“Europa Mediterraneo futuro” di Matteo Regalia

Europa Mediterraneo futuro, Matteo RegaliaIn un’epoca segnata da crisi stratificate — dalla pandemia di COVID-19 alle tensioni migratorie, fino alle scosse telluriche della Brexit — il dibattito sul destino del Vecchio Continente non è mai stato così urgente. Matteo Regalia, nel suo testo Europa Mediterraneo futuro, si propone di delineare una rotta ambiziosa e controcorrente, partendo da una premessa tanto semplice quanto dirompente: l’integrazione europea, per sopravvivere e prosperare, deve farsi “differenziata”.

Il saggio di Regalia non è solo un’analisi accademica, ma una proposta politica militante. L’Autore auspica il superamento dell’attuale stallo istituzionale attraverso lo sdoppiamento del progetto europeo. Da una parte, un nucleo federale (l’Unione Federale Europea) costituito dai paesi che desiderano una reale integrazione politica; dall’altra, una confederazione esterna basata sul mercato unico e sul potenziamento dell’Unione per il Mediterraneo.

L’opera dedica ampia attenzione alle critiche mosse all’attuale Unione Europea, attingendo al pensiero di Martin Schulz. L’Europa è descritta come un “gigante incatenato”, frenato da una burocrazia percepita come distante e da una mancanza di separazione netta dei poteri. Regalia evidenzia come la gestione delle crisi — dal debito sovrano alla pandemia — abbia messo in luce la limitata capacità d’azione dell’UE, alimentando il sentimento antieuropeista.

L’Autore avverte sui rischi di un possibile fallimento del progetto comunitario, ricordando che il dominio occidentale non è un dato immutabile: «Bisogna obiettivamente constatare che l’era del dominio occidentale è arrivata al capolinea, e non siamo lontani dal momento in cui nessuno stato europeo sarà più in grado di rappresentare efficacemente i suoi interessi di fronte alle potenze in via di sviluppo.»

Particolare rilevanza assume il concetto di “sdoppiamento” istituzionale, derivato dalle tesi di Sergio Fabbrini. Regalia concorda sul fatto che l’UE sia vittima di una confusione tra la logica sovranazionale e quella intergovernativa. Per risolvere questa impasse, la proposta è quella di una “separazione multipla dei poteri”, prendendo a modello, con i dovuti distinguo, le esperienze federali degli Stati Uniti e della Svizzera.

In questa visione, l’Europa non deve cercare un’identità culturale monolitica (un unico demos), ma deve valorizzare la pluralità: «L’Europa ha molti demoi che non possono né debbono essere ricondotti ad un unico demos. Un’unione federale di stati deve mantenere il pluralismo di identità nazionali e di lingue e tradizioni culturali dei loro cittadini.»

La riflessione non si limita all’Europa continentale, ma volge lo sguardo a Sud. Attraverso l’analisi del rapporto di Gualtieri e Rhi-Saussi, Regalia esplora i tre possibili scenari per il Mediterraneo: Hub Globale, Trincea o Pantano. L’Autore critica le politiche europee che spesso hanno visto il Mediterraneo solo come una minaccia (terrorismo, migrazioni illegali), trasformandolo in una “trincea” presidiata dai paesi della sponda sud. L’integrazione mediterranea non è solo un affare economico, ma una sfida di umanità e civiltà.

Un capitolo cruciale riguarda il ruolo dell’Italia. Regalia è netto: per essere rilevante in Europa, l’Italia deve prima riformare se stessa. Viene proposta l’abolizione del bicameralismo perfetto, rendendo la Camera dei Deputati l’unica a dare la fiducia, mentre il Senato dovrebbe occuparsi di materie regionali e comunitarie. L’Italia, infatti, possiede un interesse vitale in un’Unione politica che metta al sicuro la democrazia e la pace.

Il testo si chiude con una proposta di riforma estremamente dettagliata che trasforma l’UE in Unione Federale Europea (UFE). Tra i punti cardine:
– un Presidente dell’Unione eletto con un mandato di sei anni;
– un sistema bicamerale composto da una Camera dei Rappresentanti (ex Parlamento Europeo) e un Senato (ex Comitato delle Regioni);
– un nucleo federale ristretto a 12 paesi (tra cui Italia, Francia e Germania).

Europa Mediterraneo futuro è un’opera di sintesi coraggiosa. Matteo Regalia riesce a tenere insieme la storia (dal Manifesto di Ventotene ai film dell’ENI di Mattei) e la cronaca più recente, offrendo una “scienza dell’integrazione” che non ha paura di invocare la creatività e la leadership necessarie per evitare il declino. Come conclude lo stesso autore, con un richiamo che sa di speranza e determinazione: «la via da percorrere non è facile né sicura ma deve essere percorsa e lo sarà.»

Si tratta di una lettura indispensabile per chiunque voglia comprendere non solo dove l’Europa si trovi oggi, ma dove potrebbe — e dovrebbe — andare domani.