Quale futuro per le librerie? Vendere e comprare libri ai tempi di Amazon

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Nel 2020 gli italiani hanno acquistato 104,5 milioni di libri, con una crescita del numero di copie vendute rispetto all’anno precedente del 2,9%. Un dato incoraggiante, trainato dalla crescita impetuosa del canale online: «nel 2015 la quota dei canali off-line (librerie di catena, librerie indipendenti e grossisti) era pari all’82% del fatturato complessivo, a fronte di una quota del canale on-line (e-commerce) equivalente al 18%. Nel 2020 la quota dei canali off-line è scesa al 55%, con un balzo dell’on-line alla quota del 45%» (da Mercanti di cultura. Modelli editoriali in transizione, a cura di Elena Ranfa, Il Poligrafo 2021).

Eppure, tra le 2412 librerie italiane che non appartengono a gruppi societari – e che quindi possiamo indicare tra le librerie “indipendenti”, cioè non di proprietà di editori – solo il 22% ha una propria offerta di vendita on-line!

Se si indagano le ragioni della diminuzione degli acquisti in libreria, si possono individuare tre principali motivazioni: «l’offerta («non trovo titoli di mio interesse», «poche proposte sempre uguali»), secondo il 22% delle indicazioni; la chiusura di librerie di prossimità («non ho più una libreria comoda»), per il 15%; i tempi («se ordino, tempi lunghi di consegna»; «tempi lunghi per capire se un libro è disponibile»), nel 13% dei casi.»

Facile per Amazon ritagliarsi una quota pari all’80% dell’intero e-commerce librario italiano!

Non solo, infatti, Amazon possiede la capacità «di mettere a disposizione rapidamente qualsiasi titolo, garantendo lo stesso servizio sia al best seller sia all’ultimo titolo della coda lunga del più piccolo degli editori» ma sono davvero pochi i siti internet «che hanno creato dei modelli di business vincenti e sostenibili: ricevere, gestire, preparare, spedire un ordine con al massimo 1-2 pezzi per scatola è una gestione logistica che necessita di competenze specifiche che poche aziende hanno sviluppato. La consegna al consumatore “impaziente” entro le successive 48 ore sta diventando la regola per le imprese che operano nell’e-commerce. La logistica dell’ultimo miglio risulta più complessa per una serie di ragioni, tra cui: la presenza di un’unità di movimentazione generalmente “piccola”, la necessità di realizzare delle attività aggiuntive come il picking e packing per ogni ordine, la rilevanza, spesso decisiva, del servizio di consegna al pari di quello relativo alla gestione dei resi. Ciò implica la necessità di avere depositi e magazzini vicini alle città metropolitane».

«È evidente che Amazon abbia basato il suo enorme vantaggio competitivo sulla creazione di una rete logistica senza pari: nessun altro rivenditore on-line al mondo ha sviluppato un network del genere, questo perché nessuno ha le dimensioni per realizzare in modo sostenibile un network con pari efficienza e livello di servizio. Per Amazon significa attenzione ai costi, analisi delle cause di inefficienza ed eliminazione di ogni spreco. La crescita dei volumi di vendita permette di ottimizzare i costi e di recuperare marginalità per mantenere sempre dei prezzi bassi, inoltre una rete di clienti molto densa nelle grandi città consente di ottimizzare il lavoro dei corrieri espressi.»

Non è dunque un caso se oggi «Amazon detiene il titolo di più grande rivenditore del mondo: «l’e-commerce e la logistica sono, infatti, attività complementari, in quanto le piattaforme on-line analizzano i flussi di informazione dei bisogni dei consumatori, impattando positivamente sulle performance della logistica, che a sua volta ha l’obiettivo di ottimizzare i flussi di merci.» Insomma, la logistica rimane la competenza chiave di Amazon!

Nello scenario attuale, dunque, l’unica strategia percorribile nell’ambito della commercializzazione dei libri è quella di «investire su tutti gli elementi di differenziazione rispetto ad Amazon. In particolare, ad esempio, il contatto con il prodotto, la possibilità di frequentare un ambiente piacevole, l’opportunità di ricevere consigli informati, nonché il poter scoprire altri prodotti da acquistare. Questa è una strada affrontabile, certamente non lo è provare a competere sullo stesso terreno del leader di mercato.»

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