Nella letteratura mondiale, Wilbur Smith viene considerato un vero “maestro dell’avventura”. E la ragione è scritta nei suoi libri, spesso ambientati in Africa e con protagonisti la natura selvaggia, gli indigeni, le lotte all’apartheid. Lo scrittore di origini sudafricane, definito dal Times «un autore di culto, uno di quei punti di riferimento cui gli altri scrittori vengono continuamente paragonati», scrive di quello che conosce meglio: la sua terra natale. La sua originalità sta nel partire da ricerche storiche sulle quali si costruiscono intrecci creativi in un crescendo di adrenalina e colpi di scena.

Più di quaranta i romanzi pubblicati dall’autore che ha dovuto affrontare rifiuti e insuccessi prima di entrare tra i bestseller con le sue opere, tradotte in oltre venticinque lingue diverse. Ricordiamo qui alcuni dei suoi più grandi capolavori, a cominciare dal libro dell’esordio, iniziatore della fortunata serie che prende il nome di “Ciclo dei Courteney”. Sullo sfondo delle infinite lande africane, i diversi romanzi seguono le vicende di vari personaggi della stessa famiglia, appartenenti a generazioni diverse: si parte dalla fine del 1600 e si prosegue fino ai giorni nostri, anche se l’autore non ha seguito un ordine cronologico nella narrazione.

Il destino del leone (1964). Con questo libro, ambientato nel 1870, Smith inizia a narrare le storie della famiglia Courteney. Sono i primi anni di vita di Sean, trascorsi in Sudafrica tra avventure, primi amori, nuove scoperte. La narrazione concitata e travolgente conduce il lettore alla scoperta di meraviglie lontane, di esistenze trascorse in mezzo alla natura selvaggia e a sentimenti impetuosi.

«Se le lacrime potessero pagare i nostri debiti, se con le mie lacrime potessi comperarti un’indulgenza nei confronti di ogni dolore, se piangendo adesso potessi fare in modo che tu non debba mai piangere…allora piangerei fino a consumarmi gli occhi».

La saga si compone di titoli che hanno suscitato forte interesse: da “Il leone d’oro” a “Orizzonte”, passando per “L’ultima preda” e “La volpe dorata”, solo per citarne alcuni. Tra gli ultimi, nel 2017 Longanesi Editore ha pubblicato Il giorno della Tigre – di poco preceduto dall’uscita di Grido di guerra – che vede come protagonista Tom Courtney, figlio del comandante Sir Hal Courtney, impegnato in salpa un viaggio pericolosissimo che parte dall’Africa per arrivare sulle coste dell’India. Un racconto pieno di avventure e nemici, di intrighi e di tradimenti.

Nuova famiglia, nuova saga. Quella dei Ballantyne racconta le avventure mozzafiato di due fratelli alla ricerca del padre, nel cuore dell’Africa nera. Da non perdere, per gli amanti del genere, il romanzo intitolato Il trionfo del sole, in cui Smith ha la capacità di intrecciare le vicende di questo nucleo familiare con quelle dei Courtney, nella terra d’Egitto. Si proseguirà ne Il destino del cacciatore, libro ambientato nell’Africa Orientale britannica negli anni a cavallo dello scoppio della Prima guerra mondiale. Personaggio principale è Leon Courteney, un giovane sottotenente dei King’s African Rifles.

Per gli amanti dell’Antico Egitto, poi, questo scrittore rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Come non citare, infatti, la saga dedicata alla civiltà egizia che inizia con Il dio del fiume (Longanesi, 1993) e prosegue – nell’ordine – con Il settimo papiro (1995), Figli del Nilo (2001), Alle fonti del Nilo (2007), Il dio del deserto (2014) e L’ultimo faraone (2017). In quest’ultimo, l’Egitto deve affrontare un assedio e l’ex schiavo Taita (protagonista della serie) divenuto generale dell’Impero, deve scovare il nemico mentre la civiltà di Sparta inizia a sorgere. L’epopea della guerra e il fascino dell’antica civiltà rendono i testi unici e travolgenti.

«Fortunatamente ero riuscito a catturare un gran numero di cavalli del nemico e a portarli con noi, scoprendo ben presto che, lungi dall’essere orrendi, erano gli animali più intelligenti e mansueti che esistessero. Avevo creato una mia versione del carro, più leggero, più rapido e più facile da manovrare di quello degli hyksos».

Wilbur Smith ha affrontato anche il genere thriller con una saga dedicata a Hector Cross, ex agente SAS, migliore corpo speciale dell’esercito britannico, proprietario di un’agenzia che garantisce la sicurezza dei clienti. L’uomo si muove in scenari pericolosi, tra missioni mozzafiato e intrighi internazionali. Ricordiamo La notte del predatore, pubblicato nel 2016: in questo capitolo Hector vuole vendicare la moglie barbaramente uccisa.

L’ultimo libro dello scrittore da milioni di copie si intitola La guerra dei Courtney (pubblicato per HarperCollins Italia lo scorso gennaio) ed è stato scritto con David Churchill. Si tratta del più recente romanzo della saga dedicata ai Courtney ma questa volta Smith scava nella ferita della Shoah: il libro si apre nella primavera del 1939, pochi mesi prima dell’aggressione tedesca alla Polonia, e si chiude con il suicidio di Hitler e la capitolazione del Terzo Reich. Il ritmo incalzante, la scrittura fluente, i personaggi indimenticabili ricorrono anche in queste pagine, tra passioni e tensioni devastanti. E in queste vicende epiche si riconferma la grandezza di un autore che ha un grande appeal sui lettori di tutto il mondo.

«Doveva ammetterlo, niente regalava vitalità come fare l’amore spesso e bene».

Angelica Sicilia