“Quando meno diventa più. La storia culturale e le buone pratiche della sottrazione” di Paolo Legrenzi

Prof.Ā Paolo Legrenzi,Ā LeiĀ ĆØ autoreĀ del libroĀ Quando meno diventa più.Ā La storia culturale e le buone pratiche della sottrazione edito daĀ Raffaello Cortina. La tendenza all’accumulazione ha caratterizzato la storia umana: quali benefici apporta, invece, uno stile sottrattivo?
Quando meno diventa più. La storia culturale e le buone pratiche della sottrazione, Paolo LegrenziLa tendenza all’accumulazione in un passato non cosƬ remoto ha portato molti benefici all’umanitĆ  perchĆ© avere più risorse materiali, controllare più territori, avere più partner e figli, in passato garantiva una minore vulnerabilitĆ  ai pericoli tipici della vita di un cacciatore raccoglitore. Poi ĆØ nata la societĆ  industriale e, insieme al suo affermarsi, si ĆØ incrementato uno stile additivo, ciecamente focalizzato sulla crescita economica, e non solo. Le strategie di vita centrate sull’addizione hanno gradualmente cominciato a tradursi in svantaggi, tra cui la distruzione dell’ambiente naturale rompendo equilibri plurimillenari con il crollo della biodiversitĆ .

In tal caso ĆØ bene sostituire l’accumulazione con la sottrazione. Qui non parliamo di frugalitĆ , cioĆØ decrescita del consumismo, tema a cui ho giĆ  dedicato il libro FrugalitĆ  (Mulino).

Qui parliamo di mentalitĆ  sottrattiva, un nuovo modo di pensare ed agire che ha incominciato ad affermarsi nel secolo scorso nelle arti, nell’architettura, nel design, nelle scienze cognitive, nell’economia e nella filosofia. La mentalitĆ  sottrattiva si ĆØ affermata gradualmente in più campi e porta ovunque a benefici.

Benefici durevoli perché si tratta di sottrarre i vantaggi a breve termine, che sembrano un più ma sono un meno, da quelli a lungo termine, che non appaiono tali ma sono un più.

Tutto ciò ĆØ più facile a dirsi che a farsi perchĆ© l’abitudine all’addizione ĆØ una sorta di droga che ha incrostato il nostro cervello e da cui ĆØ difficile liberarsi proprio perchĆ© per molto tempo ĆØ stata selezionata e premiata dall’evoluzione darwiniana. Un tempo non portava danni all’ambiente e alle altre specie viventi perchĆ© le tecnologie erano primitive e non invasive. Poi nell’ultimo secolo tutto ĆØ cambiato.

Molti ritengono che questo sia un destino inevitabile perchĆ© connaturato i modi di funzionare del nostro cervello. Ora ĆØ vero che a noi risultano spontanee e immediate le strategie additive – nel pensiero, nelle azioni e nelle emozioni – ma non ĆØ detto che non siamo in grado di vincere queste tendenze congenite e a cogliere i vantaggi di una strategia sottrattiva. Incrostate nel cervello ma superabili con la riflessione e con la costruzione di una nuova mentalitĆ  diffusa, anche se all’inizio ĆØ e sarĆ  condivisa solo da minoranze.

Quali comportamenti caratterizzano lo stile sottrattivo?
Lo stile sottrattivo agisce sia nell’azione che nel pensiero. Per quanto riguarda l’azione lo stile sottrattivo ĆØ caratterizzato da un uso dell’attenzione che non ĆØ focalizzato solo su una scelta o una prospettiva, anche se non ĆØ possibile pensare in parallelo a più cose. Si tratta allora di non fermarsi all’azione più spontanea e che ci viene subito in mente ma esplorare più possibilitĆ  e solo alla fine sottrarre le meno efficaci per puntare su quella/quelle migliori.

Offerta
Quando meno diventa più. La storia culturale e le buone pratiche della sottrazione
  • Editore: Raffaello Cortina Editore
  • Autore: Paolo Legrenzi
  • Collana: Temi
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2022

Per quanto riguarda il pensiero dobbiamo, in modo analogo, riuscire cioĆØ a superare le difficoltĆ  poste da quei compiti che richiedono la sottrazione. Nel testo presento molti esempi: il più recente ĆØ il calcolo dell’efficacia dei vaccini oppure lo studio di come i bambini di quattro anni giocano con i mattoncini del Lego.

Come si manifesta il discrimine tra sottrazioni buone e cattive?
Ci sono sottrazioni cattive che tolgono complessitĆ  a un problema trasformandolo in modi semplicistici in modo che sia facile trovare la soluzione che però ĆØ sbagliata. L’esempio del calcolo dell’efficacia dei vaccini ĆØ un buon esempio: le persone omettono i risultati del gruppo di controlli e quindi pensano che un vaccino abbia come correlato l’aumento delle trombosi. Altre sottrazioni cattive sono quelle in cui agisce la focalizzazione, studiate poi da Kahneman, premio Nobel 2002, anche in relazione alla felicitĆ . Quelle buone, invece, ci guidano alla scelta corretta, alla decisione giusta. In particolare nelle scelte economiche ĆØ bene sottrarre la possibilitĆ  di errori dovuti al timing e lasciare lavorare il tempo, come mostro nel caso delle decisioni di investimento dato che l’economia altro non ĆØ che sottrazione dell’incertezza. Un altro tipo di sottrazioni benefiche sono quella delle categorie con cui classifichiamo gli uomini: se non lo facciamo diventano mentalmente disponibili molte etichette negative e divisive, e non consideriamo il prossimo semplicemente come ā€œpersonaā€.

Quali sonoĀ le buone pratiche della sottrazione?
Le buone pratiche della sottrazione devono tutte partire dal rendersi conto che la sottrazione ĆØ un’operazione mentale ostica, spesso non spontanea nĆ© intuitiva. Sai tratta quindi prima di dis-educare una persona a istinti innati e poi educarla sia con una buona educazione (convenzioni, come nei galatei) sia con una educazione buona (gentilezza, bontĆ , empatia). In questa prospettiva viene discussa anche l’empatia: ottima se ĆØ a breve raggio, non sempre tale se guida decisioni i cui effetti intervengono su spazi e tempi più ampi.

Altre buone pratiche derivano dall’imparare a eliminare l’asimmetria tra perdite e guadagni che ci rende possessivi, gelosi, timorosi delle perdite, in preda a pericoli inesistenti mentre trascuriamo quelli veri.

Quali atteggiamenti e dinamiche psicologiche possono ostacolare laĀ sottrazione?
Le strategie sottrattive sono ostacolate soprattutto dal non rendersi conto che quanto più si allarga l’isola della conoscenza tanto più si allunga il confine che la separa dal mare dell’ignoranza. Quindi le persone tanto meno sanno tanto più credono di sapere: questo meccanismo ĆØ un grande ostacolo all’implementazione delle strategie sottrattive che richiedono riflessione e non sono mai spontanee. Nella storia della filosofia, dell’arte, dell’architettura e in tanti altri campi, ad esempio la moda, la sottrazione ĆØ arrivata quando ormai si erano esaurite le possibilitĆ  di creare usando strategie additive. Ance l’innovazione tecnologica prima ĆØ avvenuta aggiungendo funzioni che aumentassero la forza dei muscoli e della mente, poi, invece, per sottrazione i bene di consumo tangibili sono stati progressivamente sostituiti dai servizi dell’intangibile. Ma il caso più evidente ĆØ nei legami affettivi tra due persone: gli amori puri, incontaminati sono quelli che si creano da giovani o da vecchi quando tutte le preoccupazioni e le attivitĆ  della vita matura – lavoro e famiglia, ma non solo – devono ancora comparire o sono scomparsi e quindi possiamo avere legami totalizzanti. Il libro si serve qui di casi esemplari tratti dalla letteratura e dal cinema.

Paolo Legrenzi ĆØ professore emerito di Psicologia presso l’UniversitĆ  Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni: 6 esercizi facili per allenare la mente (2015), La buona logica (2015), L’economia nella mente (2016) e Quando meno diventa più (2022).