Rien ne va plus, Antonio Manzini, trama, recensioneRien ne va plus è il nuovo romanzo di Antonio Manzini, edito da Sellerio e inserito nella collana La Memoria; uscito nel 2018, ad inizio 2019 è posizionato primo in classifica nella top ten dei best sellers di Ibs Libri, all’interno della sezione narrativa italiana e narrativa gialla. Rien ne va plus costituisce un nuovo capitolo della vicenda narrata in Fate il vostro gioco, in cui il protagonista Rocco Schiavone si trova in primo piano e viene descritto come un uomo schivo e solitario, molto duro con gli altri ma specialmente verso se stesso, svogliato, cupo ed intransigente.

Il romanzo, nato dalla mano esperta di Antonio Manzini, costituisce la prosecuzione diretta del racconto precedente Fate il vostro gioco, che si concludeva con le indagini sull’uccisione del pensionato Romano Favre, dipendente del Casinò di Saint Vincent in qualità di addetto all’ispezione di gioco. L’uomo viene ucciso con due colpi di arma da taglio e le indagini condotte portano all’arresto del colpevole, senza però individuare un vero e proprio movente per l’assassinio inspiegabile di un uomo apparentemente irreprensibile.

Rocco Schiavone è il vice questore di polizia della città di Aosta; molto dedito a quello che è il suo lavoro ma che nasconde dentro di sé ombre e fantasmi che arrivano dal passato.
Il romanzo inizia con la narrazione della scomparsa, completamente nel nulla, di un furgone portavalori contenente l’incasso del casinò di Saint Vincent, circa tre milioni di euro. Una guarda giurata viene trovata a terra in stato confusionale senza ricordare nulla di ciò che è accaduto nei momenti antecedenti l’assalto.

A questo punto vengono fatte partire le indagini standard collegate al caso e che vengono svolte di routine; il vice questore Rocco Schiavone non è però convinto di quanto sta accadendo e vuol vedere chiaro all’interno di una situazione dai contorni, a suo parere, distorti. C’è qualcosa che per il vice questore non convince: tutto riporta al caso dell’omicidio del pensionato ragionier Favre, ancora in attesa di un mandante e del reale movente; secondo Schiavone tra i due casi c’è un qualcosa, una sorta di similitudine, che potrebbe rappresentare il chiaro segnale del fatto che i due casi sono tra di loro collegati.
Di nascosto dai suoi capi e dai colleghi della procura e della questura, di cui non si fida assolutamente e che vorrebbero seguire la procedura standard di indagini, per poterle chiudere nel più breve tempo possibile, Rocco Schiavone inizia un’indagine tutta sua che porta alla scoperta di indizi che lo indirizzano verso una verità che lo spinge a porsi importanti e pesanti interrogativi.

I metodi di indagine di Rocco Schiavone non hanno nulla di tradizionale, sono piuttosto poco ortodossi rispetto a quelli di un ordinario funzionario di polizia che segue alla lettera il protocollo; inoltre la vita privata di Schiavone non è per niente facile né serena e il suo modo di vivere è ricco di comportamenti contraddittori. Durante le sue indagini il vice questore di Aosta Rocco Schiavone torna ad occuparsi di tutti gli affari loschi che avvengono dietro le porte del bel mondo patinato del Casinò di Saint Vincent; un mondo fatto di persone attirate all’inverosimile dal gioco e da cui non riescono ad uscire: il gioco è come il carcere ed uscirne significa ritrovare la libertà.

Qualcosa in tutta questa storia non torna: l’autista del porta valori contenente l’incasso del Casinò, complice della rapina, ha costretto l’altro collega a cambiare strada; le uniche tracce trovate dopo l’oscuramento del sistema GPS vengono rilevate dalla collega Michela Gambino. A questo punto la procura di Aosta cerca in tutti i modi di intimare a Schiavone di non continuare nelle indagini e quello che salterà fuori sarà ancora ben più grave: è in corso un’indagine segreta sugli affari loschi tra Casinò e Regione.

Le vicissitudini di Rocco Schiavone prendono una piega diversa ancora una volta quando viene a conoscenza della morte di Baicchi, l’assassino della moglie, il cui cadavere non è mai stato rinvenuto. Unica luce nella vita schiva e solitaria del protagonista del romanzo di Manzini è il rapporto che si crea con il giovane e solitario vicino di casa, Gabriele; forse per un suo grande desiderio di paternità represso, l’uomo si avvicina al ragazzo come se fosse quel figlio tanto desiderato e mai arrivato.

Nelle notti di luna piena Schiavone riceve la visita del fantasma della moglie Marina, che fa notare al vice questore i suoi occhi prigionieri del suo malessere e che guardano sempre verso il basso; Schiavone si sente sempre più messo alle strette e sospetta sia il tradimento da parte della ex collega Caterina Ripoli, sia la sua sensazione di essere finito sotto l’occhio investigativo dei servizi segreti.

Un romanzo che non delude il lettore, Rien ne va plus è il seguito perfetto di Fate il vostro gioco; si legge tutto di un fiato e l’autore è stato in grado di dare vita ad una storia che tiene alta l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine.