“SEO for AI” di Ivano di Biasi

SEO for AI, Ivano di BiasiSEO for AI. Inventiamo la SEO del futuro
di Ivano di Biasi
Palladino Editore

Ivano di Biasi è tra i più noti esperti di SEO nel nostro Paese: fondatore di SEOZoom, tool di analisi e intelligence per il search marketing, leader di mercato. Nel suo libro, recentemente pubblicato per i tipi di Palladino Editore, si interroga sul futuro della ricerca online e della SEO in seguito all’avvento dell’intelligenza artificiale generativa. In particolare, si domanda: «Ci sarà ancora bisogno dei motori di ricerca tradizionali? Come cambierà il nostro modo di cercare informazioni? La fase di ricerca verrà completamente mediata da un assistente perfettamente a conoscenza delle nostre preferenze? I siti web diventeranno sempre più delle API a disposizione di agenti basati sull’AI?»

Al riguardo, di Biasi mostra di avere pochi dubbi: «i motori di ricerca come Google o Bing sono già morti e vengono ancora utilizzati solo perché non esiste ancora un’alternativa consumer di grande impatto, che permetta a chiunque di avere accesso alle funzionalità delle AI.» Perché, ricordiamocelo, nonostante il clamore mediatico e la curiosità che suscitano tali innovazioni, esse non sono ancora patrimonio comune: «la maggior parte delle persone non ha idea di cosa stia realmente accadendo in questo settore.»

Quando si parla di motori di ricerca, il principale player è Google; nello scenario attuale, però, l’azienda di Mountain View «ha le mani letteralmente legate: la sua principale fonte di guadagno sono le pubblicità nei risultati di ricerca e all’interno dei siti web, a cui non può assolutamente rinunciare. Come potrebbe permettersi di stravolgere il suo modello di business facendo sempre rispondere un’AI alle domande degli utenti? Dove finiranno tutte le ADS che portano fatturato all’azienda?»

La strada rimane però segnata: i motori di ricerca, per come li conosciamo oggi, non esisteranno più: «sarà assolutamente necessario fare una SEO differente, orientata a far piacere i nostri siti web e i nostri contenuti a un’intelligenza artificiale e non più agli algoritmi di un motore di ricerca tradizionale, oltre che agli utenti.»

«Per capire l’impatto che questo sta già portando allo share dei motori di ricerca basta osservare il calo di ricerche su Google e la crescita di Bing, utilizzato da ChatGPT per trovare informazioni in tempo reale. […] Ora, con i nuovi modelli come GPT-4o, le AI navigano il web in cerca di documenti da analizzare in tempo reale per fornire le risposte che non conoscevano.»

Sull’evoluzione di tale processo, ancora una volta Di Biasi non ha dubbi: «a breve le AI disporranno di propri spider e di una propria infrastruttura per tenersi aggiornate su qualsiasi cosa venga pubblicata senza dover passare per i motori di ricerca. […] I vari chatbot AI stanno ora iniziando a citare le fonti che hanno utilizzato per darci la risposta, fornendo un link verso l’articolo originale. Questo è a tutti gli effetti un comportamento da motore di ricerca, ma più moderno di Google.»

Il futuro della SEO è dunque tracciato: «È proprio in questo contesto che credo si sposterà la disciplina della SEO […]. Il senso quindi non sarà più ottimizzare pagine web per uscire più in alto su Google, ma ottimizzare le pagine per fare in modo che un modello AI possa scegliere il nostro testo e linkare il nostro sito web e portarci traffico.» Insomma, «si farà solo SEO per posizionarsi nelle risposte dell’intelligenza artificiale.»

La qualità dei contenuti – che in questo scenario rappresentano la “benzina” per i modelli di intelligenza artificiale generativa – rimarrà ad ogni modo centrale: «Per garantirci un traffico accettabile verso i nostri siti web dovremo cioè essere in grado di far piacere i nostri contenuti ai modelli LLM delle AI e non più a Google, e tutto sarà legato ai contenuti che scriveremo. Si dice che il lavoro del copywriter sarà tra i primi a scomparire – forse è quello che stiamo vivendo in questa fase transitoria – ma sono sicuro che invece quello del copywriter sarà un ruolo fondamentale nelle strategie di visibilità di ogni azienda.»

Come è dunque possibile fare SEO per le AI? Scrivendo testi ben strutturati, con un linguaggio semplice e privo di ambiguità; fornendo informazioni accurate e affidabili; facendo un uso logico e strutturato di titoli e sottotitoli nei documenti; suddividendo il testo in paragrafi brevi e precisi; ampliandone la ricchezza lessicale; sviluppandolo sotto forma di domande e risposte.

Insomma, un testo davvero fondamentale per comprendere il futuro dei motori di ricerca e inventarsi la SEO del futuro, utile non solo agli addetti ai lavori ma a chiunque sia desideroso di conoscere cosa ci aspetta nell’evoluzione dell’informazione online.