Prof.ssa Patrizia Sardina, Lei ha curato l’edizione del libro San Luigi dei Francesi. Storia, spiritualità, memoria nelle arti e in letteratura edito da Carocci: quali vicende segnarono la vita di Luigi IX di Francia?
San Luigi dei Francesi. Storia, spiritualità, memoria nelle arti e in letteratura, Patrizia SardinaLa morte del padre Luigi VIII, scomparso prematuramente quando Luigi IX aveva dodici anni, creò un forte legame con la regina madre Bianca di Castiglia, che divenne sua tutrice e dovette difendere il trono contro una coalizione di baroni ostili. La regina, donna pia e devota, ebbe un ruolo fondamentale nell’educazione religiosa del figlio. Colpito da una gravissima malattia, Luigi IX fece voto di partire per la crociata se fosse sopravvissuto. Dopo la guarigione, il re mantenne il suo impegno. Durante la sfortunata campagna di Damietta, in Egitto, la vita del re fu segnata dalla dura esperienza della prigionia e dalla morte del fratello Roberto d’Artois.

Quando e come si sviluppò il culto di San Luigi?
Luigi IX fu canonizzato nel 1297 da Bonifacio VIII, grande rivale di Filippo IV di Francia che decise di tassare il clero e accolse in Francia i cardinali della famiglia Colonna, acerrimi nemici del papa. Nella bolla di canonizzazione Bonifacio VIII rimarcò le virtù evangeliche e le opere di misericordia del re. Nelle intenzioni del papa la santificazione di Luigi IX, nonno di Filippo IV, doveva fare presa non solo sul re ma anche sui suoi sudditi. In realtà, la scelta di Bonifacio VIII non modificò i rapporti con Filippo IV il Bello. Valse però a favorire la rapida diffusione del culto del re-santo.

Quale fu il destino delle sue spoglie?
Luigi IX morì a Tunisi nel 1270, di dissenteria o tifo, e le sue spoglie furono contese tra il figlio Filippo III, erede al trono di Francia, e il fratello Carlo I d’Angiò, re di Sicilia. Il contrasto si risolse con un compromesso. Le ossa (parti dure, simbolo di potenza), furono trasportate in Francia, per riposare nel pantheon regio di Saint-Denis, le viscere (parti molli e meno preziose) furono conservate in Sicilia, nel duomo di Monreale, dove si trovavano le tombe dei re normanni Guglielmo I e Guglielmo II e della regina Margherita di Navarra. Misteriosa appare la sorte del cuore. Secondo Geoffroy de Beaulieu, confessore del re, fu donato da Filippo III allo zio Carlo d’Angiò e rimase in Sicilia, altri cronisti affermano invece che fu trasportato in Francia e inumato a Saint-Denis.

Qual è l’iconografia del re fra Medioevo ed età moderna?
Nella Bibbia moralizzata realizzata a Parigi nella prima metà del Duecento (conservata oggi nella Morgan Library & Museum di New York), Luigi IX siede in trono e tiene in mano lo scettro e il globo, simboli del potere temporale. In Italia le prime attestazioni pittoriche di San Luigi risalgono al Trecento e compaiono in chiese dell’ordine francescano. Giotto lo ritrasse con lo scettro gigliato e il cordone dei francescani nella cappella Bardi della chiesa di Santa Croce, a Firenze. Simone Martini lo rappresentò con i simboli della regalità, nella cappella di San Martino della basilica inferiore d’Assisi. Anche in età moderna l’iconografia di San Luigi esibisce i segni del potere regio, ma gradualmente inizia a prevalere l’immagine del re pio e penitente. Nel Seicento il re è rappresentato come esempio di perfetta religiosità, ma anche come protagonista di estasi e visioni.

Quale eco ha avuto San Luigi nella letteratura francese?
La fortuna letteraria di San Luigi iniziò nel Medioevo con la biografia di Joinville, contemporaneo e amico del re. Nella Francia del primo Ottocento la figura di San Luigi fu utilizzata in chiave filo-monarchica. Basti ricordare la tragedia in cinque atti Louis IX dans les fers, pubblicata a Parigi nel 1818, che mirava a legittimare i Borboni. Nella Francia repubblicana Luigi IX divenne simbolo di conservazione. Nel Novecento appare in controtendenza l’opera di Paul Claudel, scrittore cattolico che esaltò le doti politiche e la spiritualità di San Luigi.