio borgo marinaro del paese ed era una delle poche persone lì residenti a poter vantare la proprietà di un piccolo fazzoletto di terra, all’interno del quale allevava galline e coltivava qualche ortaggio da rivendere poi al mercato locale. Nessun marito, nessun figlio da mantenere, solo una bocca da sfamare, la propria, però famelica ed esigente. La bottegaia presso cui faceva la spesa quotidiana era ben felice di procurarle cibi raffinati e succulenti, il cui costo sarebbe stato proibitivo per chiunque vivesse degli umili proventi di uova e piccoli raccolti, tranne che per lei. Lei era ‘la stròlleca’ del posto, quella capace di predire sventure, operare ritorni di amati perduti, lanciare malocchi e diagnosticare malanni. Era la strega, la veggente, la donna più temuta e venerata, le cui prestazioni si pagavano a peso d’oro senza opporre un fiato. Si vociferava che chi l’avesse contrariata o non avesse saldato il proprio debito con i suoi talenti sarebbe stato colpito dalla malasorte. Erano solo voci, certo, ma nessuno, in effetti, si era mai arrischiato a farle saltare la mosca al naso. Quando la vecchia arrivava a casa di Sabino, ritorta e rinsecchita come un albero morto, anticipata dalla puzza di piscio e zolfo che si portava sempre dietro, lui si accucciava sotto il tavolo della cucina, nella vana speranza di diventare invisibile, ma lei lo intercettava e, puntandogli contro un lurido artiglio, gli lanciava uno dei suoi terrorizzanti ghigni diabolici, lasciandolo paralizzato. Sabino era certo che lo facesse apposta, come quei grossi cani che subodorano il terrore e ci godono a sbavarti ringhi addosso mentre te la fai sotto dalla paura» scrive Barbara Malaisi nelle prime pagine del suo libro.
L’autrice riesce a trasmettere efficacemente il conflitto interiore di Sabino, un uomo tormentato che si rifugia nel cimitero, un luogo che per lui rappresenta sia la pace che il confronto con la morte. Il cimitero, con il suo silenzio e le storie quasi sussurrate, diventa infatti un personaggio a sé stante, un palcoscenico per eventi cruciali che plasmano il destino del protagonista.
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