“Una vita come tante” di Hanya Yanagihara: riassunto trama e recensione

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Una vita come tante, Hanya Yanagihara, riassunto, trama, recensioneBrutale e coinvolgente, Una vita come tante di Hanya Yanagihara, scrittrice statunitense di origini hawaiane, non è il classico romanzo dalla lettura leggera e rilassante. È un’esperienza forte, ruvida, la storia di una profonda sofferenza che fa precipitare l’animo umano negli abissi più oscuri e inesplorati. Il libro, composto da più di 1000 pagine, si evolve gradualmente ma senza stancare. La potenza di narrazione non lascia indifferente il lettore che rimane diviso tra adorazione e odio. Il tema della violenza e dell’abuso si intreccia con quello dell’amicizia senza tempo, disposta a sopportare anche i segreti più oscuri.

Pubblicato da Sellerio nel 2016, Una vita come tante è diventato in breve tempo un sorprendente caso editoriale in America, arrivando finalista ai principali premi nazionali, suscitando l’interesse e la curiosità anche di milioni di lettori europei.

Trama

Sullo sfondo di una New York sontuosa, fervida e senza tempo, si apre la storia complessa di quattro amici ex compagni di college. Terminati gli studi e legati da un profondo affiatamento, decidono di condividere un minuscolo appartamento di Manhattan per inseguire da vicino i propri sogni. J.B. vuole sfondare nel mondo dell’arte; Willem intende farsi strada come attore; Malcolm è un architetto frustrato mentre Jude è un brillante avvocato dalla riservatezza enigmatica. Intorno a lui e al suo passato misterioso ruotano le vite degli altri che gli offrono protezione, comprensione e calore familiare senza chiedere nulla in cambio. «…non c’era niente in lui (Jude) che non potesse essere aggiustato». La storia del giovane avvocato diventa il punto di partenza per narrare in maniera minuziosa e attenta la crudeltà dell’animo umano e il potere curativo dell’amicizia.

Recensione

Una vita come tante non è il semplice racconto di un gruppo di amici alla ricerca di se stessi, ma è molto di più. Fin dalle prime pagine Hanya Yanagihara, narratrice onnisciente, coinvolge abilmente il lettore nelle vite di Malcolm, Willem e J.B. delineandone le caratteristiche peculiari ed evidenziandone i demoni interiori.

Malcom è il più equilibrato del gruppo, proviene da una ricca famiglia di colore nordamericana e le sue aspettative per il futuro sono solide come i progetti che realizza su carta o al PC. Willem, figlio di una famiglia di emigrati in America dal nord Europa, desidera fare l’attore. All’innegabile bellezza estetica, si associa un carattere sensibile e delicato, accentuato dal rapporto intenso con il fratello disabile ormai scomparso. J.B. è l’artista del gruppo. Istrionico, arrivista, determinato e a volte crudele possiede una rara abilità: riesce a catturare i tratti più intimi dei suoi amici (e non solo) e a trasferirli sulla tela, trasformandoli in opere vive.

Jude, il giovane avvocato, è l’unico dei tre a rimanere nell’ombra per buona parte del libro. La sua personalità prende lentamente corpo dai racconti degli amici. Intelligente, brillante, con una laurea in giurisprudenza e una in matematica, sapiente botanico e ottimo cuoco, è anche il più enigmatico del gruppo di amici. Nessuno conosce il suo passato, nè ha traccia della sua famiglia. Oltre ad essere timido e introverso, nasconde il proprio fisico come a voler evitare che possa rivelare una realtà dolorosa e oscura.

C’è qualcosa di irrisolto in lui e di disturbante. Jude ama la solitudine e chiede scusa per ogni cosa (se si fa attenzione, durante la lettura, il numero di “Scusa” nel testo ammonta a 215!). Porta con sé un segreto che non ha mai detto a nessuno: è afflitto da dolori acuti, conseguenza di un incidente di cui non ha fatto parola con gli altri.

A partire dalla seconda parte del libro, la trama si evolve e si focalizza soprattutto sulla vita di Jude, centro di gravità del gruppo. L’oscuro passato del ragazzo viene svelato tramite continui flashback e improvvisamente quel racconto che celebrava l’amicizia e la crescita personale di ognuno dei protagonisti, si trasforma in un qualcosa di più tetro, evidenziando una vita costellata da sofferenze.

L’autrice coinvolge il lettore nella narrazione che vorrebbe, in qualche modo, lenire il dolore del ragazzo, sperando che il finale della storia sia più clemente. Eppure Hanya Yanagihara non cede all’inganno, evidenziando al contrario come i momenti di tregua e appagamento nella vita abbiano breve durata. «Sei Jude St Francis. Sei il mio amico più caro […]. Sei la persona più intelligente e la più coraggiosa che io conosca».

Il romanzo non è ambientato in un’epoca precisa ed è impossibile cercare di definirla: non si parla di social network o di cellulari, eppure la trama nella sua complessità sembra molto attuale. La storia è incentrata solo sul punto di vista maschile e raramente si nota la presenza femminile (relegata a un ruolo marginale). Il romanzo, come la stessa autrice ha evidenziato in un’intervista, vuole essere un inno all’amicizia, al rapporto che lega i quattro amici per oltre cinquant’anni e al modo di vivere l’età adulta.

Una vita come tante è un libro che affronta i problemi esistenziali degli uomini del nostro tempo, evidenziando tutte le paure e i demoni, una storia di formazione, dolore e privazione ma anche un trattato sull’amore (il capitolo Gli anni felici è incentrato sul tema dell’omosessualità, analizzato in maniera velata e con delicatezza). Non è di certo una lettura leggera da affrontare con uno spirito allegro. È un romanzo impegnativo che coinvolge e catapulta il lettore in un mondo di eccessi, violenza e cattiveria. Al termine del libro, difficilmente ci si potrà dimenticare di questa storia.

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