Terra insecta. Il mondo immenso raccontato dalle creature più piccole, Anne Sverdrup-ThygesonÈ un viaggio affascinante quello che Anne Sverdrup-Thygeson, docente di entomologia alla NMBU, l’Università norvegese di scienze della vita, ci propone nel suo libro Terra insecta. Il mondo immenso raccontato dalle creature più piccole edito nella collana BUR Rizzoli con la traduzione di Francesco Pieri, un viaggio alla scoperta della classe animale degli insetti.

«Senza gli insetti non potremmo vivere»: è l’affermazione che apre il libro dell’entomologa norvegese e che la lettura non fa che confermare, nonostante risultino ai più fastidiosi o ripugnanti.

Tanto per comprenderne la diffusione, vale la pena soffermarsi su un dato: «per ciascuno degli esseri umani che oggi popolano il globo esistono oltre duecento milioni di insetti.» Insomma, possiamo affermare con sicurezza di vivere sul «pianeta degli insetti»!

Gli insetti costituiscono da soli la metà di tutte le specie pluricellulari note. «Nessun altro gruppo di esseri viventi presenta dimensioni così varie. Gli insetti più piccoli del mondo sono certe minuscole vespe della famiglia dei mimaridi […] La più microscopica di tutte è la Kikiki huna, che misura 0,16 millimetri: praticamente invisibile a occhio nudo.» All’altro estremo della scala troviamo il Phryganistria chinensis zhao, un insetto stecco che vive in Cina. «Con i suoi 62,4 centimetri è più lungo del vostro avambraccio» Se invece parliamo dell’insetto più pesante, «gli scarabei Golia hanno forti chance di vincere.» Le loro larve possono arrivare a pesare anche un etto!

Il loro nome deriva dal verbo latino insecare, che significa “incidere”, “praticare un taglio”: gli insetti si caratterizzano infatti per il corpo suddiviso in più segmenti, detti metameri.

«Esistono circa trenta diversi ordini di insetti. I cinque principali sono i coleotteri, gli imenotteri, i lepidotteri (o farfalle), i ditteri e i rincoti. Tra gli altri si possono citare gli odonati (o libellule), i blattoidei, gli isotteri (o termiti), gli ortotteri (come cavallette e grilli), i tricotteri, i plecotteri, gli efemerotteri, i tisanotteri, gli anopluri (come il pidocchio) e i sifonatteri (come la pulce). […] L’ordine più numeroso è quello dei coleotteri, tallonato dagli imenotteri, dei quali si scoprono sempre nuove specie».

Gli insetti sono privi di polmoni, respirano per mezzo di forellini posti sui loro fianchi chiamati stigmi o spiracoli attraverso i quali l’ossigeno giunge alle cellule; ragione per la quale non hanno bisogno del sangue. Possiedono tuttavia l’emolinfa, che serve a trasportare fino alle cellule le sostanze nutritive, di colore biancastro, giallastro o verde. «È anche per questo che quando rincasate in un tranquillo pomeriggio d’estate il parabrezza della vostra auto non assomiglierà al set di un film splatter. Tutt’al più ci troverete delle chiazze di varie sfumature giallo-verdognole.»

L’ampiezza del numero delle specie si presta quindi ad un’infinità di stranezze e curiosità, che la Sverdrup-Thygeson racconta con sagacia rendendo la lettura piacevole e mai noiosa. La maggior parte di noi ignora ad esempio che la comune mosca domestica sente i sapori con i piedi «E li sente particolarmente bene. Le sue zampe sono fino a cento volte più sensibili allo zucchero della nostra lingua umana.» O che le api sono in grado di distinguere i volti umani. «Anzi, quando memorizzano dei connotati riescono a riconoscerli per almeno due giorni.»

Eppure anche gli insetti, al pari di molte altre specie animali, sono a rischio. «Si stima che un quarto di tutti gli insetti del pianeta corra oggi il rischio di estinguersi.» Le cause sono molteplici: «un’agricoltura e una silvicoltura sempre più intensive, l’uso di pesticidi, il disboscamento del pianeta e la riduzione delle aree naturali superstiti, senza contare il cambiamento climatico.»

La sopravvivenza degli insetti non è da ritenersi scontata e le conseguenze della loro estinzione potrebbero essere disastrose per tutti noi. «Quando le società degli insetti cambiano in modo drastico rischiano di innescarsi reazioni a catena le cui conseguenze sistemiche sono impossibili da prevedere. Non sappiamo ancora quali saranno concretamente le ricadute nel nostro caso: sappiamo soltanto che il mondo sarebbe diverso da come lo abbiamo conosciuto.» Un monito da non lasciare inascoltato.