“Scripta Latina” di Carolus Egger

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Scripta Latina, Carolus EggerScripta Latina. Percorsi letterari, storici, filologici
di Carolus Egger
a cura di Federico Micciarelli
Viella

«Scopo di questa miscellanea è raccogliere in un unico volume alcuni tra i più importanti articoli e saggi dell’Abate Egger, comparsi sulla rivista «Latinitas» nel corso della sua lunga vita (1914-2003) spesa in favore dello studio e della diffusione della lingua latina.

 
In particolare, si è deciso di dividere l’opera in tre sezioni dedicate rispettivamente agli studi sulla letteratura (Opuscula litteraria), ai modi per promuovere la lingua latina (Scripta de provehenda lingua Latina) e ad alcune questioni filologiche (Appendix philologa). Certamente, altri scritti avrebbero meritato di essere, presi in considerazione, come le rubriche: Varia horum temporum acta, comparsa in ogni fascicolo dell’annata 1977, 1978, nei fascicoli 1 e 3 dell’annata 1979 e in quelli 1 e 2 del 1980; il Diarium Latinum presente in tutti fascicoli dal 1983 al 1997 e le Exsistimationes librorum; in questa occasione, però, si è pensato di rendere omaggio prima di tutto alla figura di Egger filologo, maestro e promotore del latino.

La prima sezione è costituita da sei contributi, che rappresentano tutto ciò che di letterario è comparso sulla «Latinitas» ad opera dell’Abate e, malgrado l’esiguità, essi coprono quasi per intero il cinquantennio in cui vi ha scritto. Un solo articolo riguarda Cicerone, tre la letteratura latina cristiana (gli Acta martyrum, Lattanzio, Ausonio), uno lo stile di un importante mistico del tardo Medioevo, Tommaso da Kempis – al quale viene attribuita una delle opere più note e diffuse della cristianità, l’Imitazione di Cristo –; infine, in ordine cronologico, si ha un saggio comparso nel terzo fascicolo del 1997 (l’ultimo che ha avuto tra i suoi protagonisti Carlo Egger) che analizza le lettere pontificie inviate nelle regioni baltiche.

Nella seconda sezione sono stati selezionati tredici articoli, datati tra il 1954 e il 1997, espressione dei decenni di lavoro dell’Abate. Di questi, ben dieci hanno come oggetto la resa in lingua latina di nomi e termini moderni, soprattutto nomi di luogo e di persona, temi che hanno sempre appassionato la ricerca linguistica di Egger. Si tratta, in alcuni casi, di saggi consistenti, come ad esempio quelli che riguardano la traduzione dei nomi delle più importanti città e regioni dell’Africa, dell’Asia, dell’America settentrionale e di quella del Sud. Si segnala anche una breve relazione di parole nuove create presso la Sede Apostolica. Inoltre, si è ritenuto opportuno ospitare in questo contesto il primo annuncio del Certamen Vaticanum, un contributo sulla promozione del latino in seguito alla costituzione dell’Opus fundatum Latinitas e, da ultimo, un saggio circa l’uso del latino in occasione di un convegno in Finlandia.

Per la terza sezione, infine, sono stati scelti, in qualità di exempla, dieci scritti caratterizzati dalla loro brevità e risalenti al biennio 1957-1959. Si tratta di risposte che Egger pubblicava a seguito di richieste e domande che gli venivano rivolte a proposito dell’uso, pronuncia o resa grafica di alcuni nomi, pronomi, preposizioni, avverbi: nella maggioranza dei casi, in una pagina o poco più, vengono fornite spiegazioni puntuali e inappuntabili di carattere linguistico e filologico.

I contributi delle prime due sezioni sono riprodotti secondo l’originale e non sono state apportate correzioni per rispettare quanto è stato scritto nel tempo. In ciascuna delle tre sezioni, i contributi sono riportati in ordine cronologico. Si avverte inoltre che non è stato realizzato l’indice dei nomi per la grande abbondanza di riferimenti racchiusi nei singoli testi.

In conclusione, lo scopo di questo volume, per la realizzazione del quale si ringrazia la Pontificia Academia Latinitatis, non vuole essere solo un omaggio alla memoria di un grande latinista, ma anche e soprattutto uno sprone per chi, pur praticando lo studio del latino e non conoscendo la figura dell’Abate Egger, voglia avere un modello da seguire, un esempio di come si indaghi la latinità. Chi poi volesse approfondire ulteriormente questa personalità, troverà in ogni pagina da lui scritta per la rivista «Latinitas», o in qualunque sua pubblicazione, stimolo e soddisfazione.»

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