“Romanzo senza umani” di Paolo Di Paolo

Romanzo senza umani, Paolo Di Paolo, riassunto, trama, recensione«In assenza di occhi umani, la catasta di uccelli precipitati sul ghiaccio non suscita nessuno stupore», con queste prime righe del libro Romanzo senza umani, l’autore Paolo Di Paolo ci porta per mano all’interno della sua ultima opera, edita da Feltrinelli a settembre 2023. Un viaggio introspettivo in cui ad alternarsi sono due voci narranti: il lago ghiacciato con la sua storia di gelo e aridità e quella del protagonista, l’umano troppo umano Mauro Barbi, alla ricerca di un disgelo interiore e della sua memoria.

Una storia nella storia, in cui l’esterno della matrioska racconta uno degli eventi più apocalittici del XVI secolo. Correva l’inverno del 1573 quando una glaciazione di ben sei mesi investì l’Europa centrale e così anche il lago di Costanza nella Svizzera del nord. In questo frangente temporale diverse specie animali persero la vita, l’atmosfera si fece tetra, inospitale e surreale a causa di piogge incessanti e violente grandinate, il freddo congelò il vino nelle botti, e anche i pochi umani sopravvissuti iniziarono a temere per la loro vita.

A questo lago e all’evento catastrofico si riallaccia la nostra più intima e personale glaciazione, e nel caso del romanzo quella di Mauro. Dunque due narrazioni, a prima vista opposte, ma solo perché ambientate in secoli diversi. Queste trovano un collegamento all’interno dell’IO più profondo del protagonista. Mauro, infatti, storico di professione che ha fatto a pugni con la sua storia, a quel lago ha dedicato anni di studio, trascurando, gli umani che gli stavano intorno: «E smettila, Mauro, ti prego, smettila. Tu e quel lago ghiacciato del cazzo!». Il suo passato è puntellato da una serie di “incidenti emotivi” come lui ama definirli che lo hanno portato a porsi diverse domande sulle relazioni che è riuscito ad intrecciare nella sua vita o meglio a tutte quelle che non ha saputo coltivare nel tempo.

Così, oltre al suo viaggio interiore, inizia anche il viaggio fisico di Mauro che saluta l’amico Fiore sostenendo di non sapere quando avrebbe fatto rientro a casa, quando in realtà aveva già acquistato un biglietto di ritorno. La destinazione ultima è ovviamente il sopra citato lago di Costanza, oggetto dei suoi studi per anni. Un viaggio da Mestre verso Monaco e con rientro da Zurigo. Proprio durante la sua partenza, il nostro storico viene anche contattato da un redattore di una trasmissione televisiva che gli chiede se è disposto a recarsi in studio per una puntata dedicata esattamente alla glaciazione del lago di Costanza. Passerà poco tempo prima che lo stesso Barbi lo ricontatti, pronto a parlare di quel ghiaccio sedimentatosi secoli prima, ma che pare abbia attraversato tempo e confini fino a giungere al suo arido e freddo presente.

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Romanzo senza umani
  • Di Paolo, Paolo (Autore)

Mauro, infatti, vive nel costante timore di essere ricordato male dagli altri umani, o di non essere ricordato affatto. «Forse, semplicemente, dovrei chiamarla paura: di essere ricordato male, o per niente. Come uno scomparso da vivo, uno che non è mai esistito», si legge tra le pagine del romanzo. «Uno dei tanti nessuno che occupano una stanza d’albergo e poi spariscono: senza lasciare tracce, se non le poche, organiche, su cui agiscono le mani guantate degli addetti alle pulizie la mattina del check-out. È un’evenienza confortante o disperante, a seconda delle urgenze e dei punti di vista, ma la solitudine la fa risaltare». Lui che nella sua vita non ha saputo coltivare i rapporti per dedicarsi quanto più possibile al lavoro, oggi si ritrova “senza umani”, o meglio senza “gente della sua vita”, ma con una umanità devastante che fuoriesce e si percepisce da ogni suo comportamento. Ecco, infatti che rendendosi conto della sua solitudine Mauro cerca di riannodare i fili spezzati nel tempo, ripiombando di colpo nella vita di persone che non sentiva da anni. Inizia a rispondere ad email mai aperte per quindici anni ed a fare domande fuori luogo alle persone sbagliate. Inizia a porsi mille domande su quelle relazioni lasciate in bilico e sugli amori irrisolti del passato. Assistiamo in questa fase a un rocambolesco tentativo di scongelare un passato troppo passato, al quale non basta tutta l’umanità di uno storico che indaga nella sua storia, quasi volesse raggruppare le pagine del passato catalogandole una ad una per dare un senso alla sua esistenza. Mauro, infatti, cerca di ricostruire la “memoria condivisa” che lo riguarda.

Quell’inverno che travolse l’Europa diventa la metafora di una stagione che è profondamente umana, e che il nostro storico ha vissuto in prima persona, cercando di indagare sotto la lastra di ghiaccio sulla quale oggi si ritrova a camminare.

Qual è l’impressione che le persone alle quali abbiamo voluto bene hanno di noi? Conservano ancora dei ricordi? Così, capitolo dopo capitolo, affiora una storia, un personaggio, un umano al quale a suo tempo Mauro non ha saputo dare il giusto valore. Sergola, uno studente al quale ha fatto un periodo di supplenza, oggi nemmeno lo riconosce. Anna, la donna racchiusa in una vecchia scatola di fotografie, che in cuor suo ha amato, non è mai riuscita a percepire il suo sentimento, definendolo sfuggente e distratto. E poi nei suoi ricordi c’è anche Susanna, donna con la quale non è mai riuscito a lasciarsi andare davvero a una storia; Consuelo una giovane ventenne belga conosciuta a Madrid, con cui ha avuto un incidente d’auto che sarebbe potuto finire molto peggio e che oggi prova a dargli tutta la colpa; l’ormai molto anziano professor Cardolini che vive ancora con la moglie in Germania; ed infine Sofia, la figlia di Anna, che ha ben chiari i giorni trascorsi in sua compagnia, ma ricorda anche la festa di compleanno peggio riuscita della sua vita.

Romanzo senza umani è in realtà un libro dove gli umani sono a fuoco più che mai. I disastri climatici posti al centro della narrazione da Paolo Di Paolo, altro non sono che i disastri climatici delle nostre singole vite. Il gelo che si percepisce dalle prime pagine del racconto, pian piano, capitolo dopo capito si fa più lieve. Una lastra di ghiaccio che si scioglie lentamente fino a rivelare il lato più intimo del protagonista e di ognuno di noi.

I cambiamenti climatici, oltre ad essere una chiara metafora, ci riportano ad una realtà molto attuale e tutt’altro che rosea. Di Paolo ci fa riflettere su un tempo passato in cui si moriva di malattie sconosciute e di gelo insopportabile, e su un presente in cui i disastri ambientali sono all’ordine del giorno, ma di fronte ai quali troppo spesso l’uomo abbassa la testa e mostra indifferenza.

Il libro presenta una narrazione che alterna momenti di inquietudine ad umorismo velato in un contesto estremamente attuale. La storia si snoda tra stazioni affollate, inutili programmi televisivi e cibi poco sani, esattamente come accade nella realtà che stiamo vivendo. L’autore comunica con il lettore mediante un linguaggio principalmente colloquiale, al quale cerca di introdurre richiami a letture classiche che hanno reso la sua penna sicura e matura. Jonathan Safran Foer e Rabelais, Lucrezio e Peter Handke, Amitav Ghosh e Javier Marìas sembrano essere stati i suoi compagni di strada più fidati. La lettura è scorrevole: leggendo Romanzo senza umani il lettore nutre l’inspiegabile “fretta” di andare avanti, anche se con ogni probabilità il capitolo successivo non riserverà la stessa ambientazione ed avrà anche un registro differente. In sostanza si tratta di un romanzo emotivo, in cui l’autore non sente la necessità di legare un effetto ad ogni causa, piuttosto si concentra sui sentimenti che dominano l’intera storia, come quello della nostalgia. «Mi creda, l’unica cosa che uno storico possa predire è il passato», ammette Barbie. Ma in quanto uomo cosa può fare per riallacciarsi al suo presente? La risposta è “partire da lontano”, per fare i conti con il passato e risolversi nel suo futuro.

La realtà è che in Romanzo senza umani, nonostante le note aspre delle sue righe, serpeggia una nota di “speranza” nel futuro, nel disgelo, nell’umanità. La vita, così come la natura o le relazioni subiscono sempre dei cambiamenti con il trascorrere degli anni. La camminata del nostro storico sopra la lastra di ghiaccio che ci accompagna per tutta la narrazione, fa ben sperare in una rottura della stessa, in un ricongiungimento con colleghi, amici, amanti fugaci o amori. Il punto per Di Paolo sembra essere molto chiaro: il ghiaccio sotto di sé conserva.

Helodie Fazzalari

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