“Reverendissimo. Rudimenti di galateo ecclesiastico” di Fabrizio Turriziani Colonna

Don Fabrizio Turriziani Colonna, Lei è autore del libro Reverendissimo. Rudimenti di galateo ecclesiastico pubblicato da Tau Editrice. Cos’è e cosa disciplina il galateo ecclesiastico?
Reverendissimo. Rudimenti di galateo ecclesiastico, Fabrizio Turriziani ColonnaIl Galateo ecclesiastico è una materia che vede la sua luce ufficialmente con alcuni autori francesi a fine XIX secolo. In Italia venne tradotto un volume francese nei primi anni del XX secolo e si ritrova un volumetto edito negli anni ’60. Nient’altro. Eppure nei seminari anticamente si educavano gli alunni al bon ton fino agli anni ’70 attraverso vere e proprie lezioni. Un sacerdote diocesano vive nella società nella quale è chiamato a risplendere non solo per integerrima dottrina, per sapienza e per esemplarità morale, ma anche per buona educazione, sensibilità nelle relazioni con le persone e anche nel sapersi presentare e creare intorno a sé un ambiente sereno fatto di rispetto, di accoglienza, di bellezza e di buon gusto; tutte cose che aiutano a creare un mondo migliore. Conoscere infine anche i trattamenti di cui godono le personalità, saper indirizzare una lettera correttamente, indossare l’abito giusto per tutte le occasioni, fanno di un ecclesiastico una persona che conosce il suo compito e che può stare nel mondo trattando con tutti e seminando buone relazioni.

Come si usano correttamente gli appellativi ecclesiastici?
Quelli che alcuni chiamano appellativi e altri trattamenti, sono parole con le quali si trattano gli ecclesiastici che con i secoli si sono evolute e trasformate. Molte di queste parole sono entrate nel vocabolario comune di tante persone ma può accadere che una certa laicità sociale possa generare molte amnesie. Bisogna sempre distinguere gli appellativi dai titoli. A volte si sente dire “il Papa ha nominato monsignore il tale sacerdote”; nulla di più sbagliato; sarebbe come dire “il Papa ha creato eminenza il tal vescovo”. Monsignore, eminenza, eccellenza, reverendo, non sono né titoli, né compiti nella Chiesa, ma sono appellativi, trattamenti in società, da usarsi come si usano quelli dei laici come “egregio signore”, “dottore”, “signor cavaliere” ecc.

Quali saluti contempla il galateo ecclesiastico?
Tra i saluti si deve distinguere quelli con la mano e quelli non. L’ecclesiastico offre la mano e tutti, riceve il baciamano e lo compie quando ciò è previsto. Al Vescovo compete il baciamano ma lui stesso lo compie al Pontefice.

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Reverendissimo. Rudimenti di galateo ecclesiastico
  • Turriziani Colonna, Fabrizio (Autore)

Quali accorgimenti è necessario adottare nelle presentazioni?
Dirò qui solo due accorgimenti: mai presentare un superiore ad un inferiore, né presentare ad un conoscente un tale già da lui ben conosciuto.

Quali difetti è necessario evitare in una conversazione?
Bisogna sempre evitare di parlare troppo di sé e di vantarsi delle personalità che si conoscono; sempre bisogna dare spazio agli altri e soprattutto interessarsi alla vita degli altri, ascoltando con interesse ed evitando giudizi.

Quali norme valgono in materia di abito ecclesiastico nelle cerimonie civili?
Nelle cerimonie civili gli ecclesiastici devono sempre osservare il dress code previsto: per esempio, se è richiesta la cravatta bianca, l’ecclesiastico indosserà sulla veste talare che gli compete anche il ferraiolo di seta.

Come si stabiliscono le precedenze nel galateo ecclesiastico?
Le precedenze sono una materia delicatissima. Gli ecclesiastici dovrebbero farci molto caso quando accolgono le autorità e le personalità, tuttavia anche negli ambiti civili le istituzioni dovrebbero distinguere le dignità ecclesiastiche e all’interno della medesima la funzione e l’anzianità e creare un ordine di precedenza.

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