“Vince chi impara. Guida strategica all’apprendimento efficace” di Alessandro de Concini

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Dott. Alessandro de Concini, Lei è autore del libro Vince chi impara. Guida strategica all’apprendimento efficace edito da Feltrinelli: perchè è importante “imparare a imparare”?
Vince chi impara. Guida strategica all’apprendimento efficace, Alessandro de ConciniCredo che imparare ad imparare sia sempre stato importante nella storia dell’umanità, abbia sempre costituito una delle abilità basilari su cui costruire la propria vita, la propria carriera, la propria cultura… in fondo, tutto ciò che siamo e tutto ciò che facciamo come essere umani in una società complessa passa da almeno un momento in cui siamo tenuti a sviluppare o desideriamo sviluppare nuove conoscenze e competenze.

Oggi, però, questa semplice considerazione vale ancora di più, diventa ancora di più una necessità e un’opportunità: viviamo nel mondo della rivoluzione digitale, della globalizzazione, del lavoro liquido, del bombardamento di informazioni e dell’accesso costante e “portatile” a qualunque nozione, la capacità di adattarsi a questo flusso, di dominarlo, di approfittare di occasioni di formazione, di cambiare in risposta a nuove sfide ci dona un vantaggio competitivo impressionante.

Saper imparare in modo efficace, efficiente, qualitativo, duraturo e sostenibile è la singola abilità che oggi ha la maggior ricaduta nel successo in qualsiasi campo e che mette al sicuro da una realtà che fa del mutamento la sua unica costante.

Pensate alla necessità costante di imparare lingue straniere, nuovi programmi, procedure lavorative, di confrontarsi con corsi e videocorsi, leggere libri, seguire seminari e riunioni, sostenere esami, concorsi, test.

Consumiamo e accumuliamo conoscenza ad un ritmo che anche solo cinquant’anni fa sarebbe sembrato impossibile. Chi sa farlo meglio degli altri parte avvantaggiato, è innegabile.

Da qui il titolo del libro, volutamente forte, forse persino un po’ arrogante, ma non per questo meno veritiero: vince chi impara e, potremmo aggiungere, chi non impara perde.

Non solo, ma saper imparare apre anche le porte a quello che forse è il significato più profondo dello studio, dell’apprendimento in genere, anche al di là del successo (comunque lo vogliamo definire): la ricerca della soddisfazione, della cultura, del divertimento persino.

Può sembrare banale, ma per me rimane la verità più importante da portarsi a casa quando si discute di queste tematiche: imparare è bello, è entusiasmante, è arricchente, regala una soddisfazione e una gratificazione che forse nessun’altra attività può eguagliare.

L’abilità più determinante per il successo in qualunque campo e, al tempo stesso, l’attività più soddisfacente che esista: non riesco a immaginare qualcosa di più importante di questo.

Purtroppo, però, un apprendimento davvero efficace raramente è spontaneo, c’è bisogno di ascoltare le lezioni che ci arrivano dalle scienze cognitive, di cambiare le nostre abitudini, di adottare i giusti atteggiamenti.

Lo scopo del libro è proprio dare al lettore gli strumenti di cui avrà bisogno per imparare qualsiasi cosa, da qui ai prossimi cent’anni.

Quali sono le principali evidenze scientifiche sul processo di apprendimento efficace?
Le scienze cognitive si interrogano su questi meccanismi da ormai più di cento anni, potremmo considerare il padre di tutta questa rivoluzione neuroscientifica il grande Hermann Ebbinghaus, di cui racconto anche la storia nel libro, precursore degli studi sperimentali in psicologia, che alla fine dell’800 presentò il primo trattato moderno sul tema della memoria.

Ebbinghaus dimostrò, ad esempio, che un approccio distribuito all’apprendimento e al ripasso ha effetti positivi incredibili sulla formazione e il mantenimento di ricordi.

Ma meccanismi come il retrievial effect, il chunking, lo spacing, (perdonatemi gli inglesismi ma questi termini sono diventati ormai etichette internazionali ed è difficile trovare sinonimi efficaci in italiano), la metacognizione, la difficoltà desiderabile, l’effetto interleaving e mille altri principi sono ormai realtà consolidate studiate da scienziati ed esperti in tutto il mondo.

Conosciamo meglio il funzionamento della memoria e dell’oblio, i meccanismi legati alla lettura e all’ascolto, il valore della rielaborazione profonda delle informazioni e siamo in grado di determinare quali pratiche siano più o meno efficaci quando si impara, a prescindere da se sia studio scolastico, universitario, o l’apprendimento di un passo di danza.

Strumenti preziosissimi oggi per tenersi aggiornati sulle evidenze scientifiche più solide in questo campo (e non solo) sono i motori di ricerca specializzati, come il servizio Google Scholar, ma anche, banalmente, Wikipedia, la tanto derisa enciclopedia libera che però presenta una cura bibliografica sorprendente, specie nelle pagine redatte in inglese.

Anche la divulgazione scientifica su questi temi ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, autrici come Barbara Oakley, Kate Jones, e autori come Cal Newport, Henry L. Roediger III, Mark A. McDaniel, John Hattie, Paul A Kirschner, Mario Polito e tanti, tanti altri hanno avvicinato il mondo della ricerca scientifica e quello della pratica quotidiana di studenti e appassionati. Per non parlare dell’enorme ricchezza che si può trovare su piattaforme come YouTube.

La torre d’avorio dell’accademia è oggi sempre più alla portata di chi, di quelle conoscenze scientifiche, ha davvero bisogno nella propria vita di tutti i giorni.

In che modo è possibile applicare questi principi alla vita di tutti i giorni?
La strada migliore è quella dell’applicazione sistematica e graduale, incrementale. Mi spiego: un neofita che si approcci per la prima volta a queste tematiche rischia di esserne schiacciato. Troppi principi, troppe tecniche, troppi consigli, troppa confusione.

La cosa migliore è, prima di tutto, consolidare delle basi solide che diano un’impronta solida al proprio processo di apprendimento, impadronendosi dei principi di base (che non sono poi moltissimi) e poi dedicarsi a cambiare una alla volta le proprie abitudini di studio, lavoro, concentrazione, apprendimento.

Invece che cercare di impadronirsi del metodo perfetto tutto in una volta, finendo inevitabilmente per ricadere nell’espressione comune di “mettere troppa carne al fuoco”, conviene procedere con calma, un gradino alla volta, assicurarsi un miglioramento costante ma solido, che migliori l’esperienza e la capacità di imparare in modo decisivo ma anche definitivo.

E poi, quando le basi ci sono tutte e il processo di apprendimento è già sufficientemente efficace ed efficiente, viene il momento di sperimentare, di immergersi a fondo in questo mondo affascinante e sperimentare le mille tecniche e varianti, applicandole al proprio contesto, al proprio gusto personale, alla propria personalità e ai propri obiettivi.

Il libro è stato pensato proprio per fare questo: dare prima un’infarinatura dei pilastri su cui costruire la propria abilità di imparare e poi concretizzarla con casi studio specifici, situazioni reali e pratiche concrete da applicare giorno per giorno.

La prima metà del libro è, infatti, divulgativa (per quanto piena di consigli pratici e spunti), la seconda è puramente manualistica. Un connubio che spero sarà apprezzato dai miei lettori!

Quali, tra gli innumerevoli stratagemmi di apprendimento contenuti nel libro, si rivelano, a Suo avviso, maggiormente utili ed efficaci?
Ce ne sono davvero tanti, ho voluto riversare in queste 250 pagine un decennio di ricerche, letture, prove sul campo, riflessioni e feedback ricevuti, ma ne scelgo tre che penso siano quelli che possono avere un impatto immediato e potente:

  1. Una pianificazione attenta, che restituisca il controllo sul tempo e sulle proprie giornate. Non si tratta di un vero e proprio stratagemma di studio o apprendimento, lo ammetto, ma la verità è che più siamo impegnati e più l’orologio rischia di diventare il nostro tiranno. Potremo davvero eccellere nello studio e nella formazione a tutti i livelli solo organizzandoci in modo rigoroso e scegliendo in modo deliberato e consapevole quando imparare, cosa, come e per quanto tempo, ponendoci obiettivi chiari e misurabili.
  2. La riflessione metacognitiva. Questo è un elemento talmente importante da travalicare quasi tutto il resto: ragionare sui nostri ragionamenti, ragionare sul processo con cui impariamo, assumere un ruolo di controllo e di auto-valutazione. Non ci si limita a chiedersi cosa stiamo facendo e come dobbiamo agire per imparare al meglio, ma si prosegue col “perché”. Bisogna porsi ad ogni passo domande su cosa stiamo facendo, sul perché sperimentiamo difficoltà, su come potremmo migliorare, sull’impatto che avrà ciò che impariamo su di noi, su che principi stanno alla base delle nostre scelte e soluzioni. In sostanza, non ci si deve limitare a imparare, ma si deve consciamente e intenzionalmente supervisionare tutto il processo, analizzarlo dall’alto. Sembra strano detto così, me ne rendo conto, ma è il vero segreto di chi impara in fretta e in modo qualitativo.
  3. Il testing, che poi non è altro che l’applicazione concreta del principio del recupero attivo, il retrievial effect che già nominavo prima. Per consolidare qualcosa nella nostra memoria dobbiamo abbandonare la ripetizione, la rilettura, la riscrittura e dedicarci invece al recupero: cercare le informazioni nella nostra memoria (magari stimolati da una domanda, un esercizio, una simulazione o una prova pratica), recuperarle e riutilizzarle. Crearsi un quiz su un argomento e rispondere alle domande in modo casuale senza riguardare la fonte di partenza (a meno che non ci accorgiamo di aver sbagliato) è infinitamente più rapido, più efficace e pure più divertente che leggere e rileggere. Funziona dalla scuola fino al mondo del lavoro.

Mi auguro che il mio lavoro possa regalare spunti utili e interessanti, ma che possa anche intrattenere i lettori: ho scelto un registro ironico e leggero per trattare tematiche piuttosto dense, ma sono convinto che il sorriso e la leggerezza, se dosate bene, possano essere armi davvero preziose quando si vuole comunicare.

Alessandro de Concini è un insegnante e divulgatore, specializzato in metodo di studio, apprendimento ed efficienza mentale. Linguista, laureato all’Università degli Studi di Padova, ha approfondito l’aspetto scientifico e metodologico dei temi legati all’apprendimento e alla produttività. Lavora con istituti scolastici, aziende, professionisti e studenti di ogni età e contesto. Oltre a dirigere la propria realtà aziendale, comunica il suo lavoro di insegnamento online, sui social network, dove raggiunge migliaia di studenti ogni giorno con i suoi video, articoli e corsi. Ha scritto Vince chi Impara, con Feltrinelli editore, e Leggere per sapere, autopubblicato.

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