Sara al tramonto, Maurizio De Giovanni, trama, recensionePersonaggi, recensione e trama di Sara al tramonto
Una donna dai capelli grigi e la pelle giovane che intuisce le parole della gente senza sentirle.
Un ispettore di mezz’età con una carriera non decollata e una famiglia mai costruita.
Una ragazza, un pancione e la voglia di trovare la propria strada lontano dalle pressanti critiche materne.
Questi i personaggi del nuovo noir di Maurizio De Giovanni, scrittore di gialli, noto per le serie del commissario Ricciardi e l’ispettore Lojacono.
Con Sara al tramonto De Giovanni sceglie una protagonista femminile per inaugurare la sua nuova serie nella collana Nero Rizzoli.

Ma vediamo più da vicino quest’intrigante donna.
Sara non vuole esistere. Si rende invisibile dietro i suoi capelli grigi e la sciatteria dei suoi abiti. Troppo grande il suo dolore per pensare alla vita, ma essa continua inesorabile. Si ripresenta nel volto di una vecchia amica, nella pancia di una nuova mamma, nelle notti urlanti, tra i vicoli di una città che nasconde e rivela.
Sara nasconde agli altri i suoi occhi profondi e azzurri, privilegio riservato al suo amore perduto. Si sottrae alla cosmesi e agli orpelli: odia le maschere e le finzioni. Non vuole apparire diversa da quella che è, ma la sua bellezza fuoriesce inesorabile agli occhi di un attento osservatore.
Sara è immobile, vuole togliere dalle sue espressioni tutte le sue emozioni perché ne sente fin troppe dentro.
Si impegna ad essere impassibile, come il suo sguardo, ma solo fino al tramonto. «Sara al tramonto era diversa. Sara al tramonto aveva nel cuore una porta aperta in cima a una scala a chiocciola, e quella porta era la sua debolezza»

L’ispirazione di Sara è stata data a Maurizio De Giovanni dalla visione reale di una donna dal volto bellissimo, i capelli grigi e lo sguardo assorto. La protagonista di questo avvincente noir, fatto di investigazioni atipiche, utilizza per risolvere il caso ciò per cui è stata addestrata: l’interpretazione del linguaggio del corpo.
Sara, infatti lavorava in un’unità speciale in polizia e ha passato tutta la vita a interpretare ciò che non veniva espresso verbalmente. Il suo dono era diventato la sua maledizione «È una specie di superpotere, te ne rendi conto? In pratica leggi nel pensiero!” “No, l’atteggiamento del tizio […] È sufficiente una frase per cogliere il quadro generale. Semplice. Ma anche terribile se ci rifletti.»
Per assistere agli ultimi giorni dell’amato compagno lascia il lavoro e con esso la possibilità di una carriera. Passano gli anni e la sua vita continua tra una corsa di prima mattina, l’attenzione all’alimentazione, nell’attesa di una vecchiaia troppo lontana. Ma sa che non può trincerarsi a lungo nella sua immobilità: ha una promessa da mantenere. Ha giurato di prendersi cura di se stessa, di stare bene.
«Il cuore, se batte, non si può tenere al chiuso».
Per questo decide di accettare la proposta di un’ex collega di essere una consulente esterna legata alla sua vecchia unità. Hanno inizio così le indagini protese a cercare di salvare una bambina.
In tale impresa Sara è accompagnata dall’ispettore Pardo, mosso da dubbi sul suo operato nella risoluzione di un omicidio correlato. Tra i due non sembra esserci un particolare feeling come invece appare evidente tra Sara e Viola, la compagna del suo defunto figlio, dal quale aspetta un bambino, che è una reporter giornalistica.
Si intrecciano così le relazioni che porteranno ad una variegata analisi del caso in linea con le peculiarità professionali di ognuno.

Ciò che fa di questo noir uno splendido romanzo è l’equilibrio tra il procedere narrativo delle indagini e un’interessante caratterizzazione dei personaggi. Infatti, l’incedere inconsueto di Sara e dell’ispettore alla ricerca di una comprensione dei misfatti, denota il carattere avvincente del testo. I personaggi, invece, sono descritti attraverso un tocco intimo ed empatico; prescindendo da una valutazione superficiale, vengono analizzati nella loro umanità.
Lo stile, infine, ne permette una lettura fluida, evocativa e divertente.
È un ottimo risultato di scrittura quello di De Giovanni che con Sara al tramonto si conferma nella top ten dei titoli venduti di narrativa italiana.

Sara Genovese