“Tasmania” di Paolo Giordano

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di Paolo Giordano
Einaudi

Paolo Giordano nel 2022 torna in libreria con Tasmania, pubblicato da Einaudi. È la prima volta dopo Divorare il cielo (Einaudi 2018). È stato premiato «Romanzo dell’anno» 2022 da «La Lettura»: un dato interessante, che indica come con Tasmania Giordano sia riuscito a trovare il compromesso tra narrativa e racconto del presente. Le tragedie e le contraddizioni degli anni dal 2015 al 2020 sono raccontate in prima persona dal punto di vista dell’autore, in un misto di fiction e autofiction che pone al centro l’osmosi tra dimensione privata e dimensione sociale.

«Nel novembre del 2015 mi sono ritrovato a Parigi per assistere alla conferenza delle Nazioni Unite sull’emergenza climatica. […] Ma se non ci fosse stata in previsione una conferenza sul clima è probabile che avrei inventato un’altra scusa per partire, un conflitto armato, una crisi umanitaria, una preoccupazione diversa e più grande delle mie da cui farmi assorbire.»

Il protagonista, P.G., è uno scrittore e giornalista. Da poco sua moglie Lorenza ha preso la decisione di non volersi sottoporre più ai trattamenti per la fertilità rinunciando al desiderio di entrambi di avere un figlio. Nel tentativo di fuggire da questo dolore si reca alla conferenza sul clima di Parigi e lì si rende conto dell’elemento che da sempre ostacola una seria presa di consapevolezza dell’emergenza climatica: la noia. Per questa ragione il suo amico Giulio gli suggerisce di incontrare Novelli, fisico che si occupa di modelli climatici e studioso di nuvole. È un fatto interessante dal punto di vista simbolico: alle nuvole è da sempre associato un significato poetico che stimola l’immaginazione di bambini e adulti, ma sono anche un elemento complicato da studiare, anche per il ruolo che assumono in relazione al riscaldamento climatico; inoltre la loro natura inafferrabile e mutevole sembra riflettere la grande velocità con cui cambiano i tempi intorno a noi.

Secondo Novelli, la Tasmania sarebbe il posto giusto in cui trovarsi quando l’emergenza climatica già in atto diventerà insostenibile. «Ha buone riserve di acqua dolce, si trova in uno stato democratico e non ospita predatori per l’uomo. Non è troppo piccola ma è comunque un’isola, quindi facile da difendere. Perché ci sarà da difendersi, mi creda».

Dolore personale e angoscia climatica si stringono la mano per tutto il romanzo, anche quando per arginare il rischio della fine del loro matrimonio i protagonisti vanno vacanza a Guadalupa per una settimana «come una forma molto contemporanea di terapia di coppia. Non c’era dolore, secondo la saggezza occidentale, che una settimana di tropici non fosse in grado di risolvere». P.G. si trova a riflettere sulla quantità di CO2 prodotta dal loro aereo, sulle bottiglie San Pellegrino in plastica presenti nel loro albergo, sulle fragole fresche ai tropici.

Una delle scelte più coraggiose dell’autore è stata quella di creare un protagonista a tratti insicuro delle sue opinioni, anche su questioni importanti come il femminismo, ma pronto a mettersi in discussione: quando una studentessa del corso di giornalismo scientifico che egli tiene a Trieste gli fa notare di non aver inserito nel programma di studi del corso nomi di scienziate donne, è pronto a prendere consapevolezza delle sue lacune, senza pretendere di colmarle del tutto da un giorno all’altro. «Ho aggiunto un racconto di Alice Munro sulla matematica russa Sof’ja Kovalevskaja, sebbene lo trovassi noioso, poi ho letto da cima a fondo l’autobiografia di Marie Curie. […] La mattina dopo ne ho parlato in classe, come se conoscessi il libro da sempre, ma ho evitato attentamente di condividere quel passaggio».

Nel mezzo della sua crisi a due dimensioni il protagonista concepisce l’idea di un libro sulla bomba atomica e inizia le sue ricerche sulle bombe sganciate alla fine della seconda guerra mondiale su Hiroshima e Nagasaki. Per questo Tasmania è anche una metanarrazione sulla bomba atomica, con il racconto delle testimonianze dei sopravvissuti e delle cerimonie memoriali a cui il protagonista partecipa nell’estate del 2020. Tramite il racconto del passato l’autore parla anche del sentimento di assuefazione nei confronti delle tragedie contemporanee che tutti noi abbiamo sperimentato senza accorgercene negli ultimi anni, mettendo in evidenza come la frequenza con cui si è manifestato il terrore abbia causato allo stesso tempo un senso di estraneità dal mondo. «Credevamo entrambi, a quel punto, di essere anestetizzati al terrore, e non eravamo gli unici. L’hashtag #PrayFor perdeva sempre più forza. Gli ultimi due anni erano stati un continuo #PrayForQualcosa, ormai quello era il mondo in cui vivevamo, c’era poco da pregare, bisognava solo accettarlo».

I personaggi di Tasmania sono costretti a specchiarsi nello spirito del tempo in ogni situazione e ciò permette al lettore di poter condividere con loro l’impatto emotivo degli eventi raccontati e di rivedersi nelle parabole dei rapporti umani del romanzo. La devozione agli amici è senz’altro uno dei temi portanti, centrale nel racconto degli episodi che, uno dopo l’altro, costruiscono la trama del romanzo. Ciascuno di loro sembra mettere in luce uno degli elementi della crisi che sta vivendo il protagonista. Novelli, con i suoi studi e la sua rubrica «L’uomo delle nuvole» è specchio dell’angoscia climatica del protagonista. L’amico Giulio che chiede a P.G. di fare da testimone del rapporto tra lui e suo figlio, lo costringe ad osservare la paternità altrui proprio nel momento in cui a lui viene negata. Karol, il prete che ha preparato lui e Lorenza al matrimonio, gli affida la sua confessione di essersi innamorato di una ragazza più giovane e si comporta come un adolescente, con un entusiasmo che sulla soglia dei quaranta anni il protagonista sente di non avere più il diritto di provare. C’è poi Curzia, reporter che P.G. conosce ad una festa: a questo personaggio l’autore ha attribuito un momento di crisi che egli stesso ha vissuto, legato alla difficoltà di scrivere un articolo dopo un attacco terroristico. Con lei il protagonista costruisce un’intimità basata su sentimenti comuni nei confronti degli avvenimenti del mondo esterno. Infine, grazie ad Eugenio, il figlio di sua moglie, P.G. riesce ad accettare il proprio non essere padre, ma solo un «allogenitore». «In biologia, la pratica di accudimento della prole altrui è nota come “allogenitorialità”»: il fatto che esista anche in natura aiuta il protagonista in questo processo di accettazione, ma lo porta a capire anche che non è necessario cercare nel mondo animale una giustificazione ai sentimenti.

A saper leggere tra le righe, il romanzo contiene una mappa con le indicazioni per raggiungere la propria Tasmania personale. La lingua essenziale e la narrazione portata avanti per immagini lo rendono facile da assimilare e perfettamente calato nel presente. Se la Tasmania intesa come luogo geografico potrebbe rappresentare una via di fuga solo per pochi uomini economicamente privilegiati, la via di salvezza dell’uomo comune sta invece nell’impegno del singolo per arginare i cambiamenti climatici, per portare avanti la memoria degli eventi storici che hanno segnato le generazioni prima di noi e, infine, nel costruirsi il proprio porto sicuro grazie all’affetto di amici e familiari.

Trama

P. G., scrittore e giornalista che lavora per il Corriere della Sera, si reca alla conferenza sul clima di Parigi del 2015 per due ragioni: per l’interesse che egli ha nei confronti della questione ambientale, ma anche per sfuggire a una personale sofferenza, quella di non poter essere padre. Inizia così il racconto degli anni dal 2015 al 2020, di crisi sia per il mondo, sconvolto da attacchi terroristici e cambiamenti climatici, che per il protagonista, impegnato nel tentativo di scrivere un libro sulla bomba atomica e di salvare il suo matrimonio con Lorenza. Le persone che lo circondano sembrano riflettere i vari aspetti della sua duplice crisi e sono protagoniste dei diversi episodi di cui si compone il romanzo: Novelli con gli studi sulle nuvole, Giulio con il suo divorzio imminente, Karol col suo innamoramento adolescenziale, Curzia con i suoi continui spostamenti e infine Eugenio, che aiuta P.G. ad accettare la sua condizione di «allogenitore».

Tasmania è la storia della crisi di un uomo e della sua generazione, che cerca di tracciare una via di salvezza sulla mappa del nostro futuro.

Erica Cassano

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