“Staging e scena del crimine. Manuale di analisi comportamentale” di Vincenzo Maria Mastronardi, Monica Calderaro e Silvia Leo

Prof. Vincenzo Maria Mastronardi, Lei è autore con Monica Calderaro e Silvia Leo del libro Staging e scena del crimine. Manuale di analisi comportamentale pubblicato da Carocci: cosa si intende innanzitutto con il termine staging?
Staging e scena del crimine. Manuale di analisi comportamentale, Vincenzo Maria Mastronardi, Monica Calderaro, Silvia LeoIl libro, con prefazione di Vittorio Rizzi, vicecapo della Polizia di Stato e direttore centrale della Polizia criminale e presentato da Michael Napier, profiler, già agente speciale e docente dell’FBI, definisce lo staging come un atto precauzionale volto a depistare i sospetti dal responsabile di un delitto. Trattasi di volontaria alterazione della scena del crimine mediante la ‘rimozione’ o ‘manipolazione’ di elementi presenti sul luogo del reato, oppure mediante ‘l’introduzione di elementi estranei’ alla scena in modo tale da modificare il presumibile movente.

Lo staging è, dunque, la deliberata alterazione della scena del crimine prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, per:
– depistare le indagini e allontanare gli investigatori dal maggiore sospettato;
– proteggere la vittima, o la famiglia della vittima.

La ricostruzione dovrà quindi tener conto del fatto che ciascun elemento rinvenuto sulla scena potrebbe aver subìto o potrà subire una delle seguenti modificazioni, prima che venga effettivamente riconosciuta la sua natura probatoria: dal trasferimento di qualcosa dalla scena o creazione di qualche elemento nella scena, all’alterazione, distruzione, creazione causati dall’intervento delle forze di polizia, dei paramedici e via via inserendo tutta una serie di varianti ormai ben codificate nella ricerca criminologico e criminalistica per la prima volta sistematizzata in Italia e nella letteratura internazionale.

Resterà indispensabile, comunque, tentare di tracciare un profilo psicologico dell’ipotetico reo, ventilando le più verosimili ipotesi alternative mediante l’attento studio della criminalistica mirata quindi allo stesso singolo reato, nonché tentando l’analisi comportamentale, solitamente al fine di restringere il ventaglio della tipologia delinquenziale del soggetto ignoto.

Attraverso il modo di agire e reagire di un soggetto – spesso in seguito a un evento scatenante un “agito”, che può essere sia di natura conscia che inconscia – un profiler, sia pure non per tutti i reati, è in grado di orientarsi in merito alla struttura di personalità di un soggetto e, pertanto, di comprenderne le varie dinamiche psico-socio-criminologiche a monte, in seguito a uno specifico comportamento adatto alla probabile individuazione del reo, grazie proprio alla tecnica di profiling, e in grado di scartare alcune ipotesi investigative a vantaggio di altre.

Quali sono tipologie e motivazioni dello staging?
Tra gli argomenti esaminati alla luce di tutta la letteratura mondiale troviamo:

– Lo staging primario è definito come una «intenzionale e mirata alterazione o cambiamento di una prova fisica o altri elementi della scena del crimine, e/o una falsa informazione alla polizia relativa all’accaduto, con lo specifico intento criminale di fornire informazioni sbagliate o distogliere le indagini dai fatti reali e dalle circostanze del crimine»

A seconda delle circostanze specifiche di ciascuna scena del crimine, lo staging primario può essere ad hoc o premeditato così come ben articolato nel libro costruendo una griglia onnicomprensiva a conforto della attività investigativa, in molti delitti conclusi con un nulla di fatto.

– Nello staging secondario, invece, rientrano quei comportamenti volti ad alterare la scena, ma non a fuorviare un’indagine o a distogliere l’attenzione dall’offender. In questa seconda modalità troviamo il body posing e molte altre ancora.

Interessanti anche gli indicatori di staging quali, ad esempio, i red flag che rappresentano una tematica che non potevamo trascurare.

Nelle motivazioni dello staging troviamo per esempio:

  1. l’autoconservazione, in ragione della quale lo stager adotta una serie di atti per proteggere la propria identità e indirizzare le indagini lontano da sé, alterando la scena, i vestiti o il corpo della vittima;
  2. l’imbarazzo o vergogna che spinge lo stager a preservare la dignità della vittima rivestendone il corpo, oppure a riordinare la scena del crimine per rispondere a un proprio senso di imbarazzo;
  3. l’avidità, definita come un intenso desiderio di denaro o di averi, che può essere alla base di un simulato omicidio per rapina;

ed altre 24 motivazioni specifiche che possono indurre allo staging, così come ampliate da Mastronardi.

Cos’è l’effetto imitativo CSI?
L’effetto CSI è relativo all’influenza delle serie televisive poliziesche sulla cultura popolare: un fenomeno che ha conosciuto ampia espansione grazie al successo di serie TV quali C.S.I.: Crime Scene Investigation, Law & Order, Cold Case, Criminal Mind, Bones, solo per citare alcune tra le più note. La dovizia di particolari con la quale vengono rappresentate le indagini scientifiche, l’individuazione e la raccolta delle prove, l’interazione tra polizia e sospettati, gli alibi e l’escussione dei casi in aula conferiscono credibilità alla finzione scenica, instillando nello spettatore la sensazione che ciò che viene rappresentato sia ciò che effettivamente accade.

Come si sviluppa l’analisi comportamentale del crime scene stager?
Le 6 tipologie di analisi comportamentale del crime scene stager sono estremamente indicative dell’evoluzione dell’analisi comportamentale dello stager. Vi troviamo: il pulitore, il camuffatore, il creatore, il fabbricatore, il flagellatore, il pianificatore. Per brevità accenniamo solo alle prime 2:

  1. Il pulitore (the cleaner), cioè lo stager che cerca di rimuovere le prove dalla scena, ad esempio le tracce di sangue o altre prove biologiche, con sostanze chimiche di uso domestico immediatamente disponibili o con solventi acquistati prima o dopo il crimine.
  2. il camuffatore (the concealer), ovvero lo stager che colloca di nascosto oggetti collegati alla scena del crimine in luoghi noti solo a lui. Il camuffatore può nascondere armi, il corpo della vittima e qualunque altro elemento proveniente dalla scena del crimine nel tentativo di impedire che le indagini rivelino quanto è accaduto; può inoltre ricorrere al fuoco o all’acqua per distruggere le prove.

Come avviene la ricostruzione scientifica della scena del crimine?
La scena del crimine, infatti, contiene in sé una serie ampia di informazioni, correlate a:

  • luogo (caratteristiche fisiche, geografiche dell’epicentro e delle scene attorno all’area principale; scena mobile, fissa o mista);
  • modalità con cui l’evento criminoso si è consumato (in modo organizzato o disorganizzato, con distruzione o alterazione della scena);

e molte altre coordinate elencate nel libro che esaminano attentamente il binomio vittima e carnefice. In questo volume, tutte le caratteristiche del crimine e la sistematizzazione delle strategie operative, vengono finalmente esaminate in una griglia interpretativa quanto mai preziosa per l’investigatore e il criminologo.

Quale importanza riveste l’analisi comportamentale dalla grafia?
Grazie alla grafologia e alla possibilità di riuscire a interpretare determinate caratteristiche e segni sia a livello quantitativo che qualitativo in relazione tra loro, riusciamo ormai a sviluppare un soddisfacente profilo comportamentale, meglio ancora se vi sono più prodotti grafici, partendo da quelli più datati fino a quelli coevi rispetto al reato sia per finalità preventive e sia in caso di tentativo di staging, li dove è proprio la grafia a rivelare il carattere del vero responsabile, particolarmente aggressivo e in caso di violenza di genere nonché nei reati intrafamiliari: basti pensare ad alcuni dei casi oggetto del volume.

Che descrizione offre dello staging la rappresentazione filmica e seriale?
Nella filmografia specie quella seriale da Colombo, alla Signora in Giallo, a Poirot, a Perry Mason ed altri ancora, è onnipresente lo staging.

Tra le molte pellicole oggetto di attenta ricerca filmografica repertata nel volume, a titolo esemplificativo troviamo:

Analisi finale (Final Analysis) (Stati Uniti, 1992), thriller/drammatico, diretto da Phil Joanou, con Richard Gere, Kim Basinger, Uma Thurman: un famoso psicanalista diventa vittima di un complotto progettato da due sorelle, mosse da una grossa eredità;

ed altre ancora.

Tra le serie, sempre a titolo esemplificativo rimandando all’ampia filmografia del testo, troviamo :

Colombo (Columbo) (Stati Uniti, 1968-2003, 11 stagioni), poliziesco, diretto da vari registi e ideato da Richard Levinson e William Link, con Peter Falk nel ruolo del tenente Colombo.

Tra i vari episodi in cui vi è attività di staging:

  • Un giallo da manuale (Murder by the Book, in onda nel 1971 negli Stati Uniti e nel 1978 in Italia, stagione 1), diretto da Steven Spielberg, con Peter Falk, Jack Cassidy, Martin Milner: uno scrittore uccide il proprio socio simulando un rapimento eseguito a opera della mafia locale.

Tra gli ultimissimi serial troviamo:

Petra (Italia, 2020, 1 stagione), poliziesco, diretta da Maria Sole Tognazzi e ideata da Alicia Giménez-Bartlett, con Paola Cortellesi nel ruolo dell’ispettrice di polizia Petra Delicato: Petra è in origine avvocato, quindi entra in polizia con l’incarico di archivista all’interno del dipartimento di polizia di Genova e, successivamente, riceve la promozione nella squadra omicidi.

La ricerca condotta nel libro si presenta oltremodo articolata.

Vincenzo Maria Mastronardi, psichiatra, criminologo clinico, e psicopatologo forense, docente di Teoria della devianza e criminogenesi presso l’Università UNINT di Roma. Autore di 267 lavori e 31 libri in tema di criminologia, psicopatologia forense con varie case editrici. Ha fondato 4 master di Criminologia in Italia (Sapienza, Unitelma Sapienza, UNINT) e 2 Master di Criminologia in Sud America (a Buenos Aires con l’Istituto Universitario de la Policia Federal Argentina e l’altro con la Polizia di Montevideo), Ha pubblicato e organizzato congressi con la collaborazione di noti autori e docenti dell’FBI.

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