Ancor prima di finire il liceo, quasi tutti i miei compagni di classe sapevano già cosa avrebbero fatto una volta usciti da lì. Ammiravo il modo in cui non dubitavano nemmeno per un minuto del progetto che avevano pensato per sé stessi, di chi sarebbero diventati. E ci sarebbero riusciti, cascasse il mondo, sarebbero diventati quello che volevano perché “se vuoi, puoi” è una verità assoluta e se non ci riesci, forse il problema sei tu. La verità, però, è che forse non si è mai grandi abbastanza per decidere del proprio futuro e che soprattutto, la strada non è mai solo una ma si possono scegliere, cambiare, abbandonare e ricominciare migliaia di strade. Se siete tra quelli che hanno sempre avuto le idee chiare o se siete alla ricerca della vostra strada, Preliminare di un futuro incerto (Carthago Edizioni, 2026) di Francesco Ombres ci ricorda che va bene non avere subito le idee chiare, che è anche giusto continuare a sbagliare, andare alla ricerca di qualcosa senza sapere cosa si vuole trovare, perché prima o poi la vita accade e va bene lo stesso.«Mi domando fin troppo spesso cosa ne sarà di me. Cosa mi aspetta. Ma rimango senza risposta ad aspettare sempre che il semaforo diventi verde. Ma ho la sensazione che le macchine siano ferme al rosso e aspettino che io faccia qualcosa, e io come un coglione rimango ad aspettare una stupida luce colorata.»
Anche Diego non sa chi vuole diventare. Un lunedì sera di giugno, Diego è seduto al solito bar con la sua fidanzata, Sara, e sta bevendo un boccale di birra. Il giorno dopo avranno la prima prova degli esami di maturità ma Diego non è per niente preoccupato. Per Sara, invece, il futuro è una cosa seria e lei ci sta già pensando. Si chiede cosa succederà nei prossimi mesi, quando inizierà l’università, e proprio per questo intende sbarazzarsi adesso di quello che non vuole avere nel suo futuro. Decide così di lasciare Diego. Conclusi tutti gli esami, la scuola è finita e adesso Diego può finalmente capire cosa fa la gente la mattina. Il giovane ragazzo passa così le sue giornate a vagare per la città e nel corso delle sue camminate, si imbatte in diversi personaggi con cui si troverà a condividere momenti assurdi, ma anche inaspettatamente profondi.
Se vogliamo, Diego è un personaggio contraddittorio. È sfrontato, a tratti arrogante, ma anche profondamente disorientato. La sua incapacità di restare fermo in un unico posto è in realtà un disperato bisogno di stabilità. La sua è una ricerca continua che lo porta a vagare per la città senza una meta precisa. Molti gli dicono che vive come un eremita: dorme dove capita, sul balcone di casa o come ospite di suoi amici. Attorno a lui, infatti, si muove una piccola costellazione di luoghi ricorrenti, come il bar di Pigi o l’officina di Pietro, che sono per Diego gli unici punti di riferimento nel suo stato irrequieto. Accanto a questi spazi, il romanzo ci porta anche negli appartamenti di Matilde (detta anche Stella, per i clienti), di Pilar e di Cinzia, figure vicine a Diego che condividono le sue disavventure.
È da apprezzare la scelta da parte dell’autore di rendere le protagoniste femminili come le più irriverenti e indipendenti tra tutti gli altri personaggi, anche più di Diego che non ha dei genitori a cui dar conto. Le figure femminili, come Sara, Matilde e Pilar, sono tutte accomunate da una forte autonomia emotiva e da uno sguardo disincantato e libero sulle relazioni. Non cercano qualcuno che sia pronto a salvarle, ma hanno il coraggio di buttarsi, di voler sperimentare e di scontrarsi con la vita. Sono donne che non hanno paura di niente e che, se vogliono qualcuno al loro fianco, deve sapere cosa vuole, proprio come loro. È interessante anche come queste donne siano in grado di mettere Diego di fronte ai suoi limiti, portandolo ad uscire dal suo continuo vagare in tondo, spesso anche suo malgrado. Sono come dei continui schiaffi in faccia che Diego accusa: Sara che lo molla; Pilar che non fa che godere delle sfortune che gli capitano; Matilde che lo ospita nella sua casa ma alle sue condizioni. È lei a decidere come chiamarla, se Matilde o Stella, è lei che sceglie quale color di accappatoio della sua collezione dargli, mentre Diego può solamente adattarsi, rispettare e seguire le sue regole.
«Credo sia più facile mentire se la maggior parte delle cose che dici sono vere. Romanzare un pochino rende più interessante tutto ciò che puoi raccontare». Proprio il racconto, in fondo, è quello che riesce meglio a Diego. Più che vivere davvero, sembra osservare la propria vita mentre accade, trasformandola in materiale narrativo da trascrivere sul taccuino che porta sempre con sé. È la sua voce sarcastica, tagliente, spesso politicamente scorretta, a costruire il tono alla base di questo romanzo. Ombres, infatti, impiega uno stile che unisce un linguaggio volutamente crudo, anche volgare in alcuni punti, a una capacità di introspezione sorprendente.
Preliminare di un futuro incerto è un romanzo che si legge davvero in poco tempo, grazie anche ai capitoli brevi e concisi in cui c’è tutto quello che si dovrebbe sapere. Eppure, sotto questa apparente leggerezza, si nasconde una riflessione profonda sull’identità, sul fallimento, sulla paura del futuro e sull’angoscia e sulla frustrazione di chi non sa cosa farne della propria vita. Nel suo vagare perpetuo, Diego va alla ricerca di una risposta e da una parte spera proprio che saranno gli altri a mostrargli la giusta strada da prendere, a fargli capire chi è e chi vuole essere davvero.
«Al momento mi pare di galleggiare in una grossa pozza d’acqua. Vedo alcuni a riva camminare tranquilli coi piedi nell’acqua. Magari loro mi guardano e vedono un ragazzo tranquillo che si lascia andare alla corrente, ma non so quanto è profonda l’acqua. Bello galleggiare, ma l’ignoto è terrificante». Questa è una delle immagini che riesce a restituire perfettamente il senso del romanzo e che viene ancora più amplificata da uno spazio misterioso di cui Diego sente parlare da un suo conoscente: l’isolotto. Nessuno sa cosa ci sia davvero lì, in quello spiazzo in mezzo al fiume, i cui alberi fitti e alti non permettono di far vedere da lontano cosa vi nasconde. Per Diego quel mistero sarà qualcosa con cui si dovrà scontrare per poter capire quale strada dovrà prendere.
«Non so cosa ci sia comunque, su quell’isoletta. Ma è bello che ci sia ancora un mistero, no? Qualcosa su cui porsi domande mentre giriamo a vuoto in cerca di noi stessi».
Ambientato in una città lombarda mai nominata, il romanzo costruisce uno spazio che potrebbe essere ovunque, quasi per mostrarne anche l’universalità del suo messaggio. Tutto si svolge nell’arco di un mese, un tempo breve ma sufficiente a restituire un passaggio cruciale: quello tra l’adolescenza e qualcosa che somiglia, forse, all’età adulta. Tra le micro-avventure che vive Diego tutti i giorni, c’è anche una che gli capita quando meno se l’aspetta: l’amore. Non è qualcosa che cerca davvero, né qualcosa per cui si sente pronto, eppure accade. Ombres racconta questo cambiamento concentrandosi su quello che provoca nell’innamorato: è come se Diego smettesse di girare a vuoto e ricominciasse a camminare seguendo una direzione un po’ più precisa.
Preliminari di un futuro incerto è un romanzo di formazione che si rivolge a chiunque si sia mai sentito almeno una volta nella vita proprio come Diego e per ricordarci, alla fine, che non è importante avere sempre tutte le risposte ma vivere la propria vita con un’unica certezza, che se qualcosa deve accadere, accadrà.
Giorgia Carta
L’Autore
Francesco Ombres è nato nel 1998 a Lodi, una piccola città di pianura che si perde nella mentalità di paese allargato. Avendo studiato le tecniche di sceneggiatura si è avvicinato ben presto alla scrittura creativa e nel 2023 ha esordito in campo letterario con POV, un’alcolica e anticonvenzionale storia on the road padre-figlia. Nell’estate del 2025 esce il suo secondo romanzo, È solo un nome, un noir comico e grottesco con protagonista un improbabile professore di filosofia universitario che rimane coinvolto in una faida criminale per esser andato a letto con “la donna sbagliata”. Con Preliminare di un futuro incerto, Ombres firma il suo libro più personale portando stravaganza in una storia coming of age forse più tipica di quanto si possa pensare.




