“Sovrumano. Oltre i limiti della nostra intelligenza” di Nello Cristianini

Sovrumano. Oltre i limiti della nostra intelligenza, Nello CristianiniSovrumano. Oltre i limiti della nostra intelligenza
di Nello Cristianini
il Mulino

«È possibile che una macchina sia più intelligente di un essere umano?

È una vita che ci penso, ma da qualche anno questa è diventata una possibilità concreta. Oggi molti scienziati pensano che quel momento sia perfino all’orizzonte, e tra questi c’è il premio Nobel Geoff Hinton: potremmo essere l’ultima generazione a lottare con questa domanda scomoda.

Per essere convincente, la risposta dovrà venire nella forma di un esempio reale e lampante. Tra i molti passi che ancora dobbiamo compiere, se vogliamo raggiungere quell’ipotetico momento, solo alcuni sono tecnici, e non sono quelli i più difficili. Dovremo anche affrontare la nostra ostinata riluttanza a riconoscere quello status a una macchina: perché ci riesce così difficile considerare questa idea? Crediamo davvero di essere insuperabili?

Me lo chiedo da anni, dai giorni in cui io stesso mi sentivo insuperabile, penso sia ai passi necessari a completare questo viaggio, sia alle sue conseguenze. Ogni viaggio ci trasforma, e la persona che arriva non è la stessa che è partita. Vale per i ricercatori, vale per l’umanità, e naturalmente vale anche per me.

Trent’anni fa partecipavo alla mia prima conferenza internazionale sul machine learning, a Catania, e quel mondo è già scomparso. Ci arrivai in treno da Trieste, con i soldi nascosti in varie tasche, una rubrica telefonica, una mappa della città. Anche quell’ambiente scientifico è scomparso: poche centinaia di ricercatori che discutevano di algoritmi semplici, addestrati su poche centinaia di esempi. Avevo stabilito che il problema più strategico era quello dell’apprendimento, risolto il quale tutto il resto sarebbe venuto di conseguenza, e il relatore della tesi di laurea mi aveva incoraggiato ad accettare la sfida. […]

Da allora non ho smesso di viaggiare, ho partecipato a dozzine di conferenze simili, alcune le ho organizzate io stesso. Anno dopo anno, città dopo città, ho visto cambiare la mia vita, il mondo e le ambizioni della mia comunità scientifica. Ho smesso da tempo di sentirmi insuperabile.

Ora scrivo queste righe a Vienna, alla conferenza internazionale di machine learning, e ci sono 9.500 partecipanti. Gli algoritmi sono enormi, controllati da miliardi di parametri e addestrati su miliardi di esempi. Ogni singola seduta di addestramento può durare settimane e costare milioni in energia elettrica. […]

La domanda oggi non è più se le macchine possono essere intelligenti, ma se possono esserlo come e più di noi. Non vedo alcuna ragione matematica né fisica per cui questo debba essere impossibile, ma rispondere esibendo un esempio conclusivo è un altro discorso. Per farlo ci servirebbe una definizione precisa di quello che cerchiamo, e un modo di misurarlo. Anche questo fa parte del viaggio.

E se dovessimo riuscirci, che dire dei territori intellettuali accessibili alle nostre macchine, in continua espansione e sempre più impervi per noi, fino forse a diventare inaccessibili? Che cosa giace oltre i limiti della nostra intelligenza? Sono questi territori di confine, le terre di nessuno, quelle precluse alle macchine, e quelle precluse a noi, che mi attirano da sempre. È lì che potremmo trovare risposta a domande antichissime, e il senso del nostro viaggio.»