“Una sera per caso… di un giorno qualunque” di Santina Pasqui

Una sera per caso... Di un giorno qualunque, Santina PasquiValeria, una giovane donna sposata, lotta contro una misteriosa malattia, una ipersensibilità a odori e sostanze volatili che provoca malessere, svenimenti e forti reazioni e la costringe a isolarsi dal mondo. I medici non riescono a diagnosticare il suo problema, attribuendolo genericamente ad un esaurimento nervoso.

Valeria è costretta ad abbandonare il lavoro, gli amici e la vita sociale a causa dei suoi sintomi, che si manifestano in presenza di profumi, prodotti chimici e altri elementi comuni. Frustrata dalla mancanza di comprensione da parte della famiglia del marito, più preoccupata del decoro che del suo benessere, ma determinata a non lasciarsi sopraffare da atteggiamenti vittimistici e di autocommiserazione, Valeria decide così di intraprendere un viaggio in treno, l’unico mezzo di trasporto che le consente di respirare aria pulita.

Durante il viaggio, Valeria sperimenta un senso di libertà e di rinascita, godendo del paesaggio e della tranquillità che non provava da anni. Arrivata a destinazione, cerca una sistemazione che si riveli compatibile con la sua ipersensibilità, ma senza successo. Costretta a tornare a casa, un incontro fortuito la conduce a Poggio Reale, un Bed and Breakfast ormai chiuso da anni.

Qui Valeria incontra Ludovico, il proprietario, che accetta di ospitarla per qualche giorno. In questo luogo isolato, Valeria inizia a stare meglio, scoprendo che l’aria pulita e l’ambiente privo di elementi nocivi alleviano i suoi sintomi. Decide quindi di prolungare la sua permanenza, instaurando un rapporto ambiguo con Ludovico, che si dimostra premuroso ma allo stesso tempo distante.

Un giorno, Valeria riceve una telefonata da Lucia, una ragazza che aveva conosciuto in casa della suocera. Lucia le rivela di aver assistito a un convegno in cui si parlava di una sindrome simile alla sua, la Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Valeria, finalmente consapevole della sua malattia, decide di approfondire l’argomento e inizia a sperare in una possibile soluzione ai suoi problemi.

Nel frattempo, il rapporto con Ludovico si evolve, tra momenti di complicità e silenzi imbarazzanti. Valeria propone a Ludovico di trasformare Poggio Reale in un centro di soggiorno per persone affette da MCS, ma lui è inizialmente scettico.

Dopo un’accesa discussione con il padre, che non approva la sua decisione di vendere la casa e investire in un progetto rischioso, Valeria decide di seguire il suo cuore e di andare avanti con il suo progetto.

Valeria torna a Poggio Reale con Marcella, la sua migliore amica, che è incredula di fronte alla sua decisione. Marcella, inizialmente scettica nei confronti di Ludovico, si ricrede dopo averlo conosciuto, comprendendo il legame profondo che unisce i due.

Non può mancare il lieto fine: Valeria, finalmente libera dal peso del passato, è pronta a iniziare una nuova vita a Poggio Reale, accanto a Ludovico.

A metà tra fantasia e realtà autobiografica, nel suo libro Una sera per caso… di un giorno qualunque, Santina Pasqui ci fa conoscere una malattia cronica invalidante di cui molti medici ignorano l’esistenza e che gli stessi familiari non credono esista, confondendola con fissazione o addirittura depressione. Una malattia rara, con predisposizione genetica, ma che ha un nome scientifico, M.C.S. una sensibilità a odori e sostanze volatili, presenti ovunque nella vita quotidiana che provoca malesseri, svenimenti e forti reazioni erroneamente scambiati per allergia, ma è una intossicazione dell’organismo che non riesce più a metabolizzare-eliminare sostanze xenobiotiche.

Nel libro si intrecciano numerose tematiche; innanzitutto il tema della malattia, protagonista invisibile dell’intero racconto. La MCS, sindrome poco conosciuta e spesso ignorata dalla medicina tradizionale e le difficoltà che i malati di MCS devono affrontare quotidianamente, inclusa la mancanza di comprensione da parte della società e la necessità di trovare soluzioni alternative per migliorare la propria qualità di vita.

Valeria, costretta dalla malattia a isolarsi dal mondo, intraprende un viaggio interiore alla scoperta di se stessa. A Poggio Reale, lontana dalle pressioni della famiglia e della società, ritrova la sua forza e la sua indipendenza, riappropriandosi della sua vita.

In tale contesto insolito sboccia la storia d’amore tra Valeria e Ludovico che rappresenta un’occasione di rinascita per entrambi. Valeria ritrova la gioia di vivere e la speranza in un futuro migliore, mentre Ludovico impara ad aprirsi ai sentimenti e a lasciarsi andare alle emozioni.

Solo lui accetta la sua terribile condizione: ha mille attenzioni, non si fa domande e non sta a guardare; predispone per lei un ambiente idoneo, dagli arredi alla pulizia, privo di sostanze chimiche. Gesti che rivelano un amore dal sapore invidiabile e dal potente messaggio: il vero amore non è solo prendersi cura dell’altro ma farlo senza mai doverne sentire il peso.

La vicenda suggella così la convinzione che un’altra vita è possibile, proprio quando sembra di non avere più scampo, quando non puoi vivere come gli altri, quando nessuno ti crede, quando il tuo matrimonio va in pezzi, quando rimane solo un’ultima chance.

Nel libro la bellezza e la forza rigeneratrice della natura di Poggio Reale, con la sua aria pulita e i suoi paesaggi incontaminati, diventano un luogo di cura e di rinascita per Valeria, un simbolo di speranza per un futuro più sano e in armonia con l’ambiente.

Non manca la celebrazione del valore della solidarietà e dell’amicizia: Valeria trova sostegno e comprensione in persone inaspettate: Lucia, la ragazza che le rivela l’esistenza della MCS, Marcella, l’amica che la accompagna a Poggio Reale, e Mimosa, la “mamma di latte” di Ludovico, che diventa una figura materna per Valeria.

Uno stile maturo, una prosa sicura caratterizzano il racconto che rapisce sin dalle prime battute in una serrata successione di eventi. Una storia che fa riflettere e sperare nelle infinite possibilità che la vita ci riserva, nella ferma convinzione che sia sempre possibile progettare nuovamente il proprio futuro. Perché, come afferma l’Autrice, «punta su tutto quello che puoi ancora fare e non solamente su quello che non è».

L’Autrice

Santina Pasqui è nata a Civitella in val di Chiana (AR) e risiede a Revere, nel comune di Borgo Mantovano (MN). Fin da giovane si manifesta in lei la voglia di raccontare. Ha svolto varie attività lavorative e per motivi di salute ha dovuto abbandonare il lavoro quand’era molto giovane. A seguito di varie circostanze è riemersa in lei la volontà di scrivere e questo romanzo, che prende spunto dalla sua vicenda personale ma con personaggi e luoghi di fantasia, può stimolare la riflessione. Il libro è stato presentato alle fiere librarie di Livorno, Certaldo, Lucca, Genova e Francoforte, mentre prossimamente lo sarà al Salone del Libro di Torino, sempre a cura della casa editrice CTL di Livorno.