“Ma tu che lavoro fai? Storia di una partita IVA ironica e divertita” di Mariangela Galante

“Ma tu che lavoro fai?”: una domanda che sembra semplice, ma non lo è mai davvero

Ma tu che lavoro fai? Storia di una partita IVA ironica e divertita, Mariangela GalantePrima o poi qualcuno ce la fa. A una cena, a una riunione di famiglia, davanti a un caffè. “Ma tu che lavoro fai?”. Una domanda che usiamo per orientarci, per inquadrare l’altro in poche parole. Il libro di Mariangela Galante parte proprio da lì, da quell’interrogativo apparentemente innocuo che, a ben guardare, dice molto più di quanto sembri.

Ma tu che lavoro fai? non è un manuale, né un libro “tecnico” sul lavoro. È piuttosto una raccolta di riflessioni, racconti autobiografici, storie, domande e piccoli esercizi che accompagnano il lettore dentro un tema che riguarda tutti, indipendentemente dall’età o dal percorso fatto. Studenti, insegnanti, genitori, lavoratori in fase di cambiamento: il libro parla a chiunque si sia trovato, almeno una volta, a chiedersi che direzione stia prendendo la propria strada.

Galante sceglie un tono diretto, concreto, senza retorica. Il lavoro non viene raccontato come un punto d’arrivo, ma come qualcosa che si costruisce nel tempo, spesso per tentativi, deviazioni, ripensamenti. Non c’è l’idea di una scelta “giusta” da fare una volta per tutte, ma quella di un percorso che cambia insieme alle persone. «Il lavoro non arriva già pronto», scrive l’autrice, «si costruisce, spesso senza una mappa chiara».

Il cuore del libro sta proprio qui: il lavoro non è solo ciò che facciamo, ma il modo in cui cresciamo, impariamo, ci mettiamo alla prova. In un momento storico in cui le professioni si trasformano rapidamente e le etichette durano sempre meno, Ma tu che lavoro fai? invita a spostare l’attenzione dalle definizioni rigide alle competenze, dalle risposte automatiche alle domande vere.

Il testo dialoga continuamente con chi legge. Non indica strade obbligate, non promette soluzioni valide per tutti. Al contrario, lascia spazio al dubbio, alla riflessione personale. Domande come “Cosa so fare davvero?”, “Cosa sto imparando anche quando sbaglio?”, “Chi sto diventando?” attraversano le pagine con naturalezza, parlando ai più giovani ma anche agli adulti che si trovano a rimettere in discussione il proprio percorso.

Un capitolo importante riguarda il digitale, affrontato senza allarmismi né entusiasmi facili. Galante riflette su identità, competenze e responsabilità online, ricordando che oggi crescere – e lavorare – significa anche saper stare nel mondo digitale con consapevolezza. Un tema particolarmente sentito a scuola, dove il confine tra online e offline è sempre più sottile.

La scrittura è uno dei punti di forza del libro: scorrevole, concreta, mai astratta. Si legge senza fatica, ma lascia traccia. È un libro che funziona nella lettura individuale, ma che si presta anche al confronto e alla discussione, come dimostrano i laboratori e gli incontri scolastici nati intorno al testo.

In questo senso, Ma tu che lavoro fai? diventa un ponte naturale tra scuola e mondo del lavoro, senza forzare scelte precoci o decisioni definitive. Non chiede ai ragazzi di sapere già “cosa faranno da grandi”, ma li aiuta a capire che il lavoro fa parte di un percorso più ampio di crescita personale e sociale.

Non è un libro che dà risposte facili. È un libro che aiuta a farsi domande migliori. E forse è proprio questo il suo valore più grande: ricordarci che dietro quella domanda così comune – “che lavoro fai?” – ce n’è un’altra, più importante e spesso taciuta. Che cosa stiamo costruendo, davvero, e con chi.

L’Autrice

CEO di FastucUP dal 2022, startup siciliana nata per valorizzare l’agricoltura locale, mi occupo da anni di comunicazione, marketing e selezione professionale nel settore finanziario. Sono Responsabile Marketing & Comunicazione e socia di SimplyBiz e collaboro allo sviluppo di SimplyBook. Autrice di Ma tu che lavoro fai?, sono l’organizzatrice ufficiale di TEDxCaltanissetta e lavoro per creare relazioni autentiche e progetti che diano voce alle storie.