“Sintassi dell’italiano antico. La prosa del Duecento e del Trecento” a cura di Maurizio Dardano

Sintassi dell’italiano antico. La prosa del Duecento e del Trecento, Maurizio DardanoSintassi dell’italiano antico. La prosa del Duecento e del Trecento
a cura di Maurizio Dardano
Carocci

«Questo libro nasce da un progetto avviato nel 2001, anno in cui, presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università Roma Tre, si è costituito, per mia iniziativa, l’Archivio della sintassi dell’italiano letterario (ARSIL). Centro di aggregazione e di sviluppo di ricerche riguardanti principalmente i testi italiani in prosa dei secoli XIII e XIV, l’ARSIL ha favorito lo svolgimento di seminari, l’assegnazione di tesi di laurea e di dottorato, la pubblicazione di articoli e monografie. […]

Dopo alcuni studi preparatori appare ora questa Sintassi, che si propone d’illustrare i vari tipi e aspetti della frase complessa della prosa toscana antica: dalle origini fino alla fine del secolo XIV. I testi qui esaminati appartengono a diversi livelli formali: dalla prosa d’arte di Dante e Boccaccio alla “prosa media” (novelle, cronache, scritture di memoria e agiografiche) fino a testi di carattere pratico e documentario (statuti, lettere commerciali, libri di conti). Non sono stati esclusi dall’analisi i volgarizzamenti dal latino e dal francese: i primi rappresentano una fase di rilatinizzazione attiva in particolare nella sintassi del periodo; i secondi sono stati tra l’altro il veicolo di apporti di microsintassi e di espressioni formulari.

Ma la prosa non è l’unica protagonista di queste pagine: infatti, dove era richiesto dalla tipologia dei fenomeni studiati, sono stati analizzati anche campioni di versi toscani (e, in misura ridotta, di versi provenienti da altre regioni italiane). Inoltre, per un fine comparativo, si sono ripresi esempi da testi in prosa italoromanzi e di francese antico. Questo ampliamento della documentazione nasce dall’esigenza di disegnare più compiutamente lo sfondo romanzo in cui si pone la nostra sintassi antica.

Ecco la struttura del libro. Nei primi quattro capitoli la frase complessa è analizzata secondo parametri generali: caratteri testuali e pragmatici, rapporti tra sintassi e semantica, rapporti tra subordinazione e coordinazione, ordine marcato dei componenti, struttura argomentale dei verbi, analisi della modalità (nelle sue varie realizzazioni). Segue un insieme di dodici capitoli in cui si analizzano nell’ordine: la subordinazione completiva, le proposizioni relative, otto tipi di proposizioni avverbiali (temporali, causali, consecutive, finali, condizionali, concessive, comparative, modali), le costruzioni assolute e il discorso riportato.

In ogni parte del volume sono evidenziati i rapporti esistenti tra i vari costrutti e tra i vari fenomeni studiati; in questo modo gli uni e gli altri ottengono una più precisa collocazione e possono essere più adeguatamente interpretati. Ogni capitolo comprende un buon numero di esempi tratti dalla lettura diretta dei testi e/o dagli archivi elettronici attualmente disponibili (in primo luogo, TLIO e LIZ 4.0); nell’insieme si tratta di circa 2.700 esempi commentati e numerati.

I capitoli che compongono questa Sintassi, pur presentando alcune differenze nei criteri espositivi, si fondano tutti sui principi del funzionalismo, integrati con gli insegnamenti della linguistica pragmatica e della linguistica testuale. Costrutti e strategie sintattiche sono riportati ai significati che veicolano e ai fini comunicativi che, insieme ad altri fattori, concorrono a realizzare. Si analizzano le strutture delle frasi, riferite alle loro configurazioni semantiche, e i legami tra le frasi, descritte in rapporto al testo e in presenza delle istanze enunciative che nel testo si manifestano.

Fin dalla prima fase della ricerca l’ARSIL ha raccolto un inventario di costrutti (micro e macrosintattici) e di sequenze testuali (strutture già “confezionate”, risultanti da spogli) da utilizzare in analisi diacroniche. È questa una base necessaria per attuare una descrizione-interpretazione: a) delle strutture sintattiche della frase complessa (subordinate completive, relative e avverbiali); b) delle configurazioni gerarchico-informative dei passi presi in esame; c) delle pratiche discorsive che operano nel periodo storico e negli ambiti culturali che sono oggetto della ricerca. I singoli componenti del periodo sono presi in considerazione soltanto nella misura in cui contribuiscono alla costruzione e all’articolazione di unità sintattiche maggiori.

Gli esempi antichi riportati in questa Sintassi rientrano in un arco temporale di oltre centocinquant’anni e permettono di proporre un confronto tra due fasi della nostra prosa di alto livello: la prima è caratterizzata da un debole latineggiamento, che si fa intenso nella seconda. Lo spartiacque tra le due fasi è rappresentato dal Convivio, per la trattatistica, e dal Filocolo, per la narrativa.

Dal lavoro finora svolto risultano alcune indicazioni sulle tendenze evolutive manifestate nei secoli dalla sintassi della lingua scritta. Mi riferisco in particolare ai mutamenti avvenuti nel campo della subordinazione completiva, dove si avverte una lenta deriva che ha interessato questo punto centrale dell’intero sistema. Per comprendere appieno l’importanza del fenomeno si dovrebbe estendere un’analisi minuta (linguistica, non soltanto stilistica) ai testi in prosa composti tra la fine del Trecento e la nostra epoca.

In ogni esplorazione futura di sintassi diacronica importerà seguire principi che permettano una spiegazione più unificata dei fenomeni e riflettere su aspetti che finora non hanno sempre goduto di una sufficiente attenzione da parte degli specialisti: si pensi, ad esempio, alla grammaticalizzazione di componenti frasali (fenomeno dal quale dipende la creazione non soltanto di nuove forme ma anche di nuovi paradigmi), ai rapporti di correlazione e agli sviluppi dell’iconicità come fattori di strutturazioni sintattiche.

Mi sia lecito esprimere un augurio. Che questo libro aiuti a leggere con una maggiore consapevolezza linguistica i nostri antichi autori: aiuti cioè a comprendere una testualità in parte diversa da quella moderna, a chiarire il valore di strutture meno “regolari” rispetto a quelle della prosa di oggi e solo apparentemente incoerenti, aiuti a dipanare la matassa di periodi laboriosamente intrecciati.»

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Non perderti le novità!
Mi iscrivo
Niente spam, promesso! Potrai comunque cancellarti in qualsiasi momento.
close-link