Avvocato Cozzo, Lei è autore del libro Profilo storico del diritto sudafricano, pubblicato per i tipi della Lateran University Press: come si forma il diritto romano-olandese?
Profilo storico del diritto sudafricano Alberto CozzoSi deve a Simon van Leeuwen la prima adozione del termine Roman-Dutch Law, quale sottotitolo dato all’opera Paratitla Iuris Novissimi pubblicata nel 1652 nella città di Leyden.
Ma certamente l’opera più conosciuta è quella di Hugo Grotius, con la sua ‘Inleidinge tot de Hollandsche Rechts-geleerdheid’. In effetti, si tratta di un processo di cristallizzazione della esperienza giuridica olandese di impronta romanistica, che appare come l’approdo naturale di un percorso addirittura millenario, ove si consideri che nei territori oggi compresi nei regni di Olanda e Belgio, furono i contributi della monarchia franca, la mediazione del Diritto Canonico, le Università e le Corti di Giustizia a rendere possibile un legame tra “Roma” e la “Germania”.

Come viene recepito il diritto romano-olandese nella sua versione sudafricana del XIX sec.?
Sinteticamente i passaggi storici possono così delinearsi. Data al 1652 la fondazione nel 1652 della del Capo da parte della Compagnia delle Indie Orientali olandesi, ed al 1656 l’istituzione di un Tribunale il cui esercizio giurisdizionale si basava sul diritto della Madrepatria, ovvero il diritto romano-olandese dei colonizzatori, che però dalla fine del 1700 cominciò a distaccarsi dal diritto della madre patria.
La colonizzazione britannica, iniziata nel 1795, non interruppe tale processo di ricezione, con la coesistenza ‘adesso ‘ anche del common law.
Il processo, che potremmo definire di simbiosi, caratterizza ancora il Sudafrica, che a partire dalla fondazione dell’Unione nel 1910 e fino agli ultimi decenni, caratterizzandosi come sistema giuridico misto, dove il common law influenza soprattutto la disciplina processuale, ed il civil law condiziona il diritto privato sostanziale.

Qual è l’importanza del diritto sudafricano nel quadro della storia del diritto?
Permane indubbiamente la prospettiva comparatistica, ovvero della ricerca di decisioni razionali a problemi che vengono trattati diversamente nei sistemi del civil law e common law.
Ma nell’ottica di una costruzione di una dottrina e di un diritto privato che sia veramente europeo, il diritto sudafricano costituisce un vero e proprio laboratorio, in virtù della sua sistematizzazione, ovvero dell’importante sforzo interpretativo capace di arricchire la propria giurisprudenza di sempre nuovi strumenti.
Tale complessità è infatti propria del nostro tempo, e del nostro ordinamento, caratterizzato da una dimensione giuridica globale, che necessita di modelli di riferimento capaci di agganciare le trasformazioni a livello giuridico su scala globale.