«Ad laudem omnipotentis Dei et Sanctae Sedis ornamentum, accipe galerum rubrum, insigne singularis dignitatis cardinalatus, per quod designatur quod usque ad mortem et sanguinis effusionem inclusive pro exaltatione sanctae fidei, pace et quiete populi christiani, augmento et statu Sacrosanctae Romanae Ecclesiae, te intrepidum exhibere debeas, in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen».

È questa la solenne formula con la quale, durante il Concistoro di creazione dei nuovi cardinali, il Romano Pontefice impone la berretta purpurea ai candidati, ai quali viene chiesto di testimoniare la propria fede, se necessario, fino allo spargimento del proprio sangue, impegno questo sancito dall’uso delle insegne di colore scarlatto.

Di volta in volta definiti Principi della Chiesa, porporati, Senatori della Chiesa, sono molte le similitudini richiamate quando si tratta degli ecclesiastici rivestiti della dignità cardinalizia. Posti nella gerarchia ecclesiale immediatamente al di sotto del Romano Pontefice, essi rappresentano il consesso supremo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, tra i quali viene scelto ed eletto il Papa.

In questo lavoro tenteremo di tracciare un profilo storico dell’evoluzione della figura del Cardinale, nonché del ruolo che essa, sia singolarmente attraverso i suoi vari esponenti, sia corporativamente come Sacro Collegio cardinalizio, ha avuto nella storia della Chiesa e delle istituzioni civili.

La riflessione storica sulla nascita e lo sviluppo di questa figura, è in stretta connessione con lo studio dell’organizzazione primitiva della Chiesa di Roma e delle vicende delle «istituzioni costituitesi attorno al papa per il governo della Chiesa locale e poi quelle disperse attraverso il territorio della diocesi, città, suburbio immediato, campagna più lontana, per la cura delle anime»[1].

È da lì che prenderemo le mosse per tracciare l’evoluzione del cardinalato, dalle origini altomedievali al pieno sviluppo nel Duecento, al declino, a partire dalla prima età moderna, per individuarne infine le prospettive future, alla luce della dottrina della collegialità episcopale sancita dal Concilio Vaticano II.

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[1] V. SAXER, La Chiesa di Roma dal V al X secolo: amministrazione centrale e organizzazione territoriale, Roma nell’alto medioevo, Settimane di studio del Centro Italiano di Studi sull’alto medioevo, XLVIII, 2001, Spoleto.