“Una sinfonia steineriana. (Nessuno mi dà retta e allora parlo da sola)” di Elenco IO

Una sinfonia steineriana. (Nessuno mi dà retta e allora parlo da sola), Elenco IO«Ci sono ancora persone capaci di farsi domande, di essere curiose, di non essere assuefatte al pensiero dominante, di cercare una via d’uscita da questa dannata e storta società».

È forse in queste parole che si concentra il senso di Una sinfonia steineriana di Elenco IO: un invito a non rinunciare alla curiosità, a interrogarsi sul presente e a cercare nuovi strumenti per interpretare la realtà contemporanea. Sfuggendo alle definizioni più consuete, l’Autore presenta il proprio testo come un «romanzo di informazione», in cui la narrazione accompagna il lettore all’interno di una più ampia riflessione filosofica, spirituale e sociale. Lo chiarisce fin dalle prime pagine, quando precisa che il volume «non è un testo religioso, né tanto meno sociopolitico […], ma un testo di consapevolezza spirituale. Uno sguardo spirituale sulla deplorevole situazione materiale odierna».

Il volume si basa ampiamente sulla Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia, con cui si considera lo «studio scientifico del mondo spirituale». Attraverso questa prospettiva, l’Autore affronta questioni che riguardano il rapporto tra materia e spirito, il discernimento tra verità e menzogna. In questo percorso assume un ruolo centrale essaMat, figura attorno alla quale si sviluppa l’indagine proposta dal libro e che diventa il tramite attraverso cui il lettore viene introdotto ai principali temi affrontati, mantenendo intatto il carattere provocatorio della narrazione. Nel corso del volume, l’Autore cerca di mostrare l’attualità del pensiero di Steiner, proponendolo come chiave di lettura della società contemporanea. In particolare, le riflessioni sulla triarticolazione dell’organismo sociale, sviluppate a partire da I punti essenziali della questione sociale, diventano il fulcro di una critica rivolta alla politica e alle istituzioni religiose, considerate corresponsabili dello «smarrimento della società occidentale».

Tra i numerosi temi, uno dei più significativi è quello della paura, intesa come ostacolo alla crescita interiore dell’essere umano. In questo senso acquista particolare rilievo il richiamo alle parole di Rudolf Steiner: «Dobbiamo sradicare dall’anima la paura e il timore di ciò che il futuro può portare all’uomo». Un altro tema cardine è quello legato alla verità. Non a caso l’Autore instaura una sorta di patto con il lettore, a cui garantisce che «nessuno cercherà di nascondervi la verità» nel corso della lettura.

Uno degli aspetti più originali del libro è la stratificazione della voce narrante. Difatti, l’Autore non si rivolge direttamente al lettore ma è la voce narrante che ne fa le veci. In questo senso, si crea uno sdoppiamento evidente poiché la voce narrante introduce un punto di vista autonomo capace di commentare le scelte dell’Autore, il suo modo di procedere e persino le sue intenzioni. La voce narrante arriva così a riferirsi all’Autore come a una presenza distinta, creando un continuo gioco metanarrativo nel quale il confine tra chi scrive e chi racconta rimane volutamente sfumato.

Inoltre, l’ironia diventa uno degli strumenti principali attraverso cui la voce narrante costruisce il rapporto con il lettore. Il sarcasmo e le correzioni linguistiche, apparentemente casuali, sono in realtà parte integrante dello stile e del tono provocatorio del testo: attraverso finti lapsus, la narrazione introduce affermazioni volutamente controverse, con l’obiettivo di mettere in discussione le interpretazioni dominanti della realtà. Oltre alla loro funzione ironica, questi interventi contribuiscono a definire una voce narrante irriverente, che cerca il confronto verso chi legge.

Anche la scelta di rivolgersi direttamente ai lettori e alle lettrici, abbreviati in «li» e «lci», rafforza questa dimensione dialogica. L’Autore mette alla prova chi legge, lo provoca, immagina le sue obiezioni e costruisce una relazione quasi personale con il pubblico. In questo senso, il sottotitolo esprime l’intenzione di volersi appropriare di uno spazio – quello della pagina bianca – per poter dare voce alle proprie idee affinché qualcuno, leggendole, possa finalmente ascoltarle.

E pensando proprio al titolo, perché «sinfonia»? L’Autore sceglie di aprire ogni capitolo con un suggerimento musicale pensato per accompagnare la lettura: dalle composizioni di Mozart e Vivaldi alle canzoni di Francesco Guccini, dei The Clash e dei Sex Pistols, ma non solo. Una scelta che rispecchia la natura stessa del libro, una «sinfonia» composta da registri differenti, in cui la musica diventa parte integrante del percorso di lettura, contribuendo a definirne il ritmo e l’atmosfera.

Una sinfonia steineriana è dunque un libro che si muove fuori dagli schemi, affidandosi a una voce narrativa originale e a una scrittura che unisce riflessione, ironia e provocazione. Il volume trova proprio nella sua forma dialogica e imprevedibile il suo elemento distintivo, trasformando una riflessione sulla spiritualità e sulla società contemporanea in un’esperienza di lettura non convenzionale.

Giorgia Carta

L’Autore

L’Autore si nasconde davvero dietro lo pseudonimo di Elenco IO, dato il suo carattere schivo e riservato. Il libro vuole essere un saggio NON accademico che affronta le grandi problematiche odierne attraverso la filosofia di R. Steiner, offrendo la possibile soluzione e cercando di presentare in tono semplice ed ironicamente caustico argomenti che difficilmente attraggono i lettori oggi. La struttura del testo si svolge come una sinfonia in crescendo con una playlist musicale di accompagnamento.